venerdì 30 gennaio 2015

Gerbo, ti aspettiamo per lo sprint finale!


Sembrava la certezza per il futuro immediato ed invece se rivelato l'incubo del momento: Alberto Gerbo, dopo l'infortunio che lo ha tenuto fuori due mesi e dopo il nuovo stop dopo il rientro di Pagani, puó imprecare alla sfortuna dopo la notizia della lesione al legamento collaterale che lo terrá fuori dal campo per altri due mesi.
Le sue disavventure stanno preoccupando la tifoseria e la societá perché il ragazzo comunque si é fatto notare per le sue doti tecniche, la sua disciplina tattica ma anche per la sua caparbietá agonistica. É un vero peccato e sicuramente una fastidiosa tegola che cade sulla testa di mister De Zerbi, anche perché attualmente nella rosa non ci sono elementi con caratteristiche simili a Gerbo. Il tutto porterá il presidente Fabio Verile a recarsi con il DS Di Bari per provare a trovare rimedio in questa sessione di mercato che sta per chiudere i battenti.
Non sappiamo se si riuscirá nell'impresa ma di certo la piazza cercherá di far sentire il proprio calore allo sfortunato calciatore in attesa di rivederlo in campo piú forte di prima e soprattutto disponibile, come tutti ci auguriamo,  per lo sprint finale.

Alberto Mangano

domenica 25 gennaio 2015

Da Melfi almeno la certezza che Gerbo c'é!


Ogni squadra che si rispetti, in ogni campionato, attraversa i suoi momenti di appannamento che possono essere legati alla incapacitá di ritrovare i collaudati meccanismi di gioco, oppure puó trattarsi esclusivamente di una crisi di risultati dovuta ad una propria incapacitá di realizzazione sotto porta o solo semplicemente ad un bisticcio con la dea bendata.
É difficile intravedere una crisi nel Foggia anche perché se é pur vero che una squadra che per un lungo periodo vantava di aver perso solo a Banenvento e poi ha rimediato tre sconfitte in un mese con Barletta, Martina e Melfi, ha al tempo stesso intervallato le tre sconfitte con 2 sonore vittorie con Paganse e Cosenza realizzando un poker di gol a gara.
Allora puó trattarsi di un calo di concentrazione, di eccessivo nervosismo, di improvvisi carichi di responsabilitá che si possono curare probabilmente andando a valutare ogni gara, rimarcando ció che di buono o di meno buono é stato fatto in campo e farne tesoro per le partite successive.
Per esempio, si dovrá capire se é un caso che Martina e Melfi abbiano segnato al pronti-via con i rossoneri che, almeno con la testa, erano ancora negli spogliatoi, cosí come andrá valutata la reazione del Foggia che mette alle corde gli avversari ma quasi sempre in momenti di difficoltá o quando si butta a capofitto tentando il tutto per tutto.
La nota positiva della gara di Melfi é il gradito ritorno in campo di Alberto Gerbo che, subentrato in un momento difficile dell'incontro, ha saputo dare il proprio fattivo contributo alla manovra con autoritá, riuscendo anche ad essere propositivo e sbagliando di poco un autentico eurogol: con lui il Foggia recupera un elemento indispensabile che puó rappresentare il primo importante acquisto per la seconda metá del campionato.

Alberto Mangano

sabato 24 gennaio 2015

Gli episodi non aiutano il Foggia ma.....



