giovedì 31 dicembre 2015

Chissà cosa chiediamo al 2016....


Il 2015 se ne va ma lascia il sorriso sulle labbra di tutti coloro che hanno a cuore le sorti rossonere. I bilanci sono importanti, aiutano nel nostro caso ad alimentare ragionevoli speranze ed in questi giorni sono stati analizzati e commentati in maniera pregevole da tanti miei autorevoli colleghi.
Tutto però passa alla storia, tutto sommato una bella storia, ma lo sport in generale richiede sempre di superare l'ostacolo che il futuro pone davanti al percorso; da domani il 2016 richiede di passare agli annali come un anno che sia un pilastro fondamentale nella storia quasi secolare del club, un anno che sia piacevolmente ricordato come il 1989, il 1991, il 2003 ma anche come il 2012, l'anno della rinascita, l'anno da cui riparte questa nuova storia chiamata Foggia Calcio.
Un po' tutti siamo restii ad enunciare apertamente il traguardo che questa società e questa piazza sognano, forse per scaramanzia o forse perché troppe volte siamo rimasti scottati e delusi, ma siamo tutti consapevoli di conservare dentro di noi questo "segreto di Pulcinella".
Gli auguri migliori sono quelli che il Foggia riesca a non perdere quella continuità che lo ha portato a sfiorare il raggiungimento della vetta della classifica, cosa che potrebbe avvenire al più presto e contribuire quindi ad alimentare l'autostima e l'entusiasmo.
Basterà solo fare quello che la squadra sa fare con la giusta autorità e la necessaria umiltà e poi, di conseguenza, questo 2016 potrebbe diventare un anno in forte discesa.
Auguri ai dirigenti, al mister, alla squadra e a tutti i tifosi rossoneri.

Alberto Mangano

domenica 20 dicembre 2015

E sono quattro!

Nella partita più importante, quella della ulteriore conferma, arriva la certezza di essere sulla buona strada. La quarta vittoria di fila ci consegna una squadra matura e camaleontica, capace di adeguarsi all'avversario ed ad affondare i colpi nel momemnto giusto.
La vittoria con la Casertana è stata figlia della perfezione tattica e della giusta concentrazione, quelldi Agrigento è arrivata grazie ad un atteggiamento cinico e spietato, quella con il Cosenza ha dimostrato che lo spartito può essere letto da qualsiasi musicante, mentre quella di Martina scaturisce da un atteggiamento paziente, non precipitoso, che alla fine rispolvera quella cinicità che forse è mancata nella prima parte del campionato.
Il Foggia arriva alla sosta nel modo migliore, il riposo dei guerrieri è ampiamente meritato e ci sarà tempo per riprendere la giusta marcia a cominciare dal doppio turno casalingo.
La vetta della classifica? Fa sempre piacere guardare le altre squadre dall'alto in basso, ma se lunedì dovesse accadere quello che non vorremmo che accadesse, la soddisfazione di guidare la graduatoria a quel punto può essere anche rimandata. Per il momento sarà stato importante annunciare a tutti chi, almeno in questo momento, può rappresentare la regina di questo girone e chi invece dovrà seguire e recuperare.
La difesa, anche se sempre con gli uomini contati, resta la forza dell'ossatura di tutta la squadra: per vincere le partite ci vuole un buon attacco ma per vincere i campionati occorre una adeguata difesa.
....e questo campionato può essere vinto!

Alberto Mangano

domenica 13 dicembre 2015

La vera capolista è qui!


Il Foggia non tradisce, quando c'è da approfittare lo fa con autorità e cattiveria, come debbono fare le grandi squadre, quelle che non si nascondono e giocano a carte scoperte.
Oggi sul manto erboso c'erano due squadre che si affrontavano, conoscendo i risultati delle concorrenti, per la conquista del secondo posto.
Eppure in campo si è vista una squadra sparagnina, chiusa nella speranza di portare a casa uno scialbo 0-0 ed una che invece ha giocato con la fronte alta, di chi sta imparando a diventare squadra leader, forse la vera capolista di questo girone, a dispetto di una classifica che non la premia come meriterebbe.
I campionati si vincono allo sprint, come fece lo scorso anno la Salernitana contro il Benevento ma è indubbio che questo è forse il momento giusto per approfittare di qualche prestazione balbettante degli avversari per prendere quindi le distanze senza pietà e con il piglio delle grandi squadre.
Oggi, alle certezze che avevamo incassato le scorse settimane, ci possiamo aggiungere che il collettivo rossonero è la vera forza propulsiva, quella forza che riesce a non far rimpiangere Agnelli e Gerbo che sinora erano stati tra coloro che riuscivano da soli a fare la differenza in campo.
Questa continuità di rendimento che ha consentito di passare da un possibile -11 ad un -2 dalla vetta ha comunque necessità di uno sforzo ulteriore di concentrazione affinché non si abbassi la guardia e si mantengano certi standard, quelli che alla fine potrebbero regalarci un sogno che Foggia aspetta da troppo tempo.

Alberto Mangano

giovedì 10 dicembre 2015

Il Foggia di Coppa può creare "problemi" al mister


Il Foggia di coppa non solo non sfigura, ma a tratti fa vedere combinazioni geometriche come quelle disegnati da coloro che giocano in campionato e che quindi hanno più minuti nelle gambe.
Questo vuol dire che De Zerbi avrà qualche "difficoltà" in più la domenica quando dovrà assegnare le maglie ai suoi uomini e questa è sicuramente una buona notizia.
Un Viola così può servire anche la domenica e non solo il mercoledì, ma lo stesso si potrebbe dire dei vari De Giosa, Sicurella e Bollino senza dimenticare tutti gli altri che, o qualche spezzone in più lo hanno giocato come Riverola o Agostinone, o magari sono giovani e stanno crescendo con il gruppo, e parliamo quindi di Lodesani, Sansone e Adamo.
Diciamo anche che le soluzioni che si prospettano al mister non sono solo quelle legate alla sostituzione dei singoli, ma anche quelle che possono determinare un diverso approccio tattico alla gara, modulandolo in base all'avversario di turno. 
La Coppa Italia in definitiva serve per mantenere in tensione chi è impegnato meno degli altri affinché possa dare il suo contributo partendo dal primo minuto o subentrando nel corso dei 90 minuti.
Un gruppo forte e vincente deve comunque remare tutto nella stessa direzione, senza eccedere con malumori che possano andare oltre il fisiologico per qualche esclusione di troppo, ma in questo caso sembrerebbe che mister e società stiano facendo un lavoro sicuramente egregio.

Alberto Mangano

domenica 6 dicembre 2015

I campionati si vincono anche così!


OGGI IL BRASILIANO HA AVUTO VITA DIFFICILE DALLE SUE PARTI

Il Foggia ci aveva abituati a commentare partite dove aveva espresso un buon gioco pur tornando negli spogliatoio con le pive nel sacco. Oggi, finalmente per la classifica, possiamo dire esattamente il contrario: il Foggia ha vinto contro un avversario che lo ha imbrigliato dal primo minuto e che ha tentato la via del gol con ripartenze veloci e ben finalizzate. Questa volta gli uomini di De Zerbi non hanno trovato il solito pullman davanti alla porta, ma una squadra che ha saputo bloccare la corsia dove ultimamente partivano gran parte delle iniziative rossonere, e cioè quella di Angelo.
Anche questa volta De Zerbi avrà da lavorare per recuperare quella spavalderia del gioco che lo ha fatto grande per tante volte quest'anno, ma almeno lo potrà fare a pancia piena.
I campionati si vincono anche così e almeno con la gara di oggi, che sarebbe dovuta finire sullo 0-0, si va a recuperare parte di quei punti persi con Catanzaro e Monopoli.
Chi insegue non può rilassarsi per cui bisogna subito rimettersi al lavoro per affrontare un'altra bella squadra, il Cosenza, con le assenze dovute agli infortuni ma anche e soprattutto alle ammonizioni subite oggi.
Non c'è da fare un mezzo sorriso, ma uno intero perché vincere così, a 5 minuti dal termine, può anche significare che questo può essere l'anno giusto.

Alberto Mangano 

martedì 1 dicembre 2015

Se ora arriva anche la continuità, è fatta!


