mercoledì 31 dicembre 2014

Auguri per un BBBuon 2015!


Speriamo tutti che possa essere l'anno giusto, l'anno che ci possa regalare quello che non osiamo nemmeno pronunciare, che possa esaudire il desiderio di un uomo che, partendo da Foggia, come giá successo da calciatore, possa intraprendere una carriera entusiasmante e ricca di soddisfazioni.
Per il momento ci bastano la sua grinta, la sua determinazione, le sue convinzioni, la sua voglia di buttare il cuore oltre l'ostacolo; solo questo entusiasmo e questa convinzione nei mezzi della propria squadra possono aiutare a migliorarsi e a mostrarsi vincenti agli occhi dei propri tifosi.
Ovviamente per un 2015 ricco di soddisfazioni, non basta un grande tecnico, ma sicuramente un ruolo importante lo avranno i suoi calciatori che dovranno continuare a far quello che hanno fatto in questa prima parte del campionato, stando solo attenti a non rilassarsi e a mantenere la giusta concentrazione per riuscire a centrare l'obiettivo fissato.
Restate voi stessi e vedrete che tutti insieme ce la faremo.
Buon 2015!

Alberto Mangano

domenica 28 dicembre 2014

Agostinone, il vero valore aggiunto!


E’ stato senza ombra di dubbio uno dei calciatori del Foggia che maggiormente hanno contribuito ad entusiasmare i tifosi e uno di quelli che, in maniera umile e seria, hanno portato squadra e società a pensare ad un possibile salto di categoria.
A pensare che Giuseppe Agostinone non faceva parte del gruppo che cominciò la preparazione estiva per questo campionato e questa resta un neo della società che non gli diede fiducia dal primo giorno rischiando di perderlo, considerando l’enorme stima che alcuni allenatori, Padalino su tutti, riponevano nel giovane foggiano.
La sua valorizzazione con la maglia rossonera è partita proprio da mister Padalino che riusciva ad impegnarlo in varie posizioni del campo ma schierandolo sempre nell’undici titolare mentre, con De Zerbi, nel ruolo di esterno basso, si è avuta la sua consacrazione che gli ha dato ormai una visibilità che va anche oltre la Capitanata.
Il buon Pino ha dovuto lavorare più degli altri, ha dovuto fare la gavetta, perché si sa che per un foggiano lavorare e affermarsi nella squadra della propria città non è assolutamente facile e quindi ha dovuto subire qualche critica ed alcuni fischi; solo oggi, al suo terzo anno con la maglia rossonera, si può affermare che questo ventiseienne è diventato una pedina insostituibile dello scacchiere rossonero e che in tanti temono che prima o poi possa lasciare Foggia per approdare a lidi più prestigiosi.
Lui resta sempre lo stesso, non si fa condizionare dai complimenti così come faceva quando gli piovevano i fischi, perché resta un professionista serio che gioca per la maglia e che ha compreso prima degli altri che questo può essere l’anno giusto per riuscire a togliersi qualche soddisfazione e tentare di riscattare una città che sta aspettando da troppi anni.


Alberto Mangano

venerdì 26 dicembre 2014

Voglia di ricominciare!


Si spera che i calici alzati, quelli dei tifosi, dei calciatori e dei dirigenti, abbiano fatto dimenticare l'ultima delusione nel derby e che si possa riprendere domani con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia che avevano contribuito a far raggiungere ai rossoneri quella invidiabile posizione in classifica.
Come dice Roberto De Zerbi é duro restare fermi senza calcio quando c'é la voglia di riscattarsi e di poter continuare a impegnarsi per il raggiungimento della meta dichiarata.
E quindi , anche se la prossima sfida di Pagani sará nel lontano giorno dell'Epifania, ritornare sul campo di allenamento dopo il "rompete le righe" di quel sabato maldestro, vuol dire tornare a reagire e di ottimizzare e migliorare laddove probabilmete qualche sbaglio é stato fatto.
La squadra tornerá ad essere completa come non avveniva ormai da almeno un paio di mesi e questo potrá essere la vera novitá del momento ed il valore aggiunto delle prossime sfide che saranno delicate perché dovranno dimostrare che il gruppo é vivo e che l'incidente contro il Barletta resta un incidente di percorso fisiologico che, come si suol dire, avviene anche nelle migliori famiglie.
Mai come stavolta ci sará una grande voglia di ricominciare, di perfezionarsi e di catapultarsi nel lavoro affinché da una sconfitta si possa imparare senza doversi necessariamente piangersi addosso.