Questa partita andava vinta e comunque non persa, dopo quello che la gara di Martina Franca avrebbe dovuto insegnare alla squadra. Cosí come allora il Foggia riesce a prendere gol sul pronti-via, anche se qui si é trattato dell'inizio della ripresa.
Il Melfi si é mostrato abbastanza camaleontico durante i 90 minuti partendo inizialmente con un pressing alto sul portatore di palla cosí come fece a Foggia e via via rintanandosi in difesa per affidarsi ad eventuali ripartenze. Alla fine il risultato finale, in una gara affrontata a viso aperto da entrambe le squadre, risulta determinato da episodi favorevoli per i padroni di casa e molto sfortunati per i rossoneri.
Indipendentemente dai motivi tattici che hanno condotto la partita, purtroppo il Foggia é in rincorsa sul raggiungimento dei suoi obiettivi e non puó permettersi queste battute di arresto con squadre sicuramente di caratura inferiore. 
Sará un caso, ma il miglior Foggia, ultimamente, si vede sempre dopo che l'avversario gli ha rifilato qualche schiaffo in faccia e cosí succede che i rossoneri diventano pericolosissimi nel finale, anche se in inferioritá numerica, mentre sono meno determinanti in situazione di vantaggio o pareggio: probabilmente il tecnico valuterá anche questo aspetto cercando di porvi eventuali correttivi ma la corsa é frenetica e non ci si puó piú permettere passi falsi di questa portata in futuro.
Ovviamente nulla é perduto, anche se sembra che il Foggia di questi ultimi tempi non sia lo stesso che ha ben figurato nelle gare del girone di andata, indipendentemente dai risultati.

Alberto Mangano

venerdì 23 gennaio 2015

Iemmello e Gigliotti in forse per Melfi

PER IEMMELLO IL TECNICO DECIDERÀ DOMANI


La partita di Melfi puó significare molto soprattutto in termini di maggiore consapevolezza nei propri mezzi e di fiducia nel raggiungimento degli obiettivi dichiarati: considerando gli scontri diretti, una eventuale vittoria dei rossoneri significherebbe la certezza di scavalcare almeno una squadra in classifica.
La partita non é semplice, il Melfi é una squadra che piú volte ha messo in difficoltá le grandi ed anche a Foggia disputó una buona gara affidandosi ad un pressing alto e riuscendo ad essere ordinato in difesa.
Il mister ha fatto intendere che Gerbo, pur ristabilito, potrebbe non essere della gara avendolo avuto a disposizione solo pochi giorni fa mentre nel frattempo, nella rifinitura di stamattina, non hanno preso parte né Iemmello né Gigliotti alle prese con acciacchi vari.
Di sicuro tornerá Potenza a mettere la giusta esperienza nel reparto arretrato, mentre De Zerbi continua a credere nella forza del gruppo, sempre piú unito, e che vedrá sul pullman per Melfi tutti gli effettivi, Agostinone compreso, a dimostrazione che la voglia di far bene accomuna tutti, anche coloro che per squalifiche potevano scegliere di rimanere a casa.
La volontá di vincere comunque e dovunque si sta manifestando la vera forza di questa Foggia che ha capito che questo potrebbe essere l'anno giusto.

Alberto Mangano

mercoledì 21 gennaio 2015

A Melfi per agguantare i play off


Il bello del calcio é che non puoi fermarti a brindare per una bella vittoria perché c'é un'altra gara, un'altra sfida che devi preparare a puntino, che non puoi sottovalutare per non vanificare questa scalata ai play off; e quindi tutti concentrati sulla gara di Melfi, gara contro una squadra che all'andata non fece male a Foggia anche perché guidata da un tecnico di categoria e soprattutto pragmatico.
Il Foggia invece non si puó nascondere, non puó far finta di niente perché, come sempre, anche sabato proverá a prendersi i tre punti, "condanna" inflittagli da quando ha dichiarato di puntare ai play off che ormai si vedono all'orizzonte..
A Melfi, per la prima volta in questa stagione, De Zerbi dovrá fare a meno di Agostinone, anche se D'Allocco riuscirá, su quella fascia, a non far rimpiangere la sua assenza. La cosa positiva é che almeno il buon Pino sará ai nastri di partenza nel big match della settimana successiva contro il Benevento.
Nel frattempo, scongiurato un infortunio importante, Alberto Gerbo é tornato a disposizione del gruppo e, non appena avrá raggiunto il suo stato di forma, il mister rossonero non avrá difficoltá a buttarlo nella mischia.
L'importante, per il momento, é non perdere la concentrazione per sabato per cercare di agguantare il traguardo prefissato per poi impegnarsi per non mollarlo piú

Alberto Mangano

lunedì 19 gennaio 2015

Con il Cosenza troppa voglia di vincere?