Quando è difficile valutare il migliore in campo, allora vuol dire che il gruppo ha preso il sopravvento sui singoli: questa è la strada giusta per arrivare in alto, per arrivare a conquistare quel benedetto primo posto, ambizione che oggi non si può più tenere nascosta.
Se poi l'allenatore della squadra avversaria, oggi meritatamente al primo posto, dichiara di non aver quasi riconosciuto in campo i suoi uomini, allora un bel po' di merito agli uomini di De Zerbi va dato senza se e senza ma.
La frase fatta del momento è: grande con le grandi, piccola con le piccole, mentre forse oggi si può affermare che una vittoria, alla vigilia definita da tutti fondamentale per la corsa verso la vetta, può e deve far accrescere quell'autostima necessaria per ritornare grande anche con le piccole.
Quando si strapazza un avversario di quella portata con un pressing asfissiante dal primo all'ultimissimo minuto, quando gli sforzi sono tutti fortemente orientati a fare propria la partita, allora si è sulla strada giusta anche se il rischio di cambiare rotta all'improvviso resta sempre il primo nemico in agguato.
Dice bene De Zerbi che la partita più importante è quella prossima, con un avversario che lotterà con il coltello tra i denti pur di rovinare la giornata al Foggia.
Il Foggia deve fare il Foggia e questo può tornargli facile dopo la vittoria di oggi perchè forse finalmente ha capito e soprattutto ha fatto capire di essere la squadra più forte del campionato.

Alberto Mangano

giovedì 26 novembre 2015

Tutti uniti per provarci!


Ci sono dei momenti importanti in ogni campionato che si rispetti e per il Foggia forse questo momento è giunto: lunedì sera c'è una gara fondamentale, magari non definitivamente determinante, ma certamente una di quelle gare nelle quali la vittoria potrebbe essere la medicina ideale per iniziare una scalata verso la vetta.
Il Foggia ha avuto qualche problema ultimamente, ma avere dalla propria parte un gioco ed una propria identità significa essere certi di potercela fare e di riuscire a saltare il fosso oltre il quale c'è la reale possibilità di giocare per qualcosa di importante.
Questa volta la squadra di De Zerbi ha la possibilità di affrontare un avversario in forma, una capolista vera che in questo momento merita di stare dove sta, e spetta al Foggia far capire a tutti se, almeno per il momento, si possa ambire a scalfire questa leadership.
Per fare questo, per provare a sognare, per evitare che la Casertana possa prendere il largo, è necessario essere numerosi, tutti uniti, remando tutti nella stessa direzione, quella che ormai sognamo da troppo tempo.

Alberto Mangano

domenica 22 novembre 2015

Se non tiri non vinci!


Se resta l'amaro in bocca per un pareggio esterno in una trasferta contro una grande squadra, vuol dire che il Foggia meritava ampiamente di fare bottino pieno per la qualità del gioco fatta vedere al Massimino.
Sono però due partite che la macchina da gol si è fermata e le motivazioni sono essenzialmente diverse nei due casi: se a Foggia con il Monopoli si è potuto parlare di sfortuna, di imprecisione degli attaccanti o di ottima prestazione del portiere avversario, a Catania si è costruito tanto, a tratti si è riusciti a schiacciare gli avversari nella propria metà, ma senza riuscire a concludere a rete.
È un vero peccato perché se non tiri in porta le partite non puoi vincerle e, se anche un pareggio a Catania ci può stare, fa rabbia non tornare dalla Sicilia con i tre punti dopo quello che si è visto in campo.
Questa squadra è molto bella da vedere ma deve imparare anche ad essere più cattiva perché, non potendo tenere ininterrottamente la palla per 95 minuti, può anche succedere che su una ripartenza, grazie anche a singole individualità avversarie, si concretizzi una frittata come quella che ad un quarto d'ora dalla fine stava portando al gol siciliano Calderini.
Per fortuna il gioco in campo fa ben sperare e la vetta, anche se ora sembra lontana, non dovrebbe essere una chimera; considerate anche la qualità dei nostri attaccanti, possiamo tranquillamemte sperare in un futuro più sereno a cominciare dalla gara importantissima contro l'attuale capolista del girone.

domenica 15 novembre 2015

La potevi giocare sino alla mattina successiva......


Nulla da rimprovare, niente da eccepire. Se in una stessa partita due avversari sulle uniche occasioni fanno due eurogol e un portiere arriva a sventare almeno dieci palle gol e due rigori, non puoi rimproverare niente ai tuoi e devi cercare di voltare pagina e pensare alla prossima gara.
Forse, se proprio si vuol trovare il pelo nell'uovo, si può affermare che forse i rossoneri hanno battezzato troppo subito la giornata storta e hanno giocato a tratti con troppa frenesia avendo ancora molto tempo per ribaltare un risultato contro una squadra abbastanza modesta.
Di contro bisogna fare i complimenti al Foggia perché ė comunque riuscito ad arrivare sotto rete con azioni di gioco e non con lanci lunghi o giocate improvvisate.
Questa partita da un lato è sembrato che la potevi giocare anche per un'altra ora e il risultato non sarebbe cambiato, dall'altra è stata una di quelle gare che se le sblocchi anche all'85' puoi pensare di ribaltarle grazie ad un rinnovato entusiasmo e guidato da un pubblico che avrebbe spinto da solo la palla in porta.
Questa è una sconfitta strana, nettamente diversa da quelle di Pagani e di Benevento, e che ha una ghiotta possibilità di riscatto nel big match della prossima settimana.
Mai come in questo momento il bicchiere va visto senza ombra di dubbio mezzo pieno!

Alberto Mangano

giovedì 12 novembre 2015

Giovanni, Foggia non dimentica!


Foggia e i suoi tifosi, nella sua quasi centenaria esistenza, hanno imparato a convivere con gli addii,  i distacchi e spesso tra alcuni calciatori e la piazza si è instaurato un legame di stima ed affetto che è andato oltre l'appartenenza e la maglia. 
Tra gli esempi da portare c'è proprio quello di Giovanni Cavallaro che, artefice della rinascita di una squadra e di una società caduta in disgrazia, seppe dire no meno di un anno fa ad un contratto allettante proposto da una squadra che allora era una diretta concorrente. 
Senza entrare nel merito delle necessarie e insindacabili scelte della società e dello staff tecnico rossonero, riteniamo che la squalifica per i noti fatti di Nocera Inferiore abbiano inciso, e non poco, sulla recente rescissione.
A Giovanni resta la consolazione che chi ha giocato a Foggia sa di correre un rischio che ė quello di non reggere alle pressioni di una tifoseria esigente e di uno stadio importante. Giovanni ha superato egregiamente questa prova entrando nel cuore dei tifosi e di diritto nella storia di questo club dove in tanti vengono dimenticati ma dove di tanti altri ci si ricorda per decenni.
Giovanni sarà ricordato non solo per i suoi gol e le sue prestazioni in campo, ma anche e soprattutto per quell'attaccamento alla maglia che gli fece fare una grande scelta di cuore a danno dei suoi stessi interessi.
E a Foggia queste cose non si dimenticano.

Alberto Mangano

lunedì 9 novembre 2015

Agostinone con il cuore e senza calcoli!


Quanto è difficile essere profeta in patria!
Uno impegna tante stagioni per farsi apprezzare dentro e fuori del campo e poi in una frazione di secondo riesce ad alimentare polemiche e illazioni.
Premetto subito che l'ingenuità del gesto di Agostinone è sicuramente da condannare, ma una partita storta, o meglio un movimento pensato e compiuto in una frazione di secondo non possono scalfire la grande stima che questa piazza deve dimostrare al calciatore e all'uomo foggiano. Cosa avrebbero dovuto fare a Zidane dopo la serataccia di Berlino del 2006?
Diciamo innanzitutto che certe cose possono succedere solo a chi dà in campo il 200% e che spesso questo eccessivo impegno può portare a situazioni come quelle viste sul campo di Ischia.
In altre circostanze, un calciatore che avesse pensato a se stesso, avrebbe potuto limitarsi a soddisfare il proprio tornaconto, facendo lo stretto necessario, un semplice compitino, anche e soprattutto perché era entrato al posto di un espulso che gli avrebbe spianato la possibilità di giocare nell'undici titolare già contro il Monopoli.
Ed invece in questo gruppo di calcoli non se ne fanno e meno male che Pino Agostinone in questo gruppo c'è!
Vogliamo anche dire che senza la spinta di Mancino, ignorata dal direttore di gara, non ci sarebbe stata la necessità di portarsi la palla con la mano?
Resta infine comunque da sottolineare e ricordare a quei tifosi distratti che questo ragazzo è sempre quello che sotto la curva salernitana, forse anche esageratamente ma comunque con il cuore, andò a baciare la propria maglia e i propri colori, quelli che ogni tanto fanno anche far fare grossi sbagli, ma sempre facendo battere il cuore.