Alberto Mangano

domenica 21 dicembre 2014

Abbiamo perso non solo sul campo!


A mente fredda si puó dire che una gara si puó anche perdere, anche contro una squadra che non ha fatto niente per vincere ma purtroppo ieri si é perso non solo sul rettangolo verde, non solo sugli spalti, ma anche e soprattutto fuori dallo Zaccheria, alimentando disordini e tafferugli che si potevano tranquillamente evitare con il buon senso di chi tifa per una squadra superiore, di chi sta coltivando la possibilitá di realizzare un sogno.
Ed invece vogliamo riempire le prime pagine dei rotocalchi nazionali, vogliamo per forza apparire tra le notizie principali dei telegiornali solo e soltanto per episodi raccapriccianti e inqualificabili.
Non basta la scusa di dover rispondere a provocazioni, perché questo non é proprio dei pubblici maturi e ieri non siamo stato un pubblico maturo soprattutto se qualcuno dovesse pensare di chiuderci lo stadio per qualche prossima gara allo Zaccheria.
Quindi a chi giova tutto ció? Ai nostri avversari? Al Lecce, alla Salernitana, alla Juve Stabia? Di sicuro il danno sará il nostro e potrebbe rappresentare l'inizio della rottura di un giocattolo che, mattoncino dopo mattoncino, viene costruito da piú di due anni.
Questa volta, inspiegabilmente, abbiamo voluto perdere con un autogol clamoroso, dopo aver perso una gara che alla fine poteva e puó essere recuperata quanto prima, ma con il pallone che rotola sul campo, non con i bastoni e le esplosioni.
Abbiamo perso ancora una volta la possibilitá di dimostrare di meritare un'altra categoria!

Alberto Mangano

sabato 20 dicembre 2014

Cominciamo a pensare da grande squadra!


Avevo pensato un altro titolo ed un altro pezzo per commentare questa gara, ma l'esito finale mi ha costretto ha riporre lo scritto nel cassetto, da rispolverare magari piú in lá, come si suol fare con i vestiti della festa, in occasioni migliori.
Fa rabbia perdere un derby, fa rabbia dover soccombere subito dopo aver raggiunto il podio, dopo esser giunti lí dove si spera si possa giungere alla fine del campionato.
Una partita brutta, giocata dagli ospiti a chiudere tutti i varchi, a spegnere ogni iniziativa per azzerare la differenza tecnica delle due compagini e per mettere a nudo le difficoltá rossonere negli ultimi 25 metri, soprattutto contro difese agguerrite.
Ma in fin dei conti se sconfitta doveva esserci, forse é meglio subirla ora, a metá campionato per cercare di migliorare il migliorabile, magari anche con qualche nuovo innesto, ma con la consapevolezza che 32 punti conquistati sul campo da questa squadra sono un ricco patrimonio per chi era partito con l'intento di disputare un campionato tranquillo.
Forse peró é giunto il momento di pensare da grande squadra, di valutare partita su partita trascurando derby, scontri di campanile, cercando di essere pragmatici e pensando solo a se stessi e al risultato; e su questo forse ha sbagliato un'intera cittá caricando di responsabilitá una squadra che forse doveva solo pensare a portare a casa il risultato che era quello per il quale si é sempre giocato nelle precedenti partite con importanti successi.
Concludo questo pezzo come lo avrei concluso con un risultato diverso: restiamo orgogliosi di un allenatore e di un gruppo che anche oggi ha giocato al calcio, potendo vantare una buona difesa, proponendo il gioco e non schierando 7 difensori in linea.