Questa gara andava vinta ad ogni costo ed il Foggia lo ha fatto senza se e senza ma contro una squadra che é sembrata lontana parente di quella che riuscí all'andata a recuperare una gara che avrebbe meritato di perdere.
De Zerbi e la squadra aspettavano da mesi il ritorno allo Zaccheria per "vendicare" quel risultato e la rotonditá del risultato indica che la missione é andata a buon fine sicuramente.
Peró anche nei risultati favorevoli, una squadra che mira ad una crescita finalizzata al minimizzare ogni singolo errore, é necessario valutare alcune pecche che potrebbero rivelarsi fatali nelle prossime partite.
Sicuramente quando c'é una spinta motivazionale come quella che hanno espresso i rossoneri contro gli avversari che aspettavano da tempo, il risultato fa meno fatica a materializzarsi, ma c'é anche il rischio di sbagliare per precipitazione: ad esempio, sul risultato di 1-0, si poteva pensare anche ad un atteggiamento tattico piú prudente al fine di evitare un recupero del Cosenza che, a causa del terreno allentato e della pioggia battente, avrebbe potuto favorire chi si accontentava di un semplice pareggio; anche nei fraseggi e quindi nel far girare la palla, qualche errore di troppo si poteva evitare, anche se arrivare a fischiare un gladiatore come Quinto é sicuramente eccessivo; lo stesso Narciso, quando partecipava al giro di palla, caratteristico del gioco di De Zerbi, non é sembrato sempre impeccabile.
Fermo restando che la partita vinta resta la cosa piú importante della domenica trascorsa allo Zaccheria anche perché altre volte il Foggia ha giocato meglio senza portare il risulatato a casa, cominciare ad essere piú scaltri onde evitare brutte sorprese, non é una critica ma un giusto consiglio.

Alberto Mangano

domenica 18 gennaio 2015

Quella curva maledettamente chiusa!


E’ stata una partita strana, in un clima surreale, una vittoria strana, svuotata di quel giusto pathos che fa del calcio lo sport più bello del mondo.
Due squadre in campo a contendersi un risultato in una gara quasi tra scapoli e ammogliati per via di una curva maledettamente chiusa e di quei colori che oggi sono mancati nello Zaccheria: lo ricordava diverso questo stadio Daniele Massaro, presente oggi allo stadio,  quando ci veniva con il suo grande Milan e quando nei primi minuti ci si sentiva perso.
Son passati tanti anni, di acqua ne è passata sotto i ponti, eppure oggi quei 2000 spettatori in meno, pur non essendo i 25000 di allora, son mancati a tutti, a chi torna senza voce e a chi ha voglia la domenica di staccare la spina e vivere in un’altra dimensione.
I divieti non educano, bisognerebbe parlarsi, chiarirsi, cercare di capire i propri limiti e i propri sbagli, ma purtroppo il muro contro muro continua a creare incomprensioni e ad alimentare quella mancanza di chiarimenti che invece dovrebbe aiutare a poter mettere una pietra su una vicenda comunque triste.
Il Foggia ha vinto, anzi ha stravinto, perché, come ha detto De Zerbi questa è una di quelle partite che va vinte e basta, ma è quasi sembrato che certi pareggi, conquistati in passato,  portassero più entusiasmo e gioia perché non si può pensare di giocare con quella curva maledettamente chiusa!

Alberto Mangano

sabato 17 gennaio 2015

Una gara, tante motivazioni!