Alberto Mangano

sabato 7 novembre 2015

Onore a De Zerbi e ai suoi 9 eroi!


Una grande squadra sa gestire il risultato anche in estrema difficoltà come quella registrata ad Ischia e determinata da alcune decisioni arbitrali che andrebbero quanto meno rivalutate. Sicuramente il direttore di gara aveva sorvolato al secondo minuto sul fallo di Narciso su un avversario lanciato a rete, ma andrebbe rivisto anche il fallo punito con il rigore di Loiacono su Kanoute, così come le quattro ammonizioni che hanno determinato le due espulsioni dei calciatori rossoneri, soprattutto la seconda su Di Chiara ma anche il fallo di mano di Agostinone avvenuta dopo una netta spinta di Mancino sul calciatore foggiano.
Di buono da Ischia, De Zerbi si porta la capacità di saper soffrire dei suoi uomini per gran parte del secondo tempo, concedendo solo due inevitabili occasioni isolane in una fase di gioco nella quale i padroni di casa non riuscivano, nonostante la netta superiorità numerica, a trovare spazi per la manovra.
Nessuno aveva mai pensato che il Foggia potesse vincere tutte le partite, ma riuscire a mantenere la continuità di risultati anche in una partita come quella di oggi, è un risultato del quale sentirsi estremamente orgogliosi.
I campionati si possono vincere soprattutto non perdendo e riuscendo sempre a muovere la propria classifica in attesa degli scontri diretti che potrebbero determinare la vittoria finale.
Onore a De Zerbi e ai 9 suoi eroi che dimostrano ancora una volta di voler giocare per vincere, ma soprattutto per non cadere davanti a nessun avversario.

Alberto Mangano

martedì 3 novembre 2015

La risposta a chi non ci credeva!


Un filotto di vittorie per riemergere e per proporsi in modo perentorio nelle zone alte della classifica, quelle posizioni per le quali si era costruito un progetto e una squadra.
Un filotto di vittorie per zittire le critiche, quelle costruite su illazioni e castelli in aria, quelle messe in giro per destabilizzare, per delegittimare e per infangare.
Poi è bastato proprio quel filotto di vittorie per portare 12.000 persone a spingere la squadra verso la vetta, quelle 12.000 persone che non si vedevano dai tempi di De Zerbi, quello in casacca rossonera, la luce di quel Foggia.
Il tecnico rossonero l'ha vinta la sua scommessa, ha riempito lo Zaccheria come un tempo e, anche se la strada è ancora lunga ed impervia, ha avuto il merito di invertire una rotta e di far ritornare entusiasmi ormai dimenticati.
La strada in effetti è ancora lunga, non sarà possibile vincere sempre, ci sarà magari qualche passo falso, ma il gruppo ha dimostrato di saper reagire contro i castelli di sabbia e le chiacchiere al vento. Poi quando si sarà raggiunto qualcosa di importante, allora vedremo riempirsi il carro dei vincitori.

Alberto Mangano

lunedì 2 novembre 2015

Le squadre grandi sanno anche soffrire!


Una vittoria importante, cercata e trovata contro un avversario di tutto rispetto che dimostra anche a Foggia di meritare ampiamente i punti conquistati in questo campionato.
Il Foggia ha il grande merito di aver interpretato al meglio la gara, sapendo imporre il proprio gioco, ma sapendo anche soffrire adeguandosi all'avversario di turno; quindi, rispetto ad una partita vinta 4-0 magari con facilità, questa vittoria è figlia del sudore, della determinazione e della consapevolezza di avere i mezzi per far bene.
Non è il momento di guardare la classifica, non è a novembre che si deve stare al primo posto; attualmente bisogna sfruttare il vento di poppa ma sempre con umiltà e mai con l'atteggiamento di chi pensa di essere già arrivato.
Come ha detto De Zerbi ci sono grandi margini di miglioramento e, gara dopo gara, possono essere riviste alcune sbavature che risultano evidenti anche quando il risultato ti sorride.
La strada verso la vittoria finale può essere percorsa con tranquillità, ma squadre come il Messina visto allo Zaccheria difficilmente molleranno l'osso, per cui l'impegno, l'umiltà ma anche la mentalità vincente non dovranno mai abbandonare questo straordinario gruppo.

Alberto Mangano

venerdì 30 ottobre 2015

Il ferro si batte quando è caldo!


Non è una partita da ultima spiaggia come non può esserla alcuna partita che si disputa il primo di novembre, ma comunque è una sfida importante che arriva in un momento di ottimi risultati per entrambe le squadre.
Tutti sappiamo cosa può significare battere domenica il Messina, non solo per il notevole passo avanti in classifica, ma anche e soprattutto per quello che potrebbe significare a fine campionato la vittoria in uno scontro diretto con una squadra che potrebbe essere una diretta concorrente per la conquista di qualcosa di importante.
La squadra ne è consapevole e sta giungendo al match con serenità ma anche con una determinazione che servirà a ripagare un pubblico che di certo farà registrare il nuovo record stagionale di presenze.
Sarà in ogni caso una bella partita con un Foggia che vanta un attacco di tutto rispetto al confronto di un Messina imbattuto e con la difesa migliore del campionato; le statistiche servono anche per essere smentite e spesso questo accade quando in campo scendono due squadre di una certa caratura e con la voglia di far bene senza trascurare alcun minimo dettaglio.
Questo Foggia sta soddisfando il suo pubblico e, se è vero che il ferro si batte quando è caldo, siamo certi che gli uomini di De Zerbi si impegneranno per continuare la striscia positiva e per dare da subito a tutti l'ebrezza e le vertigini da primato.

Alberto Mangano 

lunedì 26 ottobre 2015

Da lui De Zerbi vuole di più!


Ha tenuto in ansia il popolo rossonero per un'estate intera, ha raggiunto la vetta dei bomber del suo girone, ha contribuito con i suoi gol a rimettere la sua squadra in corsa per la vetta, è riuscito al 93' a far venir giù lo stadio intero regalando un'altra vittoria in un derby, eppure De Zerbi ha detto che da lui vorrebbe qualcosa in più.
Il mister rossonero, infatti, al termine della gara ha detto che Iemmello è un gran calciatore, ma che non può accontentarsi dei suoi 15-16 gol a stagione, cosa che gli è permessa grazie alle sue indubbie qualità, ma lo vorrebbe più scaltro, più opportunista, più rapinatore d'area, per riuscire a raggiungere e superare i 20 gol a stagione.
De Zerbi crede molto in questo ragazzo e lo sta trasformando, sfruttando le sue potenzialità, per dargli la possibilità di poter esprimersi in altre categorie più prestigiose e ambite; di fatto, rispetto allo scorso anno, Iemmello gioca più per la squadra, si avvicina alla linea di centrocampo, facendo salire la difesa avversaria e dando la possibilità ai suoi compagni di poter sfruttare le fasce laterali per creare la superiorità numerica e trovare gli spazi per andare in gol.
Re Pietro una volta tanto fa il suddito, obbedisce e segue il suo mister perché sa benissimo, già da questa estate, che con lui e con il Foggia, può godere della sua definitiva consacrazione. 
Nel frattempo i tifosi sperano che con i suoi gol si possa giungere dove tutti si aspettano di arrivare!

Alberto Mangano

domenica 25 ottobre 2015

Il calcio può essere una scienza esatta!

