lunedì 30 marzo 2015

Franco Mancini tra Foggia e Matera!


A pochi giorni dalla gara del Foggia a Matera, ironia della sorte, capita proprio l'anniversario della morte di Franco Mancini, un uomo che in vita ha voluto bene ad entrambe le cittá, quella di origine e quella di adozione.
Ricordo che pochi mesi dopo la sua scomparsa, proprio in occasione della gara contro il Matera, quando si era ancora nei polverosi campi della serie D, ebbi a scrivere una mia riflessione che ho pensato di voler rispolverare proprio oggi; era il 26 ottobre del 2012:

"Franco vive!
L'imminente gara del Foggia contro il Matera  inevitabilmente porta la mente al ricordo della figura di Franco Mancini. Sarebbe stato bello sapere per chi avrebbe tifato domenica e magari chiedergli se aveva mai pensato che un giorno fosse il blasonato Foggia a rincorrere la squadra della Cittá dei Sassi. Certamente sarebbe venuto allo Zaccheria con uno stato d'animo combattuto tra il rispetto dovuto alla cittá d'origine, quella degli affetti, dei primi calci, delle prime esperienze e l'amore per quella squadra che lo consacró definitivamente, che lo lanció nell'orbita del calcio importante e stellare, che gli donó l'amore per la madre dei suoi figli
In ogni caso domenica, sul sedile della tribuna,  sarebbe stato solo e comunque Franco Mancini.
Sono trascorsi diversi mesi da quel 30 marzo, eppure sembra ieri.
Ma non sará certamente una gara di calcio a dover farci ricordare Franco.
Franco é rimasto nel cuore e nelle menti di tanti, Franco vive ancora in quegli ultrá che cantavano: "Alé Mancini, alé, alé", é ricordato dai vecchi tifosi, quelli che storcevano il naso per le sue "stravaganze" in campo, Franco vive in coloro che lo adoravano per la sua passione per la musica, ma soprattutto Franco vive in tutta quella gente che, grazie ad un semplice sorriso o ad una fraterna pacca sulla spalla, aveva conosciuto l'uomo, quella persona semplice e genuina che nei fatti aveva dimenticato il suo passato, la sua storia, i suoi successi.
Chi ha fede sa che dopo la morte c'é la vita eterna, chi vive con i dettami della biologia sa che non é cosí: Franco ha messo d'accordo tutti continuando a vivere quotidianamente non solo nel cuore dei suoi parenti, non solo in quello dei suoi amici, non solo in quello dei suoi tifosi, ma solo e semplicemente nel cuore della gente semplice, quella che piangeva e piange l'assenza dell'amico di tutti.
Si ha quasi la certezza che alcune persone debbano morire per diventare immortali: bene, Franco é uno di questi.
Franco era colui che si fermava a commentare con chiunque, anche con la persona della porta accanto, una partita di calcio ma era anche colui che aveva fatto imbestialire Roberto Baggio e che aveva sbeffeggiato Van Basten.
Domenica non vogliamo commemorazioni, non vogliamo fiori, vogliamo una festa, una festa gioiosa che continui a manifestare la sua presenza tra la gente che gli vuole ancora bene, non importa se sia il suo vecchio compagno di scuola o il suo vicino di casa, che sia il suo amico dei primi calci sui campi polverosi della Lucania o il suo compagno di squadra in serie A, perché sappiamo che Franco comunque ci sará, lasciando dentro di noi solo l'amletico dubbio: "Ma per chi avrebbe fatto il tifo?"
Perchè tutti muoiono, tanti vengono dimenticati, qualcuno viene commemorato ma solo pochi, grazie al proprio percorso terreno, resteranno nel cuore di tutti perchè sono stati grandi e continuano ad esserlo, perchè hanno vissuto e continuano a vivere
... e Franco vive."

domenica 29 marzo 2015

Come si fa a commentare una gara del genere?