Alberto Mangano


giovedì 18 dicembre 2014

Quella sfida di 30 anni fa...

IL RIGORE SBAGLIATO DA FRATENA

Ormai manca poco alla sfida con il Barletta che, per quanto possa rappresentare una sfida qualunque nel percorso sinora trionfante del Foggia di De Zerbi, ha il sapore del derby e di quella che deve restare una sana rivalitá campanilistica.
Il pubblico non mancherá ma, per ovvi motivi, non sará quello delle grandi occasioni; sarebbe bello immaginare quanti ce ne sarebbero stati di spettatori sugli spalti se non ci fossero state limitazioni all'ingresso nello Zaccheria.
Di sfide importanti ce ne sono state tra le due squadre e sempre precedute da una frenetica attesa che é stata sempre il sale di un qualsiasi derby con le coreografie e gli sfottó tra le opposte tifoserie.
Tra le tante sfide mi piace ricordare un Foggia Barletta di serie C1 nel primo anno di Zeman a Foggia (86/87). Io seguivo la gara dala curva sud e su ogni gradone eravamo disposti sue due file; ad occhio e croce eravamo circa 15000 spettatori. Il Foggia quel giorno si schieró con:  Ciucci, Codispoti, De Marco, Lagrasta, Costa, Pidone, Fratena, Rossi, Baldini, Grande, Silvestri; 12.Cangelosi, 13. Fabbiano, 14. Nocera, 15. Limone, 16. Compagno.
Il Barletta, guidato da Marchioro,  nel primo tempo realizzó con Scarnecchia e all'inizio della ripresa raddoppió con l'ex Sciannimanico.
Sembrava finita anche perché Fratena riuscí a sbagliare un rigore intorno al 20' concesso per atterramento di Delio Rossi in area.
Solo alla mezz'ora su un tiro di Baldini la palla venne deviata in porta da un difensore biancorosso. Dopo solo 5 minuti, Baldini di testa riusciva a servire Rossi che allungava su Pidone che a sua volta riusciva a gonfiare la rete barlettana.
Io penso che poche volte io abbia gridato cosí forte in vita mia tanto da perdere la voce eppure ho avuto la fortuna in oltre 40 anni di vedere tutte le partite di campionato in tutte le categorie.
La partita finí 2-2 ma per come si era messa quel giorno tornammo a casa contenti e festanti come succedeva allora con il Foggia che si avviava a diventare quella squadra che avrebbe fatto parlare di sé tutta Italia.
Sabato magari saranno piú importanti i tre punti ma, se conditi dalle stesse emozioni di allora, sarebbe allora giusto affermare che questo veramente resta lo sport piú bello del mondo.

Alberto Mangano


sabato 13 dicembre 2014

Questo Foggia puó arrivare dovunque!


Oggi il Foggia ha veramente dimostrato che qualunque traguardo non gli é precluso: riuscire a vincere dettando i tempi, addormentando o accelerando i ritmi a seconda delle proprie necessitá, é caratteristico delle grandi squadre, di quelle squadre che sanno cosa volere in ogni gara e contro qualunque avversario.
Il risultato non é mai stato in discussione e, dopo che i padroni di casa hanno steccato il pareggio con Masini, i ragazzi di De Zerbi hanno capito che bisognava chiudere la gara, cosa che avveniva puntualmente due minuti dopo con Antonio D'Allocco.
In un campionato non contano gli avversari, non esistono gare facili o difficili, bisogna saper interpretare ogni gara sapendo imporre il proprio gioco ed i propri ritmi.
Dopo Reggio Calabria, il Foggia non é solo una squadra  che esprime un buon calcio, é una squadra diventata matura che ha capito come si portano a casa i punti, trasformandosi anche nel corso della gara a seconda delle situazioni, delle condizioni ambientali e del risultato.
Un plauso ovviamente a tutti per la prestazione e soprattutto per i tre punti perché contro una squadra disperata, con un nuovo tecnico che poteva dare una scossa psicologica all' ambiente, l'impresa non era di quelle piú facili.
Contro le ultime della classe si perdono i campionati per cali di tensione che oggi non si sono avvertiti per merito di De Zerbi che ha saputo mantenere tutti concentrati durante gli allenamenti della scorsa settimana.
Brindiamo alla vittoria, festeggiamo tutti insieme ma non dimentichiamo che tra una settimana arriva un derby importante che va affrontato in maniera importante....oggi De Zerbi e i ragazzi hanno detto che possiamo fidarci!