PIETRO IEMMELLO CAPOCANNONIERE DEL GIRONE


Se l'arbitro avesse fischiato al 90' cosa avremmo detto al termine di Foggia Andria? Probabilmente saremmo rimasti rammaricati per una mancata vittoria cercata ma non trovata e forse avremmo fatto i complimenti a mister D'Angelo per aver preparato bene la partita e per aver saputo bloccare il Foggia nella manovra, avendo impedito l'ultimo passaggio, quello risolutivo.
Poi può succedere che una partita finisca come se guidata da una scienza esatta che nelle sue dottrine preveda che la squadra che ha cercato con maggior volontà la vittoria, riesca poi alla fine ad ottenerla e poco importa che la rete si sia gonfiata mentre l'arbitro stava per fischiare tre volte.
Questa è la vittoria di chi, come De Zerbi, ci ha provato per non aver scrupoli di coscienza, provando a schierare la quarta punta al posto di un centrale di difesa; questa è la vittoria dei 9300 spettatori che hanno spinto la squadra senza tentennamenti sperandoci sino alla fine, ma è anche e soprattutto la vittoria di Sainz Maza, di Riverola e di Viola che sono entrati in campo nel finale, sapendosi calare nei ritmi che la gara stava dettando, riuscendo ad essere tutti e tre determinanti nell'ottenimento dei tre punti.
I campionati si vincono dominando alcune volte e soffrendo altre, riuscendo però sempre a fare risultato per muovere quella classifica che sorride ai rossoneri e che fanno intravedere una ghiotta possibilità nel prossimo turno.
Una cosa alla volta, però, ora brindiamo e godiamoci questa vittoria, figlia della determinazione e di una forte volontà.

Alberto Mangano

venerdì 23 ottobre 2015

Il recupero di Floriano sta determinando un miglior assetto!


È indubbio che il riscatto in termini di gioco e soprattutto di risultato, siano passati attraverso il suo progressivo recupero fisico e atletico. 
Roberto Floriano, l'eroe di coppa, aveva lasciato, a causa del suo infortunio, De Zerbi in difficoltà soprattutto per il fatto che anche Viola, nelle prime partite di campionato era comunque "a mezzo servizio".
La squadra intera, partita dopo partita, ha acquisito una maggiore intesa tra i reparti, ha migliorato gradualmente la tenuta atletica dei singoli, ma l'assenza del n.11 foggiano o comunque il suo impiego in spezzoni di partita hanno condizionato il buon rendimento dei rossoneri in campo.
Esistono dei calciatori che, per intelligenza e capacità tecniche sono insostituibili e l'eventuale impiego di altri elementi sicuramente validi non riesce a colmare l'assenza ma soprattutto costringe il mister a cambi tattici che possono essere diversi da quelli per i quali si era deciso di allestire un organico: ecco, l'assenza di Floriano ha determinato tutto ciò.
Potrà essere che in futuro, con il pieno recupero di tutti gli "acciaccati", si possa pensare a valide alternative nel tridente di attacco, ma nel frattempo conviene coccolarsi Floriano nella speranza che possa continuare costantemente ad essere una pedina importante nello scacchiere organizzato da De Zerbi.

Alberto Mangano

mercoledì 21 ottobre 2015

I campionati si vincono anche con una buona difesa!


Il Foggia in questo momento è al centro di numerose attenzioni da parte di tanti addetti ai lavori per le due roboanti vittorie una dopo l'altra e per i quattro risultati utili consecutivi che di fatto hanno dato anche ossigeno alla classifica; in città si torna a sognare per il ritorno di Re Pietro, per il ritrovato Floriano e per la maggiore redditività del gioco di Sarno; si fanno i complimenti ad un centrocampo che, prevedendo la presenza di Coletti e Gerbo a far compagnia a quella certezza che risponde al nome di Agnelli, sta dando solidità e riferimenti a tutta la squadra.
Probabilmente però, il reparto che ha saputo dare una maggiore quadratura al cerchio è stato quello difensivo rappresentato soprattutto da una coppia centrale affiatata e ordinata: Gigliotti ed un sempre più sorprendente Loiacono hanno dato anche una maggiore sicurezza al portiere Narciso che sa di poter contare su due riferimenti certi nel momento di dover partire con la impostazione di una fase di gioco.
Le squadre che vincono i campionati sono quelle che innanzitutto limitano i danni prendendo meno gol delle altre ed il Foggia se riesce in questo, considerata la sua forza offensiva, ha buone possibilità di acchiappare e superare tutte le squadre che lo precedono in classifica.
Forse, dovendo prevedere eventualmente qualche altra pedina per il completamento della rosa, si potrebbe pensare ad un altro centrale di difesa che insieme a De Giosa, consentirebbe un eventuale ricambio ad una copppia che, per il momento, sembra veramente insostituibile.

Alberto Mangano

martedì 20 ottobre 2015

Qualcosa in più di un semplice derby!


C'è la reale possibilità che si possano raggiungere e superare le diecimila unità per questo derby che, al di là di motivazione campanilistiche, per motivi di classifica in questo particolare momento del campionato, può rappresentare la possibilità per gli uomini di De Zerbi di tentare di spiccare il volo verso quelle posizioni che in questo momento il Foggia meriterebbe abbondantemente di occupare.
La squadra va a mille e se il problema di una partenza stentata era legato a problemi caratteriali o di sbagliato approccio alla gara, gli ultimi risultati hanno contribuito a quella crescita di autostima che a sua volta contribuisce al miglioramento delle prestazioni e al raggiungimento del conseguenziale buon risultato.
Il gruppo è unito ed anche i calciatori che giocano meno degli altri, quando chiamati in causa, hanno dimostrato di essere pronti e di rendere così come il mister si aspetta: questa è la vera forza di questa squadra e proprio questo, in un campionato lungo, può risultare altamente positivo per godere di importanti traguardi.
Decisioni dall'alto impediranno ai tifosi andriesi di assistere alla gara allo Zaccheria, cosa che ai tifosi del Foggia era già toccata quest'anno nella trasferta di Bari; si può discutere a lungo su tali decisioni che di fatto rendono inutile la tessera del tifoso, resta comunque il rammarico per non riuscire a prevenire episodi incresciosi perpetrati da alcune minoranze di pseudo-tifosi e che impediscono a tutti gli altri di poter godere di uno spettacolo come quello che andrà di scena sabato sera allo Zaccheria.

Alberto Mangano 

sabato 17 ottobre 2015

Chapeau!


Una sola squadra in campo, una squadra capace di dettare i tempi per 93', alzando ed abbassando i ritmi a proprio piacimento. Questo Foggia sfata anche il tabù trasferta e porta a casa quei tre punti dopo averne conquistato uno solo in tre partite. 
Questo è un risultato che non è figlio di episodi ma di un gioco che, godendo di una freschezza atletica dei protagonisti rossoneri, diventa preziosissimo e devastante.
Il secondo poker consecutivo è un messaggio chiaro ed inequivocabile agli appassionati foggiani e a tutto il girone: probabilmente il vero Foggia è quello delle ultime due gare, anche se sarebbe meglio continuare a stare con i piedi per terra senza abbassare la guardia e cecando di scalare la classifica in tempi brevi per acquisire quella fiducia nei propri mezzi che si chiama autostima e che crescendo, giornata dopo giornata, potrebbe risultare determinante nel futuro a breve e a lungo termine.
È sembrato che oggi, così come una settimana fa, il Foggia potesse essere in grado di battere chiunque e di giocare con qualsiasi avversario come il gatto fa con il topo, riuscendo finalmente anche a capitalizzare l'enorme mole di gioco prodotta.
Riuscire a vedere la palla girare velocemente tra gli uomini in campo con verticalizzazioni estremamente rapide, mosse sempre da razionalità e mai da improvvisazione, è la più grande soddisfazione che il tecnico bresciano poteva trarre da questa partita contro un avversario che, prima di oggi, ben si era comportato contro avversari anche importanti. De Zerbi merita una standing ovation soprattutto da parte di coloro che, più o meno velatamente, avevano osato metterlo addirittura in discussione dopo appena cinque gare.
Oggi a Foggia abbiamo il sacrosanto diritto di sognare ad occhi aperti!

Alberto Mangano

mercoledì 14 ottobre 2015

La forza dello Zaccheria!