È difficile commentare una partita del genere, con i rossoneri che escono tra gli applausi nella giornata che può considerarsi quella del probabile addio ai play off.
Da dove partiamo, dai legni colpiti dal Foggia? O dal gioco che ha letteralmente mortificato gli avversari che hanno ben sei punti in più? Oppure vogliamo partire da una mancata ammonizione a Ripa per una gomitata su Gigliotti che avrebbe mandato sotto la doccia un bel po' prima l'attaccante giallo-nero e avrebbe salvato Narciso?
Diciamo che la partita di oggi aumenta la rabbia per quello che poteva essere e non è stato e a poco serve consolarsi con il fatto che i programmi iniziali della società e del tecnico erano molto meno ambiziosi di quelli prospettati strada facendo.
Resta il rammarico di sapere che in classifica siamo preceduti da squadre di caratura sicuramente inferiore alla nostra e che il non aver programmato la salita di categoria poteva essere ampoamente superato dalle prestazioni come quelle di oggi.
Il Foggia ha sicuramente la colpa di aver lasciato tanti punti in pochissime gare, quelle gare che avrebbero potuto annullare la differenza di quei maledetti sei punti che ci allontanano da un sogno che stava per diventare realtà.
Aggiungiamoci anche che i pali che questa squadra ha colpito quest'anno, se non si giudicano come gol sbagliati, comunque ci lasciano con un forte credito con la dea bendata che alla fine ha fatto la differenza.
Come dice De Zerbi non c'è da cantare il "De profundis" e c'è ancora da onorare il campionato e la matematica, nella speranza che un po' di esperienza questa squadra la stia accumulando e che tutto ciò potrebbe essere di forte aiuto per riuscire a programmare l'immediato futuro.

Alberto Mangano

giovedì 26 marzo 2015

Se ci crede il capitano.....


Ad agosto del 2012 venne richiamato a Foggia per cercare,  in nome della sua foggianità, di ripartire tra mille difficoltà, molto scetticismo e poche certezze.
Agnelli non si fece pregare e, con la fascia di capitano,  seppe guidare la sua squadra verso lidi tranquilli, diradando quella nebbia che rischiava di offuscare quel progetto ambizioso. 
Da allora di acqua ne è passata sotto i ponti,  ma il capitano continua a governare la sua nave con un rendimento costante ed esaltante,  senza una sbavatura e con prestazioni mai al di sotto della sufficienza. 
Nelle gare in cui il Foggia si è espresso al di sotto del suo standard,  soprattutto negli ultimi tempi, il capitano è rimasto sempre al suo posto spronando la squadra,  impostando egregiamente le manovre volute da mister De Zerbi ed uscendo sempre con la maglia sudata e tra gli applausi dei suoi tifosi.
Ora i rossoneri sono chiamati ad una prova di fuoco,  ad un'impresa che durerà quattro giornate e in questi casi la concentrazione e la determinazione saranno fondamentali per recuperare posizioni in classifica. 
Agnelli,  dopo la gara di Aprilia,  ha detto di crederci ancora e di non aver voglia di mollare;  questa sua dichiarazione è una sicurezza per la piazza che può crederci perché il capitano,  nello spogliatoio e sul rettangolo verde, non si risparmierà guidando la sua squadra e motivando, qualora fosse necessario,  qualche compagno che abbia perso la speranza. 
Alla squadra non si può rimproverare niente in termini di impegno,  ma in certi momenti bisogna saper dare qualcosa in più.
Tutti sperano nella rimonta,  tutti sognano di vedere 11 Agnelli in campo perché crederci è fondamentale e il capitano ci crede da quell'estate del 2012.

Alberto Mangano

martedì 24 marzo 2015

Crederci non costa niente!