Alberto Mangano

Oggi si puó recuperare sul Benevento!


Alla vigilia della gara contro la Reggina, assistiamo ancora una volta alla concentrazione di mister De Zerbi che dice di voler pensare solo a questa partita, importante nel cammino del Foggia verso il traguardo finale.
Vuole un Foggia determinato, sicuramente non rilassato e pago dei vari attestati di stima giunti da tifosi e da addetti ai lavori all'indomani della strepitosa vittoria contro la squadra piú in forma del momento.
Ovviamente, quella di oggi pomeriggio, non sará la sola partita piú importante, perché in un percorso in salita, tutte le prossime gare dovranno essere affrontate con lo stesso approccio e con la giusta mentalita; sinora De Zerbi é riuscito a far camminare il gruppo dei giusti binarri, senza una sbavatura e non sfigurando in alcuna partita.
A Reggio Calabria si potrebbe giá recuperare qualcosa nei confronti del Benevento che non é andato oltre il pareggio contro il Messina; i sanniti, attualmente possono vantare, ad eventuale paritá di punti con i rossoneri, una miglior posizione nei confronti diretti, forti di un vantaggio anche di due gol: in attesa di poter recuperare nella gara di ritorno questo gap, per il momento il riuscire a ridurre la differenza in classifica, sarebbe comunque fondamentale.
In ogni caso, un passo alla volta: prima c'é da affrontare la Reggina che non regalerá niente e che potrebbe sfruttare un vantaggio psicologico derivante dal cambio dell'allenatore arrivato in settimana.
...il popolo rossonero continua a crederci!

Alberto Mangano

mercoledì 10 dicembre 2014

De Zerbi-Padalino, due mister un solo traguardo!


Sembrerebbe che il Foggia sia sempre sotto esame, che debba sempre affrontare esami piú severi, che abbia sempre la necessitá di confermarsi: é il destino di chi ha deciso di alzare l'asticella in corso d'opera cercando di guardare alle posizioni di chi ci precede, per accorciare le distanze e realizzare quel sogno prospettato ed esternato da mister De Zerbi.
In tanti assimilano questo Foggia a quello di De Zerbi, a quello della splendida cavalcata sino al raggiungimento della C1, a quello illuminato dalla "luce" De Zerbi; invece probabilmente questa squadra ricorda per tanti versi quella del primo Foggia di Padalino che dopo il mezzo passo falso contro il Trani che sembrava voler dire al massimo una tranquilla salvezza, seppe, proprio a partire da quel pareggio, inanellare una serie di 14 risultati utili consecutivi che significó conquistare a Pomigliano il biglietto per l'accesso ai play off, condizione che si riveló fondamentale, l'estate successiva, per poter essere ripescati nella seconda divisione.
Questa squadra si trova oggi in Lega Pro anche per quei 14 risultati utili consecutivi che, grazie anche a quei giocatori che indossano ancora la casacca rossonera, furono determinanti per il traguardo.
Oggi questo Foggia insegue lo stesso traguardo e, macinando punti su punti, potrebbe riuscire nell'intenton: allora c'era il Bisceglie in caduta libera, oggi ci sono squadre che sembrano non voler mollare l'osso per cui ogni partita va studiata, valutata ed affrontata con la massima tranquillitá, ma con la caparbietá di chi ritiene di non dover mai soccombere dinnanzi a nessuno, per continuare a festeggiare oggi come allora! 