Guardando le statistiche del Foggia si scopre un dato inequivocabile che è quello riguardante la netta differenza tra il comportamento dei rossoneri in casa e quello lomtano dalle mura amiche: oltre al dato meramente numerico che dice che 7 punti degli 8 totali sono stati conquistati allo Zaccheria, anche per quel che riguarda le prestazioni si può affermare che, oltre alla bella partita di domenica contro il Lecce, sia con il Catanzaro che con il Melfi la squadra si è comportata bene e se fossero arrivati 9 punti sui 9 disponibili nessuno avrebbe gridato allo scandalo.
In trasferta, l'unico punto conquistato sui 9 disponibili è arrivato nell'unica partita accettabile disputata dai ragazzi del Foggia, e cioè quella di Matera.
Quindi si può constatare che il Foggia non è assolutamente vittima delle pressioni esterne, anzi la pressione che può sentire da uno Zaccheria affollato risulta essere più una carica per far meglio che un limite al proprio modo di giocare.
Questo aspetto poteva essere agevolmente superato da una presenza massiccia di tifosi in trasferta, ma sappiamo che spesso le regole rigide dettate dai nuovi regolamenti pongono il veto a quello che una volta poteva considerarsi un vero e proprio esodo domenicale.
I calciatori dovranno trovare altrove quella carica e quella voglia necessarie per far bene in futuro nella gare in trasferta: gli ultimi importanti e significativi passi in avanti si sono visti già a Matera, per cui potremmo aspettarci un miglioramento domenica dopo domenica, per poter raggiungere quanto prima quella continuità di risultati, tra l'altro già iniziata, necessaria per sperare di ottenere, a fine campionato, qualcosa di importante.

Alberto Mangano 

domenica 11 ottobre 2015

Equilibrio sempre!

OTTIMA LA PRESTAZIONE DI CAPITAN AGNELLI


Il nuovo Zaccheria non poteva essere inaugurato in maniera migliore!
Il Foggia umilia il Lecce rifilandogli 4 reti ma soprattutto sovrastandolo sotto il profilo del gioco. Sapevamo tutti che questa gara era importante, forse non tanto per il fatto che fosse un derby, quanto perché era un confronto con un avversario con un organico di peso e perché bisognava ritornare quelli di una volta, quella squadra schiacciasassi che riceveva complimenti da tutti indipendentemente dal risultato finale.
Poco conta se il Lecce ha giocato in inferiorità numerica praticamente dal 2-0 realizzato su palla inattiva e non influenzato dalla superiorità numerica appena conquistata; questo Foggia oggi avrebbe battuto chiunque.
Abbiamo saltato il fosso? Certamente no, oppure può essere che il fosso non c'era, ma le gare iniziali magari son servite per dare a tutti la conferma che questo è un campionato difficile per chiunque e prima o poi se ne renderanno conto tutte le squadre, soprattutto quelle costruite per vincere qualcosa di importante.
Bisogna avere sempre i piedi per terra quando si vince e quando si perde: riuscire a vedere il bicchiere non sempre mezzo pieno, ma nemmeno sempre mezzo vuoto.
Con l'equilibrio e con la gara di oggi si può arrivare dappertutto!

Alberto Mangano

martedì 6 ottobre 2015

Il silenzio che dà spazio agli eroi da tastiera


In un campionato può succedere che si possano vivere momenti di difficoltà, che le cose non riescano ad andare nel migliore dei modi e non esiste squadra che nel corso di una stagione non viva una fase di stallo o di più o meno marcata difficoltà. Il Foggia probabilmente questo periodo lo starà vivendo in questa fase iniziale: potrebbe rappresentare una crisi di identità, una mancanza di concentrazione o una serie di concause, infortuni compresi, che stanno limitando l'espressione di quel calcio al quale mister De Zerbi ci aveva abituati.
Si è detto dall'inizio che i campionati si vincono o si combattono tutti insieme, squadra, tecnici, pubblico e stampa. Sì proprio quella stampa alla quale giorni fa si sono rivolti i calciatori per chiedere la vicinanza del pubblico, perchè i giornalisti servono anche a questo, servono alla società quando si tratta di entusiasmare una piazza.
Può succedere però che qualcuno che non viva a stretto contatto con società faccia uscire una notizia che qualcuno di noi ha pure verificato essere falsa, e la società decide di chiudere con tutti invece di stigmatizzare il comportamento di chi mette in giro certe voci tendenziose. Quando un'auto mi taglia la strada, le corna io le indirizzo a quell'automobilista e non a tutti. Sparare nel mucchio è la cosa più semplice che si possa fare. Ora, dinanzi al silenzio, ci affideremo agli eroi da tastiera, coloro che stanno già sghignazzando e che ora sguazzeranno su facebook: ci sarà già chi insinuerà che lo spogliatoio è spaccato, che solo un gruppo sta con l'allenatore, che i ritiri erano punitivi ecc....cose già lette sui social. Chi voleva destabilizzare probabilmente avrà raggiunto il suo scopo, quello cioè di provare a rompere il giocattolo.
Ovvviamente questo è il mio pensiero e non certo quello della categoria che rappresento. Si era detto di andare tutti insieme però oggi scopro che io sto fuori da questo cammino comune. Va bene così, speriamo che le cose vadano bene già da domenica prossima, così potremo dire che questo silenzio stampa avrà portato fortuna come nei mondiali dell'82 in Spagna.
Io nel frattempo non sono d'accordo ma per fortuna io non sono nessuno!

Alberto Mangano

domenica 4 ottobre 2015

Manca ancora la mentalità vincente!


Una partita che si era quasi vinta, ma che inevitabilmente lascia l'amaro in bocca per la solita incapacità di chiudere una pratica che avrebbe dato punti e morale. In verità il Foggia non aveva fatto niente nemmeno per vincerla, praticando il solito possesso palla che, ancora una volta, ha dato raramente la sensazione di riuscire a creare la superiorità numerica: il gol è stato un meraviglioso episodio del singolo e non frutto di una manovra corale.
C'è la netta sensazione che le squadre avversarie riescano a neutralizzare il gioco di De Zerbi che l'anno scorso rappresentava una novità e che quest'anno non riesce a dare quella brillantezza che era riuscito a portare i rossoneri a praticare il miglior gioco della categoria e a conquistare l'invidiabile traguardo del miglior attacco.
Sembra che quella mentalità vincente dello scorso campionato la si sia data per scontata e che non alberghi più dalle nostre parti, in un campionato tra l'altro molto mediocre che mantiene ancora una classifica corta dove sicuramente tutto può ancora succedere.
Le dichiarazioni varie, la volontà di voltare pagina dopo la partenza stentata, anche a Matera son sembrate lontane dal manifestarsi sul rettangolo verde. Se è vero che a questa squadra manca Marcello Quinto, è altrettanto vero che in attacco il tridente è molto spuntato e non si può chiudere una partita senza occasioni vere sotto porta, indipendentemente dal risultato.
Un Foggia sicuramente brutto in trasferta, che magari si sforza in più allo Zaccheria a dimostrazione del fatto che forse necessita di quella carica dall'esterno che non riesce a trovare in campo con la propria testa e le proprie forze.
Ogni partita si spera che si sia chiuso un capitolo ma forse ora non si può perdere più tempo.

Alberto Mangano 

lunedì 28 settembre 2015

La flessibilità tattica può diventare un'arma vincente!