Le prossime quattro gare sono quelle che possono mandarti in cielo o farti perdere definitivamente ogni eventuale velleità: le partite con Juve Stabia, Matera, Casertana e Lecce furono quelle che all'andata proiettarono il Foggia verso le alte sfere e che diedero quella consapevolezza nei propri mezzi che sembrava dovesse spingere automaticamente i rossoneri verso i play off.
Oggi queste gare possono essere fondamentali se si vuole alimentare quella fiammella chiamata speranza, ma è indubbio che, considerati i distacchi, dovrebbero concludersi con 4 vittorie e che,  considerando l'importanza degli scontri diretti, attribuirebbero per ciascuna partita tre punti che risulterebbero doppi.
Per tentare questa strada, sicuramente più tortuosa ripetto a quanto immaginato solo qualche settimana fa, bisogna accantonare per un po' ogni polemica, ogni frase detta e male interpretata e cercare di fare corpo unico contro un destino avverso che sta compromettendo tutto.
Il Foggia grande con le grandi e piccole con le piccole? Probabilmente sì ed allora proprio per questo bisogna credere in questi quattro spareggi con la giusta calma, con la doverosa umiltà, ma con la determinazione di chi non vuol lasciar niente di intentato.
....crederci non costa niente!

Alberto Mangano

domenica 22 marzo 2015

Pensavamo ad un'altra primavera

IEMMELLO RIMEDIA IN PIENO RECUPERO

Pensavamo che in primavera avremmo ingranato la marcia giusta ed invece, nella prima domenica della bella stagione, accusiamo un mezzo passo falso.
Sicuramente poteva andare peggio e nel finale si riesce per lo meno a salvare la faccia contro una Lupa Roma abbastanza rinunciataria e tra l'altro per mezzo incontro con un uomo in meno.
C'è da premettere che il Foggia, qualunque fosse stato oggi il risultato, continua a vivere da qualche partita una fase di appannamento che vanifica anche la buona volontá e la determinazione. Probabilmente il punto di oggi servirà a poco ai fini della classifica finale e sicuramente c'è il rammarico di aver mollato nella fase calda della stagione, quando i punti servono anche per darti la giusta carica domenica dopo domenica.
La squadra ha il migiore attacco del campionato, eppure, per il possesso di palla e per i numerosi corner che riesce a conquistare, dovrebbe almeno avere una decina di gol in più nel carniere.
Evidentemente questo Foggia manca della giusta mentalitá vincente, di quella scaltrezza, non certo della maturitá, per essere più concreto e meno fumoso.
Oggi, come spesso successo nel recente passato, il Foggia è mancato in alcuni suoi uomini chiave e forse proprio la alternante continuità di questi ultimi si sta ripercuotendo su prestazioni e risultati.
Andremo comunque ad affrontare le prossime 4 gare con caparbietà e determinazione, orientati sicuramente a non mollare niente e, se dovesse anche esserci una possibilità su 1000 di potercela fare, siamo certi che questi ragazzi ci proveranno senza lasciare nulla di intentato.
In ogni caso è stata una stagione esaltante, ma ci sono le basi per creare un ciclo che nel breve/medio termine potrá portare a qualcosa di importante.

Alberto Mangano

martedì 17 marzo 2015

A che serve guardare indietro?


Alla fine contano solo i tre punti e non ha importanza il modo con il quale sono arrivati, non interessa se di fronte c'era il Messina o chiunque altro, non conta se il Foggia abbia giocato bene o male, ma a questo punto del campionato la vittoria è fondamentale; basta infatti confrontarsi con le squadre sulle quali bisogna recuperare, per accorgersi che i rossoneri, in una giornata, rimontano su Casertana e Lecce, pur rimanendo a 6 punti dal terzo o quarto posto.
Il quarto posto, per come stanno ora le cose, dovrebbe scattare proprio nel girone C, mentre sembra fortemente a rischio nel girone B.
Ovviamente, volendo, si può guardare indietro, si può recriminare per i punti persi scioccamente, ma a chi gioverebbe? A fine campionato si proverá a fare una analisi precisa, mentre adesso bisogna guardare avanti cercando di recuperare quello che si è perso, per cercare di colmare quel distacco che è ampio, ma non impossibile da annullare, grazie ai quattro scontri diretti nei quali il Foggia è chiamato a fare il massimo per cercare di portare a casa l'intera posta.
Quindi concentrazione al massimo per la gara di Roma e per quella successiva contro la Juve Stabia, prima sfida contro una concorrente: il bottino pieno potrebbe significare tornare ad essere protagonisti nella corsa verso i play off.