La partita delle 100 presenze di Agostinone e del ricordo commosso per la dipartita dell'indimenticato Giorgio Trinastich, avverrá in una cornice di pubblico particolare, con un numero di presenze fortemente ridotto per via dell'arcinoto provvedimento del Prefetto di Foggia.
La squadra e il tecnico vogliono vincere questa sfida contro il Cosenza, sia per quel che riguarda il cammino del Foggia, sia per lo spiacevole ricordo dell'andata, quando i calciatori non ebbero un buon trattamento in campo da parte degli avversari, lasciando due punti su quel campo in modo sicuramente beffardo.
De Zerbi, che ha dichiarato di avere ancora una memoria buona, ha piú volte in passato ribadito che i due punti persi a Cosenza erano quelli che piú gli pesavano da quando aveva iniziato l'avventura rossonera.
Sappiamo anche che il mister non si affiderá soltanto alla voglia di riscatto dei suoi, ma in settimana non ha voluto affidare niente al caso perché lui stesso ha dichiarato che durante il campionato ci sono delle partite da vincere, e quella di domani é sicuramente una di quelle; lo stadio ridotto gli dá fastidio, piú volte ha detto di sognare lo Zaccheria colmo come quando giocava lui, ma al tempo stesso non vuole alibi perché il suo percorso vuole viverlo sul terreno di gioco, dove cercherá, settimana dopo settimana, di raggiungere quella che é la sua meta dichiarata.
Nel frattempo la societá ha preso a cuore le vicende del piccolo Cristian , giovane calciatore del Foggia F.C., e domani metterá all'asta un pallone e delle maglie particolari con il nome dei calciatori che piú si distingueranno secondo il giudizio del "Club 101"; il ricavato di tale asta on line andrá alla famiglia del povero ragazzo per darle la possibilitá di sopportare i costi delle cure a diversi chilometri da casa.

Alberto Mangano

venerdì 16 gennaio 2015

Torniamo a parlare di calcio?



Aspettavamo tutti questa partita per riscattare il risultato bugiardo maturato nella gara d'andata ed invece dobbiamo occuparci ancora una volta di fatti che niente hanno a che fare con quello che domenica potrebbe succedere sul campo.
Il provvedimento del Prefetto che, oltre a chiudere la curva "Franco Mancini", impedisce l'acquisto dei biglietti a chi non possiede la tessera del tifoso, si rivela un danno economico per la societá, impegnata in questi giorni a rinforzare l'organico, e al tempo stesso un grosso limite per chi avrebbe voluto seguire la gara senza essere "tesserato".
Si pensava che i DASPO inflitti ai tifosi dopo la gara del 20 dicembre contro il Barletta, unitamente alla diffida del campo e all'ammenda di 10.000 euro, fossero giá dei provvedimenti pesanti a carico di questa piazza, ed invece ci ritroviamo tutti con una tegola pericolante sul capo di chi si sta impegnando in modo passionale e con sforzi economici a guidare questa squadra verso altri lidi.
Ma la tessera del tifoso non serviva solo per sottoscrivere l'abbonamento per la propria squadra o per seguire la stessa nelle gare in trasferta? Perché ora serve anche per l'acquisto del singolo biglietto per assistere ad una gara casalinga?
In una cittá con mille problemi ed in uno stato di forte rassegnazione, il calcio stava riportando quell'entusiasmo che puó anche essere da stimolo per creare nuove positivitá; la colpa di tutto ció sará di tanti, forse di pochi, ma certo che vedere morire cosí questo giocattolo fa tanto, ma tanto male!

Alberto Mangano

mercoledì 14 gennaio 2015

La giustizia faccia il suo corso!


La partita di Martina non si ferma al triplice fischio: la denuncia dei dirigenti rossoneri a fine gara é l'inizio di un dopo partita che continua con l'annuncio del ricorso da parte della societá rossonera circa la irregolaritá dei documenti di un calciatore martinese schierato in campo domenica scorsa contro il Foggia.
Proprio per tale annuncio, il giudice sportivo non ha omologato il risultato del campo.
É chiaro che la giustizia sportiva non ha emesso un verdetto ma, secondo la prassi, ha congelato il risultato in attesa di valutare la posizione del calciatore in questione e decidere se il tutto é avvenuto secondo le norme o se dovrá assegnare la vittoria a tavolino per 3-0 a favore dei rossoneri.
Le regole vengono scritte per essere rispettate e quando qualcuno le viola, succede che, come nel caso del Foggia per il punto di penalizzazione che pesa come un macigno in classifica, qualcuno debba renderne conto.
Per il momento sembra giusto e corretto che la squadra pensi a preparare la delicata gara contro il Cosenza, sapendo di essere reduce da una sconfitta subíta sul campo e senza che nessuno, né tifosi nè tantomeno calciatori, possano far conto su punti persi sul rettangolo di gioco.