Alberto Mangano

sabato 6 dicembre 2014

Sei gare per arrivare sul podio!


Mentre si continua a brindare e a sognare dopo la vittoria in notturna con il Lecce, ci si puó fermare a riflettere su quello che puó succedere d'ora in avanti in questo lungo campionato.
Il Foggia, al termine quasi del girone d'andata e dovendo affrontare ancora tre squadre in ritardo rispetto al proprio cammino, puó cominciare a fare dei bilanci abbastanza veritieri e razionali; tra le squadre incontrate, quella che é sembrata al di sopra di tutte le altre é stata sicuramente il Lecce che indubbiamente meriterebbe qualcosa in piú del quarto posto; le altre contendenti al podio finale non hanno dimostrato di valere di piú della compagine di De Zerbi, neanche il Benevento, unica squadra a sconfiggere i rossoneri.
Ovviamente Salernitana, Benevento, Juve Stabia e Lecce viaggiano con un notevole ruolino di marcia, con un numero importanti di vittorie anche se frutto piú di importanti individualitá che non di organizzazione di gioco.
Il Foggia, che ha la sua forza nel gruppo e che sta andando come un treno grazie anche al continuo perfezionamento dei meccanismi di gioco, viaggia un po' in ritardo rispetto alle prime per via del minor numero di vittorie a fronte di un maggior numero di pareggi; ora, la squadra rossonera ha sei gare con squadre appartenenti alla colonna destra della classifica, gare che potrebbero permettere un avvicinamento alla vetta approfittando di eventuali passi falsi delle prime o di scontri diretti determinanti.
Sei gare alla portata (Reggina, Barletta, Paganese, Martina, Cosenza e Melfi) non vuol dire sei passeggiate, perche si sa che con queste squadre si perdono i campionati ma confidiamo in questo Foggia che, domenica dopo domenica, saprá giocare, come dice il suo tecnico, con la bava alla bocca.

Alberto Mangano

Vincente é colui che sa accettare le sconfitte!


Esiste una regola del calcio, una di quelle regole non scritte ma che alla fine soddisfano sempre gli audaci: quando ci credi sino alla fine, quando non demordi, quando reagisci agli eventi che possono farti soccombere, puó succedere che sei premiato anche sul filo di lana e la vittoria assume un sapore fortemente inebriante.
A Foggia é successo questo nella partita piú importante, la partita del tutto esaurito al cospetto di quella che attualmente é forse la squadra meglio attrezzata per il salto di categoria: una squadra milionaria, con una rosa che farebbe invidia a compagini di serie B e che annovera gente che ha partecipato ai mondiali o che ha giocato in Champion' s League; ma il calcio é proprio bello per questo perché alla fine vince la squadra operaia, quella dei D'Allocco e degli Agostinone, quella che continua a fare del gruppo la sua arma vincente.
De Zerbi capisce che contro tali fenomeni non deve rinunciare al possesso di palla, non deve lasciare riferimenti agli avversari che, alla minima occasione, possono farti male e proprio a seguito della traversa colpita da Moscardelli, i suoi uomini si smarriscono e lasciano piú spazio ai leccesi rischiando di capitolare.
Poi la tenacia, la voglia di esserci, di festeggiare con questo meraviglioso pubblico fanno il resto, dando anche la fascia di uomo determinante a Vincenzino Sarno che, proprio in una delle sue non migliori prestazioni, risulta determinante e straripante.
La vittoria in ogni caso consolida posizione ed ambizioni di una squadra rivelazione che, anche senza uomini importanti come Gerbo e Quinto, continua a portare in fienile punti su punti ( e sono 8 su 12 nelle ultime 4 gare contro 4 signore squadre).
Per quel che riguarda la sponda leccese c'é molto rammarico per aver perso una gara nei minuti finali: il calcio é questo, c'é anche chi perse al Partenio la serie B nello stesso modo, ma questo non giustifica l'atteggiamento di chi, presentandosi in sala stampa, non rispetta il lavoro di chi sta aspettando la mezzanotte per rientrare a casa.
Si puó essere campioni, si possono vantare trascorsi luccicanti, ma il vincente é colui che sa accettare la sconfitta comunque sia arrivata: ieri sera qualcuno ha perso soprattutto fuori dal campo.