Alberto Mangano

domenica 15 marzo 2015

Una vittoria che onora quelle lacrime!


Una partita che riporta un po' di serenitá e di fiducia nell'ambiente e che proietta il Foggia verso un futuro che possa riportare quella convinzione nei propri mezzi, convinzione sicuramente necessaria nelle prossime otto gare.
La squadra ha saputo finalizzare l'enorme mole di gioco e l'asfissiante possesso di palla con due gol, uno per tempo, di Sarno, il calciatore rossonero probabilmente più in palla oggi.
Il Messina è sembrato poca cosa, forse per le numerose assenze nelle sue fila, ma anche perchè ha avuto di fronte una squadra che non gli ha mai concesso una benchè minima occasione per impensierire Narciso.
La crisi è superata, se è vero che di crisi si trattava? È difficile dirlo, ma sicuramente oggi il Foggia è tornato ai suoi standard e ci è tornato con una formazione inedita, a dimostrazione che, secondo il pensiero di De Zerbi, tutti sono titolari e tutti possono restare in tribuna o in panchina, prendendosi questa volta la responsabilitá di esclusioni eccellenti, anche se, a causa del silenzio stampa, non conosciamo il vero motivo di determinate assenze.
Il terzo e il quarto posto sono ancora a sei punti, ma non bisogna dimenticare la possibilitá di poter usufruire di quegli scontri diretti che potrebbero accorciare le distanze; la strada che porta sul podio resta tortuosa, ma non impossibile da percorrere.
Sembra doveroso infine raccontare questa vittoria, come una vittoria dedicata alla famiglia Lo Campo che, in lacrime, ha raccolto l'applauso di uno Zaccheria riconoscente a chi ha contribuito fattivamente alla rinascita del calcio foggiano che sembrava ormai definitivamente scomparso: una bella pagina da raccontare, una pagina bagnata da lacrime vere in un mondo spesso falso e irriconoscente.

Alberto Mangano

giovedì 12 marzo 2015

Con il Messina per ritrovarsi!


In casa Foggia si guarda avanti e la squadra è chiamata, sin dal primo pomeriggio, a riprendere la preparazione,  cercando di comprendere gli errori commessi nelle due ultime gare e per ritrovare il sorriso sulle labbra dei tifosi ovviamente delusi.
Le due ultime trasferte hanno allontanato in modo preoccupante i play off, ma soprattutto hanno evidenziato una assoluta perdita di identità della squadra,  apparsa lontana parente di quel Foggia ammirato da tutti e che non era mai stato messo sotto da nessuna squadra; in quattro giorni, con squadre tutt'altro che trascendentali, è sembrato di vivere un brutto sogno con un risveglio, a guardare la classifica,  maledettamente vero.
L'unica certezza è la caparbietà del mister che non si dà mai per vinto e che non lascerà nulla di intentato per riprendere quel cammino così bruscamente interrotto. 
Riuscirà Roberto De Zerbi a trasferire la sua arcinota mentalità vincente ai suoi uomini in questi 2-3 giorni?
Al Messina domenica l'ardua risposta! 

Alberto Mangano

mercoledì 11 marzo 2015

Lo Campo, gente per bene!