BUONA LA PROVA DI COLETTI NELLA SUA NUOVA SISTEMAZIONE IN CAMPO

Il Foggia vince e lo fa con una squadra inedita, cosa che potrebbe far pensare che sinora il problema di una partenza stentata fosse legata ad alcuni uomini ed alla loro sistemazione in campo. In effetti alcune assenze forzate si son fatte sentire, ma non solo per le doti tecniche del singolo, ma soprattutto per il completamento di quel mosaico che De Zerbi aveva nella mente quando decise che avrebbe continuato ad allenare a Foggia.
Il Foggia vanta un centrocampo che con Agnelli e Quinto ha macinato gioco ed ottenuto risultati dai campi polverosi della serie D; questi due elementi quest'anno non hanno mai avuto la opportunità di giocare insieme e di poter insieme regolare l'assetto della "vettura Foggia"; il mister, già dallo scorso anno, cercava per la retroguardia un calciatore che avesse il ruolo di Mascherano nel Barcellona e non aveva mai fatto mistero sul fatto che la sua prima scelta cadesse proprio su Tommaso Coletti. Contro il Melfi, il fatto che il calciatore originario di Canosa non rivestisse più quel ruolo, non è stata una bocciatura, ma non potendo più puntare per un bel po' del duo Agnelli-Quinto, il tecnico bresciano ha pensato bene di rivedere le proprie geometrie in campo, utilizzando gli uomini che in questo momento ha a disposizione.
Non è escluso che, con il debutto di Vacca nel ruolo che era magistralmente svolto da Quinto, si possa rivedere il Coletti che De Zerbi ha in mente dallo scorso anno. L'intelligenza tattica del mister rossonero gli consente di schierare la formazione in campo senza schemi fissi e con una flessibilità che, a causa di infortuni e avversari con caratteristiche diverse, può risultare l'arma in più di questo Foggia.

Alberto Mangano

domenica 27 settembre 2015

Alla faccia di chi pensa sempre in negativo!


Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Forse non tutti i problemi sono stati risolti e soprattutto bisognerà che la squadra impari ad essere più cinica e spietata per chiudere la gara prima del novantesimo e per non ripetere quegli errori nella partita contro il Catanzaro che costarono ben due punti ai rossoneri.
Valutare oggi le aree di miglioramento sarà più facile e semplice con la pancia piena, con tre punti nel carniere e con la consapevolezza di aver mosso finalmente la classifica. Per oggi si è vinto contro una squadra che non ha mai impensierito Narciso, ma con il tempo ritroveremo quel Foggia che conoscevamo, quella squadra che vince con due-tre gol di scarto e con darà quindi la opportunità agli avversari di potersi affidare ad una palla sporca, ad un infortunio in area per recuperare punti.
Una cosa è emersa in modo lampante durante gli ultimi 90 minuti: mister De Zerbi non è certo un integralista, uno che attua il proprio gioco e mette in campo le sue idee a discapito del risultato: contro il Melfi si è visto Coletti a centrocampo ma non è detto che non lo si possa rivedere di nuovo al centro della difesa soprattutto quando sarà disponibile Vacca; contro il Melfi si è visto nel finale una difesa schierata con cinque uomini a difesa del risultato e non ci sarà da meravigliarsi se in futuro i palloni potranno essere spazzati, se necessario in viale Ofanto oltre la curva. I campionati si vincono così!
Insomma ci piace pensare che questo Foggia voglia essere concreto, voglia pensare alla sua classifica anche perché le squadre che hanno vinto ultimamente, hanno imparato a soffrire ma riuscendo a portare a casa, per il rotto della cuffia, i tre punti necessari al risultato finale.
Probelma risolto quindi? Assolutamente no! Da lunedì bisognerà ripensare alle cose buone e quelle meno buone viste contro il Melfi per cercare quel miglioramento necessario per recuperare il terreno perduto in questo inizio stentato.
Non c'è tempo per brindare ma forse c'è il tempo per strizzare l'occhio a chi già metteva in discussione il tecnico, a chi ha disertato lo Zaccheria ieri sera, a chi ha aspettato il momento negativo per affollare la sala stampa, a chi riteneva che l'infortunio di Quinto fosse una manna dal cielo per non rivederlo in campo, a chi pensava che i calciatori si fossero montati la testa, a chi pensava che i contratti a lungo termine avessero saziato la fame di alcuni, a chi pensava che gli infortuni fossero derivanti da una preparazione sbagliata.....insomma una vittoria alla faccia di tanti detrattori!

Alberto Mangano


sabato 26 settembre 2015

Mister, scusa di che?


Le scuse si fanno quando uno ritiene di aver sbagliato, ma quando i risultati negativi rappresentano la sommatoria di concause che vanno da problemi di inconscia superficialità a quelli legati a qualche infortunio capitato sul più bello o a qualche uomo non ancora in forma al 100%, allora bisogna imparare a dividersi tutti le responsabilità e cercare di far passare....la nottata.
Forse anche la tifoseria ha preteso troppo da questo gruppo anche se in buona fede dopo le brillanti prestazioni di Coppa, ma questo va superato stringendoci tutti la mano senza dover per forza colpevolizzare qualcuno: da sempre si vince tutti insieme e tutti insieme bisogna provarci.
Si è perso terreno, ma i margini di crescita e recupero sono praticamente intatti ed un paio di vittorie consecutive o una fila di risultati utili farebbero ritornare un sorriso gaudente a tutti e stravolgerebbero l'attuale classifica.
Quindi, caro mister, non autoflagelliamoci perchè in questo momento di tutto abbiamo bisogno tranne che di colpevoli o di responsabili; andiamo avanti tutti insieme perchè se oggi non vogliamo dare a te i demeriti, nella stessa maniera vorremmo tutti insieme dividerci i meriti per una sospirata e auspicata inversione di rotta.

Alberto Mangano

mercoledì 23 settembre 2015

Le critiche sì, ma in campo serve il sostegno di tutti!


Sembra un brutto sogno, uno di quegli incubi che ti assalgono all'improvviso e che minano la tua tranquillità, eppure è proprio vero che il Foggia stellare, quello che avrebbe dovuto asfaltare gli avversari, si sia perso nelle prime tre giornate.
Poche idee in campo, molta confusione ma soprattutto quella mancanza di concentrazione e di determinazione che possono essere la causa scatenante di questo stentato inizio dopo le stupende performances nel periodo pre-campionato.
La concentrazione la si può recuperare nel ritiro di questa settimana concordato tra staff tecnico e società, mentre la determinazione in campo la si raggiunge tutti insieme, chi in campo e chi in tribuna.
Contestare adesso significherebbe solo fare il gioco dei nostri avversari, mentre noi, dopo sole tre giornate, non dobbiamo mollare e, senza minimizzare la nostra delusione e le nostre ovvie critiche ai risultati che non arrivano, abbiamo il dovere di sostenere la squadra facendo sentire il solito calore e riaccendendo quegli entusiasmi non ancora completamente sopìti.
Diceva mister Caramanno che la squadra va sostenuta sino all'ultimo istante della gara e che i fischi e le contestazioni si fanno dopo...non è il caso di ricordare che cosa conquistò quest'uomo a fine campionato.

Alberto Mangano

domenica 20 settembre 2015

Tre indizi possono essere una prova!


Se per la partita di Pagani si era detto di una concentrazione scarsa dell'undici rossonero e se contro il Catanzaro si era parlato di una incapacità di affondare contro un avversario apparso in forte difficoltà, la sconfitta di Benevento risulta difficile da mandar giù alla luce di un gioco rossonero evanescente ed una incapacità di giungere sotto rete per provare ad essere pericolosi.
Quest'anno si era detto che la partenza di un gruppo già pronto avrebbe creato quel vantaggio che avrebbe consentito di partire forte e di riuscire a colmare quella lacuna che l'anno scorso aveva condizionato il resto del cammino della squadra guidata da mister De Zerbi, ed invece dopo 3 gare, con un solo punto, il Foggia è partito con un handicap ancora più evidente rispetto allo scorso campionato.
La difesa è sembrata, in questo inizio di campionato, fortemente in difficoltà offrendo spesso il fianco agli avversari che si ritrovano sovente in netta superiorità numerica; di contro il Foggia spavaldo in attacco, quello della Tim cup ma anche quello dello scorso anno, si è visto molto poco e a centrocampo forse non si è raggiunta ancora la quadratura del cerchio, un po' per infortuni ed un po' per qualche calciatore ancora in ritardo di preparazione.
Non è assolutamente il Foggia che un po' tutti si aspettavano e forse anche quest'anno dovremo fare i conti con una partenza con il freno a mano tirato. Magari non è una squadra in crisi, ma ora qualcosa in più di un semplice campanello d'allarme si è sentito netto. Sarà il caso di rimboccarsi le maniche e provare ad invertire la rotta perché il Foggia visto a Benevento non è certamente ancora una squadra di alta classifica.

Alberto Mangano

venerdì 18 settembre 2015

È De Zerbi la certezza di questo Foggia!