Alberto Mangano

giovedì 4 dicembre 2014

Moscardelli?.....chissá Iemmello...



De Zerbi crede ancora e molto nei margini di miglioramento e diventa anche scrupoloso quando dice che ultimamente la sua squadra non si é espressa al massimo. Forse qualcun'altro, anche piú navigato di lui, avrebbe potuto dire di essere soddisfatto per la sua squadra che, partita con un traguardo, ha dovuto alzare l'asticella in corso d'opera, ma lui tende alla perfezione e lo dice candidamente.
Al tempo stesso riconosce che nel nostro girone la squadra piú attrezzata per il salto di categoria é proprio quella che sará di scena allo Zaccheria venerdí sera, squadra che per la trasferta in Capitanata rinuncerá alle prodezze del suo uomo piú importante, Miccoli.
L'allenatore rossonero é dispiaciuto per l'assenza di Quinto, ma piú per lui e per la sua voglia di essere determinante, che per l'assetto di gioco che resterá lo stesso anche senza di lui: il Foggia dovrá mantenere il pallone il piú possibile evitando di lasciarlo a quei giocatori importanti che da soli potrebbero risolvere una gara.
E a chi gli chiede se teme la presenza di Moscardelli e dei suoi 150 gol in carriera, risponde serenamente: "Vedremo Iemmello alla sua etá quanti ne avrá fatti!"

Complimenti ad "eSPORTiamo Foggia"



Ancora una soddisfazione per il consorzio "eSPORTiamo Foggia", nato da una grande intuizione di Giuseppe Roberto e Massimiliano Belgioioso: esso ha ottenuto il patrocinio gratuito da parte di Expo Milano 2015 che, concede, sempre nell'ambito della propria discrezionalitá, il "patrocinio non oneroso" ad iniziative di alto profilo culturale , scientifico e umanitario, in attinenza con i valori fondanti del BIE (pace, tolleranza, dialogo). In questo caso il patrocinio non é concesso ad un evento specifico, ma alla progettualitá, tanto che lo stesso é indirizzato direttamente a "eSPORTiamo" Foggia.
Sicuramente una positivitá che nasce da Foggia da una semplice idea, ma che dimostra ancora una volta che la caparbietá e la convinzione spingono affinché si possa arrivare ad essere gli unici, forse i primi in Italia solo con la forza di voler far bene per lo sport, per i giovani e per regalare una vita serena a tanti ragazzi che non potrebbero permetterselo. 
Questo suggello arriva dopo tanta attivitá di aggregazione da parte del consorzio, dopo tanti attestati di stima e premia con merito la tenacia di chi ha creduto, forse tra tanta diffidenza, ad un progetto di percorso comune.

mercoledì 3 dicembre 2014

Finalmente un "tutto esaurito"



Ormai si va verso il tutto esaurito per la gara di venerdí contro il Lecce: probabilmente giá tra mercoledi e giovedi mattina, i tagliandi per la partita potrebbero non essere piú disponibili.
Ovviamente non é solo il blasonato Lecce ad alimentare la corsa al biglietto, ma sono soprattutto le prestazioni della squadra guidata da mister De Zerbi che stanno facendo crescere, giornata dopo giornata, l'entusiasmo tra i tifosi.
Nemmeno le polemiche che hanno accompagnato i confronti tra i soci negli ultimi giorni, sono riuscite a fermare questa improvvisa corsa al botteghino, a dimostrazione del fatto che il rettangolo verde riesce sempre a essere vincente sulle vicende vissute nell'ambito delle quattro mura.
C'é da sperare che questo entusiasmo possa continuare anche dopo la gara di venerdí e che quindi gli incassi possano dare una mano alla societá, indipendentemente da chi venga rappresentata, per poter operare serenamente e dando una spinta affinché l'Amministrazione comunale possa mettere in preventivo l'adeguamento dello Zaccheria alle nuove normative per riuscire ad ottenere una capienza superiore.
Con un pubblico numeroso e con una squadra che sappia fare venerdi sera quello che di solito sa fare, si potrá solo richiamare altro interesse intorno a quello che puó giá definirsi un miracolo calcistico.