Le ultime 24 ore sono state sicuramente movimentate per chi segue da vicino le sorti del Foggia: oltre alla delusione per la sconfitta di Catanzaro che di fatto può concludere il campionato del Foggia, la notizia più importante dell'ultima ora è il nuovo assetto societario che, invece di prevedere un allargamento della compagine,ha determinato l'abbandono di coloro che hanno portato la carretta per quasi tre anni.
Il riferimento va ovviamente a Franco e a Giuseppe Lo Campo che torneranno a seguire il Foggia da tifosi e non più con l'assillo di una incombenza che per loro cominciava a diventare abbastanza pesante; tanti sono stati i sacrifici che questa famiglia ha dovuto sopportare per non far chiudere il sipario su un palcoscenico importante come quello dello Zaccheria.
Come tutti i tifosi resterò per sempre grato a questa gente che ha operato per il nostro divertimento con passione e pieno coinvolgimento, muovendosi tra la diffidenza iniziale e i successi che hanno riportato la squadra là dove si era interrotta una storia che durava da oltre 90 anni.
Mi permetto di scrivere queste poche parole con un minimo di commozione per le giornate trascorse con entrambi in un confronto alla pari tra persone per bene: non potrò mai dimenticare le giornate trascorse con Franco nel luglio del 2013 per riuscire a recuperare i soldi per la fidejussione in un'altalena di emozioni che andavano dalla fiducia alla rassegnazione, ma che poi sfociarono in un abbraccio che conserverò per sempre tra i miei ricordi più cari.
Sarà difficile dimenticare le tante trasmissioni televisive vissute con Giuseppe, ed in particolare una nella quale arrivammo quasi alle mani con chi metteva in discussione l'onestà e la passione di questa famiglia nel gestire la società rossonera.
Ora, come successo in passato, resteremo tutti in attesa dei nuovi soci con la speranza di verificare la bontá delle affermazioni di Fabio Verile.
Una cosa però è certa: in un calcio dove chi abbandona lo fa in malo modo lasciando in difficoltá le società, questa gente va via con la coscienza a posto, va via a testa alta sapendo di poter dimostrare di aver ben operato per il bene di quel giocattolo che ci fa soffrire, gioire ed essere orgogliosi di essere nati foggiani.
Grazie ancora!

Alberto Mangano

Grazie lo stesso!


Termina in Calabria il sogno Rossonero e termina nel peggiore dei modi, termina a capo chino nei confronti di un avversario che dimostra di aver studiato l'avversario e di aver saputo fermare sul nascere ogni velleitá rossonera.
Tutti aspettavano la reazione degli uomini di De Zerbi dopo la disfatta di Torre Annunziata, ma la squadra che è scesa in campo lo ha fatto senza idee e quasi senza motivazioni, affidandosi solo al possesso di palla ma senza mai riuscire a verticalizzare per tentare di concludere: non a caso l'unica vera occasione da rete è giunta su corner con la palla che ha colpito il legno, l'ennesimo di questa stagione ma che comunque non allevia la figuraccia dei rossoneri.
Magari due indizi non fanno una prova, ma le ultime due gare del Foggia hanno evidenziato un calo di concentrazione ed una confusione di idee che stride enormemente con quanto visto sino a Salerno, ma anche in casa con l'Ischia.
La societá aveva chiamato il tecnico per una salvezza tranquilla ed averla conquistata giá nel girone di andata, è un grande merito di questi ragazzi che, per sacrificio e per attaccamento, meriterebbero tutti la riconferma, magari alzando, giá dall'inizio della prossima stagione, quell'asticella che guida verso traguardi più ambiziosi.
Resta un grande rammarico perchè squadra, tecnico, tifosi e societá, dopo quel girone di andata, si erano legittimamente illusi che qualcosa di grande potesse arrivare, ma la discontinuitá del 2015 indica chiaramente che per puntare verso posizioni di classifica più prestigiose, è necessario qualcosa in più, magari non in termini di uomini, ma sicuramente mettendo in campo più determinazione soprattutto in quelle gare che sembrano più abbordabili.
Ora il Foggia, con la nuova societá e con diversi mesi d'anticipo rispetto alla stagione 2015/16, può fare una buona programmazione, cercando di bloccare quegli elementi che ritiene indispensabili e al tempo stesso riuscendo ad individuare quelli che potrebbero inserirsi in un meccanismo giá collaudato per far fare quel salto di qualitá che serve per conquistare i punti sul campo: ovviamente il tutto con mister De Zerbi ancora al timone.
In ogni caso grazie ragazzi per le emozioni che ci avete regalato quest'anno!