Alberto Mangano

domenica 11 gennaio 2015

Il blasone fa la differenza in tribuna!


É sempre difficile commentare una partita dai due volti, caratterizzata da un Foggia forse non concentrato nella prima frazione ed anche un po' disordinato e da un dominio assoluto dei rossoneri nel secondo tempo che ha prodotto numerose occasioni da gol nitide e che avrebbero potuto dare un risultato piú favorevole agli ospiti.
É stato un Foggia umorale, che non ha reagito come avrebbe dovuto fare dopo il gol a freddo dei martinesi e che invece ha subíto il contraccolpo ma che poi, dopo il gol di Gigliotti (ma perché non le batte sempre lui dal limite?), ha saputo mettere in seria difficoltá gli avversari.
Il Foggia, anche oggi, ha dimostrato di soffrire le squadre che si arroccano in difesa e che pensano soprattuto a difendere il risultato invece di proporre un proprio gioco, forti anche del fatto che certi campi di dimensioni cosí ridotte aiutano maggiormente le squadre difensiviste.
La compagine di De Zerbi non risulta ridimensionata da questo ingiusto risultato soprattutto perché giunto contro una squadra che non è una diretta concorrente e avrá modo ed occasioni per tornare a racimolare punti per riuscire a scalare posizioni e sistemarsi in classifica laddove merita di stare.
Piuttosto ancora una volta a Martina l'ospitalitá della societá nei confronti di dirigenti e giornalisti foggiani non é stata delle migliori; a Foggia queste cose non sono mai successe e l'ospitalitá della societá rossonera é stata sempre esemplare a dimostrazione che il blasone e la storia non si conquistano solo sul rettangolo di gioco, ma anche con la signorilitá e la disponibilitá. 

Alberto Mangano

sabato 10 gennaio 2015

Verile, uno slancio da tifoso!


Da sempre uomo serio, attento sempre a misurare le parole, a cercare di mantenere un certo tono, tutto d'un tratto Fabio Verile si lascia andare con lo spirito di un accanito tifoso del Foggia e si sbilancia sull'obiettivo finale di fine stagione.
Qualche settimana fa era stato De Zerbi ad alzare il tiro, a dichiarare apertamente di voler puntare, sin dalla prima vittoria in casa contro il Martina, al raggiungimento dei play off per cercare di giocarsela per l'approdo in serie B. 
All'indomani della roboante vittoria di Pagani il presidente rossonero va oltre, dichiarando di voler puntare direttamente al primo posto e di poter conquistare la serie superiore direttamente nella stagione regolare; a buttare acqua sul fuoco é proprio mister De Zerbi che per il momento aspira a rientrare tra le prime quattro senza farsi condizionare dal risultato di una gara nel dichiarare i propri intenti: "Mi piacerebbe che si pensasse ai traguardi anche dopo una sconfitta e non solo quando si vince. Io ho dichiarato il mio obiettivo prima della gara contro la Casertana e non l'ho modificato dopo la partita persa contro il Barletta"
De Zerbi probabilmente non ha torto, non vuole creare aspettative e caricare la squadra di responsabilitá, ma preferisce vivere alla giornata sapendo comunque che il risultato auspicato da Verile non é privo di fondamenta per cui se ne potrá parlare ma magari piú in lá.
"Preferisco pensare a Martina" ha aggiunto il tecnico bresciano "perché i campionati si vincono soprattutto con le squadre che ti seguono in classifica e che sulla carta non dovrebbero opporre resistenza. Voglio che venga mantenuta la giusta concentrazione"
Di certo é che, partita dopo partita, i fatti stanno prendendo il posto delle parole e questo Foggia sta convincendo tutti, facendo sognare i propri tifosi a partire dal presidente Verile sino a quei tifosi che andranno a fare l'abbonamento nel girone di ritorno, perché convinti in un secondo momento essendosi mostrati scettici all'inizio, quando non diedero fiducia a questo gruppo e al suo inesperto allenatore.