Alberto Mangano

martedì 2 dicembre 2014

Restate in silenzio e fateci sognare!


Questo é un periodo importante per il Foggia: i risultati stanno dando ragione a chi ha messo su questa squadra che avrebbe dovuto salvarsi dignitosamente e che oggi sceglie di puntare ai primi posti in classifica.
I risultati sportivi non avvengono mai per caso e sono sempre il frutto di un lavoro di gruppo che vede impegnati tutti dal primo all'ultimo, dai calciatori al magazziniere, dal presidente all'ufficio stampa, per cui vittorie e sconfitte non sono mai imputabili al lavoro di una singola componente.
In questi giorni peró, i risultati sul campo non vanno di pari passo, per fortuna, con quelli che si registrano negli uffici della societá dove é palese un malessere generale che é sfociato in dichiarazioni pesanti e  prese di posizione abbastanza nette.
La squadra e lo staff tecnico sembrano riuscire a limitare le influenze sul campo di gioco, ma di certo un clima sereno anche oltre il terreno di gioco potrebbe aiutare ad allungare questo periodo magico che sta vivendo la squadra.
Per quanto tempo ancora la squadra riuscirá a non farsi condizionare dalle beghe societarie?
I meccanismi che regolano i clubs calcistici prevedono ingressi, fuoriuscite, decisioni prese a maggioranza, e tutto in modo assolutamente fisiologico soprattutto in un momento di recessione come quello attuale, ma la speranza é quella che si possa arrivare ad abbassare decisamente i toni, cercando anche di fare qualche passo indietro, di fare qualche dichiarazione in meno, di non abusare di conferenze stampa che mostrano fuori delle mura della societá notizie che possono nuocere all'ambiente intero.
Restiamo in silenzio e cerchiamo di non svegliarci da un bel sogno.

Alberto Mangano

lunedì 1 dicembre 2014

Il mercato si deve fare in casa!


Gli ultimi esaltanti risultati e le dichiarazioni di De Zerbi hanno fatto crescere l'entusiasmo intorno ad un progetto che potrebbe realizzarsi ancor prima di quando era stato programmato.
Proprio la partita a Caserta ha detto che la forza della squadra si basa sulla presenza di un forte gruppo e che chiunque vada in campo, piú o meno assiduamente, riesce ad esprimere sul rettangolo di gioco quegli insegnamenti che il mister regala durante la settimana.
Nei giorni scorsi si é anche parlato della possibilitá di rinforzare l'organico ma proprio l'ultima partita ha decretato che se la forza é il gruppo, se lo spogliatoio é compatto,  la squadra potrebbe continuare anche con gli stessi uomini, cercando ovviamente di non perderli durante il mercato di gennaio.
Ovviamente per ottenere ció é necessario affrontare alcune situazioni delicate che potrebbero fugare eventuali tentazioni: se si pensa alle situazioni dei giocatori cardine di questa squadra e cioé a quelle di Agnelli, Quinto, Agostinone e D'Allocco, tutti in scadenza di contratto, si puó immaginare come sia necessario che la societá, a breve, dovrebbe sedersi a tavolino e cercare di legarsi a quelli che rappresentano l'ossatura,in campo e fuori, di questo gruppo.
Non si deve contare solo sul cuore e sull'attaccamento dei quattro alla maglia della squadra della loro cittá: bisogna legarli a sé in modo da uscire rinforzati a gennaio, guardando solo nella propria casa.

Alberto Mangano