Di nuovo una vigilia vissuta con la voglia di velocizzare i tempi e giungere al più presto al Santa Colomba per un nuovo riscatto. Questa volta parliamo di un riscatto soprattutto per il risultato perchè rispetto alla gara di esordio, almeno allo Zaccheria qualcosa di buono e concreto si è visto, così come era nelle aspettative della piazza.
Purtroppo qualcosa deve muoversi nella testa della squadra per quanto riguarda l'atteggiamento in campo: è necessario non sentirsi mai paghi e continuare a giocare per arrotondare il punteggio e chiudere definitivamente l'incontro.
L'anno scorso confidavamo in una speranza, quest'anno possiamo contare su una certezza: in entrambi i casi si tratta di Roberto De Zerbi, il quale ha voluto la squadra così come l'aveva pensata, con gli uomini giusti al posto giusto, anche se i vari infortuni stanno minando alcune certezze. I tifosi hanno voluto fortemente che il tecnico bresciano restasse seduto sulla panchina rossonera e lui stesso ha rifiutato panchine più importanti perchè non voleva lasciare incompiuto un lavoro cominciato un anno fa.
Questa squadra saprà dare le dovute soddisfazioni soprattutto contro quelle squadre che accetteranno la sfida provando a giocare la palla e la partita di Benevento potrà validare questa tesi, mentre lavorerà di più contro quegli avversari che avranno come unico scopo quello di demolire le proprie trame di gioco: probabilmente è solo qui che si deve ancora limare qualcosa.
Per fortuna che De Zerbi c'è, uno come lui abituato a vincere difficilmente rinuncerà a completare il suo progetto.

Alberto Mangano

mercoledì 16 settembre 2015

L'importanza di Quinto si vedrà adesso!


L'inizio a singhiozzo per il Foggia non è niente rispetto a quello che potrebbe succedere se dovesse venir meno, per un periodo più o meno lungo, Marcello Quinto nel centrocampo rossonero.
È dal 2 settembre del 2012, il giorno di Gladiator Foggia 3-3, che Marcello coordina il gioco della sua squadra, cosa che ha fatto sino a domenica scorsa, in modo continuo ed assiduo, secondo il modo di giocare di Padalino prima e di De Zerbi poi, in tre categorie differenti.
Da sempre, in ogni calcio mercato, estivo o invernale, si cerca sempre un degno sostituto di Quinto, uno a cui affidare all'occorrenza i suoi compiti, ma poi puntualmente resta lui al centro a fare il metronomo della sua squadra.
Purtroppo il suo infortunio potrebbe mettere in difficoltà il suo tecnico il quale sapeva fino a domenica di poter contare sulla intelligenza tecnica del suo uomo e che ora dovrà per forza cambiare qualcosa nel suo scacchiere.
Non bisogna poi dimenticare che Quinto, essendo un foggiano che gioca con la maglia della sua squadra, ha un ruolo fondamentale per caricare la squadra nei momenti di difficoltà e svolge il compito da uomo spogliatoio per tutti quei calciatori che, anno dopo anno, in questi quattro campionati, si sono avvicendati nella rosa rossonera.
De Zerbi quest'anno ha voluto che per ogni ruolo ci fosse una doppia scelta, ma siamo certi che ancora una volta non ci sarà riuscito a trovare il sostituto di colui che dai tempi della serie D risulta essere indispensabile nello scacchiere rossonero.
L'importanza di questo calciatore sarà evidente, cosa che dissi in periodi non sospetti, il giorno che non potrà essere schierato in campo, cosa che ci auguriamo possa durare il minor tempo possibile.
In bocca al lupo Marcello!

Alberto Mangano

lunedì 14 settembre 2015

Non si deve avere pietà per nessuno!


È difficile commentare una gara che per un centimetro in più o in meno poteva regalare una vittoria e scatenare giudizi esaltanti verso il gruppo guidato da De Zerbi.
Però il calcio è così e le partite non si possono vincere solo con un gioco convincente e con un possesso di palla del 75%. Può succedere anche che a 10 minuti dalla fine, una squadra tecnicamente molto inferiore indovina l'angolo giusto e riesce a portare a casa un punto sino a pochi minuti prima sicuramente insperato.
E allora per commentare questa gara si deve provare a partire dal sabato di Pagani, da quegli schiaffi subiti con merito e considerare che il Foggia ha fatto un grandissimo passo in avanti contro una squadra che aveva mille motivi per non scivolare a Foggia. Quindi siamo sulla buona strada anche se, per vincere i campionati, non si possono lasciare per strada tutti questi punti.
Diciamo quindi che il Foggia è una squadra che fa molto possesso di palla e che si troverà spesso contro formazioni che si chiuderanno a riccio per evitare eventuali incursioni, ma al tempo stesso, una volta realizzato il primo gol, essendo gli avversari costretti ad aprirsi, in quel momento gli uomini di De Zerbi non possono avere pietà di nessuno e devono infierire in modo netto e autoritario. Ecco, forse ieri è mancata inconsciamente quella determinazione a far male dopo il gol di Iemmello ed è stato pagato un prezzo troppo alto per aver rallentato il ritmo, anche se per soli 10 minuti.
L'importante è aver superato il brutto esordio anche se quest'anno si sperava in una partenza sprint per dare da subito una certa impronta al proprio campionato. Speriamo ora nelle prossime gare nelle quali le squadre, di caratura superiore, dovranno giocare più a viso aperto e a quel punto, senza tatticismi difensivi esasperati, vedremo veramente di che pasta è fatta questa squadra edizione 2015/16.

Alberto Mangano

martedì 8 settembre 2015

La palla è sempre rotonda!


Diciamo che è stato un brutto sogno, forse un incubo e che da domenica prossima possiamo sperare di tornare a dormire sonni tranquilli. Un black out che non si aspettava nessuno, tra tifosi, calciatori e tecnico ma che è giunto inesorabile e schietto.
C'è da stare preoccupati? C'è da dover indagare sulle cause che hanno determinato tale umiliazione? Certamente no, perchè esiste una palla che per fortuna è rotonda, può rotolare da più direzioni e può far succedere anche che qualche volta Golia possa essere sconfitto da un intrepido Davide.
Il popolo rossonero è certo che questa sconfitta può essere salutare se beccata al primo turno, così come è certo che inconsciamente può succedere che si possano sottovalutare una gara ed un avversario dopo i numerosi complimenti ricevuti nella fase iniziale di Coppa Italia.
Quindi niente assetti tattici da rivedere, nessun calciatore da spostare da una parte all'altra, ma solo un po' più di concentrazione e voglia di far bene, quella voglia che ti fa affrontare l'avversario con la bava alla bocca, così come succederà di sicuro domenica prossima contro il Catanzaro.

Alberto Mangano

domenica 6 settembre 2015

Che delusione!


Ma qual è il Foggia di quest'anno? Quello che il 9 agosto mantiene i propri tifosi sino alla tre di notte per festeggiare una storica vittoria sul Bari o quello di Pagani evanescente ed inconcludente? Probabilmente la verità sta nel mezzo: la Lega Pro non ha i lustrini e gli stadi della Tim Cup ed il gioco in campo è quello vero, quello che parte a settembre e non è quello illusorio che, non a caso, viene chiamato calcio d'agosto.
Non è certo il caso di fare processi all'assetto tattico o alla posizione di un calciatore rispetto ad un altro, ma forse è la mentalità che deve cambiare: mister De Zerbi, dopo la vittoria di Bari disse che la sua squadra non sarebbe diventata un cigno che si sarebbe specchiata nello stagno, eppure a Pagani è sembrato di vedere un gruppo spocchioso, altezzoso e a volte forse presuntuoso al cospetto di un avversario che, da essere senza una identità specifica, è sembrata una squadra sorniona, furba e al momento giusto opportunista.
Come si suole dire in questi casi, meno male che questa batosta è giunta alla prima di campionato perchè non va a modificare minimamente le ambizioni di questa squadra e dà la possibilità di correggere il tiro già da subito.
I tifosi in questo momento devono far sentire il proprio calore a partire dalla gara contro il Catanzaro perchè la squadra va sostenuta più nei momenti di difficoltà che in quelli belli e magici, però consentiteci, almeno oggi, di sentirci fortemente delusi!