Alberto Mangano

giovedì 8 gennaio 2015

Teniamoci stretto De Zerbi!


Neanche il tempo per godersi i meritati complimenti, che giá la trasferta di Martina comincia ad entrare nei pensieri di De Zerbi e della sua squadra. Questa volta ci si mettono anche i pochi giorni che dividono le due gare a creare quella tensione positiva che sta prendendo questa piazza che ha tanta e tanta voglia di sognare.
L'entusiasmo deriva dalla prestazione in terra campana che, indipendentemente dalla rotonditá del risultato e dall'aver disputato la gara in superioritá numerica, ha consegnato ai propri tifosi una squadra autoritaria, matura e convincente, oltre ad aver confermato una rosa che sembra molto piú ampia del reale: dall'inizio del campionato chi viene impegnato per una sola gara, per un tempo o per uno spezzone di partita, sa recitare benissimo il proprio copione non facendo rimpiangere nessuno.
E proprio in quest'ottica, le operazioni di mercato dovrebbero solo portare elementi importanti, elementi capaci di scalare posizioni in classifica che, sino a qualche mese fa sembravano difficili solo ad immaginare.
Questa piazza non potrá fare a meno di ringraziare a lungo mister De Zerbi che, contro tutti coloro che non credevano nelle sue qualitá, ha saputo dare un'identitá ed un gioco a questo Foggia che prova ad osare a dispetto di qualunque rosea previsione della vigilia.
Essersi presentato a Pagani contro una squadra in ottima forma con Quinto e Gerbo che ritornavano da un lungo infortunio, con un Leonetti in una posizione dove Iemmello sembrava insostituibile e con un Cavallaro che per la prima volta partiva dalla panchina, denotano una chiarezza di intenti del mister bresciano ed una assunzione di responsabilitá che non si addicono ad un tecnico giovane ed inesperto come lui.
E allora, se la vera forza di questo Foggia è il suo tecnico, il miglior acquisto che si puó regalare a questi tifosi é proprio riuscire a mantenerlo in cittá per piú tempo possibile, magari pensando di giocare con lui in categorie che piú si avvicinano all'identitá rossonera.

Alberto Mangano

martedì 6 gennaio 2015

Da Pagani....tanta roba!

AGNELLI, IL MIGLIORE TRA I ROSSONERI A PAGANI

Anche il piú ottimista tra i sostenitori del Foggia non avrebbe mai potuto pensare che sarebbe andata cosí: il Foggia non solo ha vinto, non solo lo ha fatto realizzando quattro gol, ma ha saputo imporre il proprio gioco a casa di una squadra che, dall'arrivo di mister Sottil, era sembrata una delle squadre piú in forma di questo girone.
Da Foggia si temeva giustamente questa trasferta ma il tecnico, pur disponendo della rosa al completo, stupisce tutti quando lo speaker annuncia la presenza di Leonetti al centro dell'attacco, quella di Iemmello sulla sinistra del tridente e il conseguente sacrificio di Cavallaro che si accomoda in panchina.
Questo tecnico, ancora una volta, ha dimostrato di avere fiducia in tutti i suoi uomini e di volersi affidare non a quelli che possono sembrare titolari inamovibili, mantenendo la giusta tensione in tutto il gruppo: alla fine la scelta di De Zerbi risulterá vincente e non solo per lo splendido gol del giovane attaccante rossonero.
Da oggi il Foggia é anche la squadra che ha subíto meno gol grazie alla difesa attenta di due colonne come Potenza e Gigliotti e alla sicurezza tra i pali di un portiere affidabilissimo come Narciso.
Gerbo e Quinto hanno dimostrato di essere sulla strada del completo recupero e di poter tornare a brevissimo quegli elementi insostituibili del centrocampo rossonero, ma oggi la palma di migliore in campo va data sicuramente a capitan Agnelli che ha macinato chilometri, mostrandosi sempre lucido nell'ultimo appoggio e capace di dettare sempre i tempi alla manovra della sua squadra.
Insomma da Pagani ritorna un Foggia capace di comportarsi da grande squadra, sapendo vivacizzare ed addormentare il suo gioco a seconda delle proprie necessitá ed indipendentemente dalla consistenza del suo avversario.
Torna da Pagani la certezza di una squadra competitiva e affidabilissima che potrebbe anche fare a meno di rinforzi a gennaio perché la mentalitá che le ha dato il suo allenatore é quella vincente, quella che potrebbe regalarci un sogno.