Alberto Mangano


sabato 5 settembre 2015

Meno male che De Zerbi c'è!


Forse il rinvio del campionato avrebbe consentito, almeno al Foggia, di partire con una squadra più completa, di recuperare quegli uomini attualmente in infermeria e che sicuramente sono troppi considerando il fatto che non si è ancora partiti.
Diciamo anche che la prima partita ci riserva un avversario da non sottovalutare ma che comunque è ampiamente alla portata dei rossoneri, per cui i calciatori che verranno impegnati, quelli che quest'anno per capacità tecniche non possono chiamarsi riserve, riusciranno a impegnarsi per provare a vincere la gara di esordio.
La serenità e la determinazione di De Zerbi prima della partenza per Pagani fanno star tranquilli, almeno per quel che sarà l'approccio alla gara. Il mister sa benissimo anche che bisogna restare con i piedi per terra, che bisogna vestirsi di umiltà e di chiudere, almeno mentalmente, quel bel capitolo che è stato quelo della Coppa Italia di agosto.
Le giuste considerazioni, i sacrosanti complimenti e le manifestazioni entusiastiche che questa squadra ha ricevuto non fanno punti in classifica, per cui bisogna scendere in campo, partendo dallo 0-0 e cercando di far propria la gara, a cominciare proprio da Pagani.
Il mister questo lo sa e stasera per fortuna, tra i tanti assenti, lui ci sarà!

Alberto Mangano

martedì 1 settembre 2015

Le chiacchiere sotto l'ombrellone sono finite!


Tutto è pronto. Le chiacchiere sotto l'ombrellone verranno spazzate dalle giocate sui rettangoli verdi, quelle che metteranno in palio quei tre punti fondamentali per raggiungere un qualsiasi obiettivo. A Foggia questa volta non si è aspettato il botto del 31 agosto. Evidentemente i botti si erano sentiti da un bel po' di tempo prima ed eventuali rifiniture della rosa erano preziosità delle quali si può forse anche fare a meno.
Le altre squadre hanno intensificato i propri acquisti, hanno perfezionato le proprie trattative proprio nelle ultime ore, ma è giusto dover considerare che per molte di esse ci si è dovuti affidare ad una corsa frenetica determinata dall'aver saputo in extermis il campionato di appartenenza. Questa, indipendentemente dalla qualità della rosa, è una condizione di netto ritardo e di conseguente disagio nei confronti di chi ha avuto la possibilità di partire già dai primi di luglio e tra l'altro con una rosa abbastanza completa.
Magari fanno notizia Calil e Russotto al Catania, ma non dimentichiamo che la squadra etnea ha un handicap importante, difficile da azzerare, per cui dovrà fare comunque qualcosa in più rispetto alle altre.
Il Foggia ha un ottimo organico guidato da un ottimo tecnico e cercherà di vincere le sue gare, forte soprattutto di una filosofia di gioco che è stata ampiamente assimilata dai ragazzi. 
Le chiacchiere sono finite, gli ombrelloni sono stati chiusi ed ora vinca il più forte!

Alberto Mangano

venerdì 28 agosto 2015

Campionato in salita? ma per piacere.....


Il calendario si guarda con curiosità,  con il giusto interesse che merita, non fosse altro per il fatto che giunge in agosto, nel mese in cui ogni notizia fa notizia, in città e ancora sotto l'ombrellone,  tutti in attesa dell'inizio delle ostilità.
Una squadra ambiziosa non può considerare l'inizio del campionato in salita rispetto alle altre, ma deve limitarsi ad annotarsi la prima gara, in trasferta a Pagani, e al massimo la prima in casa, e quindi la seconda gara, contro il Catanzaro.
Una squadra che basa la propria forza sulla continuità, che ha completato la propria rosa con i migliori acquisti che il mercato proponeva, che ha messo sotto, in gare ufficiali, Lucchese e Bari, che ha ben figurato a Verona contro una squadra di serie A, non deve assolutamente pensare di dover incontrare subito Benevento o Lecce.
Quindi guardate il calendario con il giusto interesse ma preoccupatevi solo di annotare le date per non perdere gli appuntamenti soprattutto allo Zaccheria,  ma sappiate che questa squadra lotterà dalla prima giornata sino all'ultima contro qualunque avversario in casa e fuori e dopo averli incontrati tutti, tirerà le somme.
Mica avete già dimenticato il gioco ed il carattere del Foggia di De Zerbi?

Alberto Mangano

domenica 23 agosto 2015

Sognare di scrivere per la propria squadra!

Una passione come quella del giornalismo può cominciare in tenera età e succede quindi che un ragazzino di 12 anni, con la passione del calcio e con la fede laziale, ti chiede di poter cimentarsi a raccontare della sua squadra del cuore dopo la prima di campionato; io son rimasto entusiasta dell'idea ricordando a me stesso quando anche io, alla sua età, sognavo di scrivere per la squadra per cui tifavo.
Spero che un giorno Valerio possa coronare il suo sogno nella speranza che si ricordi delle nostre chiacchierate sotto l'ombrellone. Buona Fortuna!

"La prima di campionato dei biancocelesti svoltasi contro il Bologna all Olimpico di Roma, finisce 2-1 per gli aquilotti di mister Pioli.
Ai primi minuti della partita il Bologna si è dimostrato aggressivo con alcuni tiri verso la porta difesa dal portiere albanese Berisha . La partita viene sbloccata dal centrocampista argentino Biglia al 17 minuto , il raddoppio laziale lo firma Kishna al 23 minuto . Formidabile la prestazione del portiere d Bologna Mirante proveniente dal retrocesso Parma .
Poco prima dello scadere del primo tempo arriva il goal del centroavanti rosso blu Mancosu che con un tiro bellissimo spiazza Berisha il quale non riesce a deviare la palla destinata in porta.
Il secondo tempo è caratterizzato da molte sostituzioni: la prima è del Bologna che schiera in campo Pulgar per Crimi ,per la Lazio al 52' minuto esce Lulic e lascia il posto a Sergei Milinkovic Savic il nuovo arrivo della Lazio; poco dopo al 61' minuto esce l'autore del primo goal Biglia ed entra il giovane Cataldi per rinforzare il centrocampo laziale . Per i bolognesi al 71 minuto il mister Rossi affida le redini dell attacco a Destro l ex milanista il quale però non si dimostra troppo pericoloso per la difesa laziale.
Alla fine la squadra biancoceleste porta a casa il risultato pieno contro un Bologna che è sembrata ancora una squadra incompleta.

Valerio Cioccio"

sabato 22 agosto 2015

Iemmello ritrova una squadra più forte!


Dopo il clamore che aveva circondato la vicenda di Iemmello, legata al suo eventuale passaggio dallo Spezia al Foggia, dopo il suo passaggio al Lanciano che sembrava avesse chiuso le ormai residue possibilità  di rivedere il bomber ancora con la maglia rossonera, il silenzio è calato inesorabile sulla difficile trattativa.
Il Foggia, forse perchè conosceva le reali intenzioni del giocatore, forse perchè ha voluto coltivare una segreta speranza di un clamoroso ritorno, non ha voluto chiudere nessun altro acquisto riguardante una punta centrale ed alla fine quello che è sembrato un vero e proprio miracolo, si è avverato all'improvviso.
La formula è sempre quella del prestito secco che probabilmente rimanderà di nuovo il tutto al 30 giugno prossimo, ma nel frattempo De Zerbi sa di poter contare su una certezza da inserire in un mosaico che presentava ancora uno spazio vuoto.
Che squadra ha ritrovato ieri Iemmello? Sicuramente ha riabbracciato i compagni di un'avventura entusiasmante come quella dello scorso campionato ed in più quegli acquisti azzeccati dal ds Di Bari che dovrebbero colmare quelle eventuali lacune che si erano palesate in passato.
Quindi Iemmello ritrova una squadra più forte, dove anche lui come gli altri dovrà contribuire a dar ragione a chi ha voluto sino alla fine, anche quando la razionalità diceva che forse era il caso di rivolgersi altrove, comtinuare a credere in lui e nei suoi gol indispensabili per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Alberto Mangano