Alberto Mangano

lunedì 5 gennaio 2015

Speriamo nel rendimento in trasferta!


Non é una gara come le altre perché i novanta minuti di Pagani dovranno dire se la squadra ha metabolizzato la sconfitta con il Barletta e se la sosta natalizia abbia piú o meno influito sul percorso di crescita che stava dando una certa continuitá di risultati.
Non si tratta di una prova di maturitá, ma una squadra che ha dichiarato il proprio obiettivo, non stando in questo momento tra le prime quattro del girone, deve cercare di recuperare posizioni per non allontanrsi dalla meta.
Di positivo c'é il fatto che il Foggia, se si esclude l'ultima gara, aveva fatto risultato pur avendo numerosi calciatori non disponibili e, in piú di un caso, si trattava di elementi fondamentali per i meccanismi di gioco e che avevano ben impressionato nella prima parte del girone di andata; oggi, la possibilitá di avere tutti a disposizione e l'imbarazzo della scelta da parte del mister nello schierare l'undici titolare, sono il vero valore aggiunto di questo rientro sul terreno di gioco.
La riscossa arriva proprio sul campo della Paganese che, valutando i suoi ultimi risultati, rappresenta una delle squadre piú in forma del girone e ben guidata da un giovane allenatore,Sottil, che sta attirando le attenzioni anche di clubs di categorie superiori.
Certamente Sottil con il suo 4-3-3 proverá a giocare e si sa che il Foggia si esprime bene con le squadre che giocano a viso aperto rispetto a chi decide di far solo morire sul nascere le azioni degli avversari e forse anche per questo il rendimento rossonero in trasferta e di gran lunga superiore rispetto a quello casalingo: speriamo che anche a Pagani possa continuare questo andamento.

Alberto Mangano

venerdì 2 gennaio 2015

Ormai siamo la squadra da battere!


Trascorsi ormai i bagordi di fine anno e gli auguri per il raggiungimento dell'obiettivo prefissato, la squadra é tornata ad allenarsi in vista dell'incontro di Pagani previsto per martedí 6 gennaio.
Ora é tempo di mettere da parte le chiacchiere per tornare ad una concentrazione che sará ancor maggiormente necessaria oggi, considerato il fatto che il Foggia ormai é la squadra da battere, da temere e da trattare con le pinze; il girone di ritorno sará piú duro perché la squadra di De Zerbi non é piú una sorpresa per gli avversari e, molto probabilmente, piú di una compagine verrá allo Zaccheria con lo stesso atteggiamento del Barletta, cercando di soffocare il modo di giocare dei rossoneri.
Proprio per questo motivo il direttore sportivo Di Bari é alla ricerca di qualche buon elemento per rafforzare il gruppo, qualche elemento che, come ha precisato De Zerbi, non sará un doppione, ma dovrá essere necessario per superare le insidie che d'ora in avanti presenterá questo campionato.
Quindi i tifosi e l'ambiente si affidano tranquillamente alla caparbietá del tecnico bresciano, con la certezza che lo stesso non sottovaluti alcunché e che possa far mantenere ai suoi uomini la stessa umiltá, ma anche la stessa consapevolezza dei propri mezzi che sinora ha fatto la differenza con gli altri gruppi.

Alberto Mangano