Alberto Mangano

martedì 10 marzo 2015

Nasce un progetto ambizioso!


Quando c'é un cambio in una societá, soprattutto se si tratta di societá di calcio, c'è sempre molto entusiasmo perché sicuramente nuove forze economiche ed imprenditoriali possono solo far bene ad un progetto ambizioso, anche perché pilotato da un presidente come Fabio Verile che ha dimostrato di saper guidare e gestire i cambiamenti.
Nel caso del Foggia c'è sicuramente però il rammarico per la fuoriuscita di gente come i Lo Campo perchè artefici, con i dirigenti che nei mesi scorsi hanno lasciato anch'essi il timone, di un miracolo che a luglio del 2012 sembrava nemmeno pensabile.
Un triennio, il loro, fatto soprattutto di sacrifici e successi, e che hanno saputo consegnare ai soci che verranno una societá vincente in una piazza comunque soddisfatta.
Il nuovo miracolo ora ruota intorno alla figura di un presidente come Fabio Verile che in pochi mesi è riuscito a catalizzare l'interesse di imprenditori sembrerebbe non foggiani, ma che comunque hanno seguito le vicende della squadra e hanno riposto fiducia in una societá come il Foggia che, grazie a questa operazione, potrebbe solo scalare verso posizioni piú vicine al suo blasone.
Grazie Verile per questa operazione, ma grazie anche a chi ha fatto sì, con i propri sacrifici,  che a Foggia si possa ancora soffrire, gioire e palpitare per una squadra con le maglie rossonere.

Alberto Mangano

domenica 8 marzo 2015

Perchè sto dalla parte di De Zerbi!


Ci sono dei momenti in cui è necessario spogliarsi delle vesti di giornalista e di opinionista e tornare ad indossare quelle di tifoso, quelle di chi quindi ha seguito il Foggia con Milan e Juventus in A e con il S.Antonio Abate e il Gladiator in D.
In questi anni ho imparato a essere critico e qualche volta propositivo, ma ho cercato di non farmi mai condizionare dal risultato singolo e dagli episodi, ma di sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno quando le cose andavano male e di stemperare gli entusiasmi quando si tornava a casa con un una vittoria convincente.
Oggi ho deciso di stare dalla parte di De Zerbi perchè è una persona seria che non si affida alle classiche parole che si pronunciano spesso nel calcio, ma che dice le cose così come vanno dette, come di solito fa una persona che ha una sola grande qualitá, è una persona vera.

Sto dalla parte di De Zerbi perchè è un vincente, uno che non si accontenta, uno che pur avendo esaurito il compito affidatogli ad inizio di stagione, ha voluto alzare l'asticella dichiarando le proprie ambizioni pur sapendo che un eventuale fallimento avrebbe rimesso in discussione il suo compitino svolto con buoni voti.

Sto dalla parte di De Zerbi perchè dopo la brutta prestazione di Torre Annunziata, non fa riferimento alle occasioni nitide che avrebbero consentito alla sua squadra di pareggiare, senza rubare niente, ma chiede scusa a tutti e si prende da solo l'intera responsabilità.

Sto dalla parte di De Zerbi perchè lui è uno che compie le imprese impossibili, così come da giocatore il 6 aprile del 2004, con una societá fallita, senza soldi nemmeno per disputare la parita allo Zaccheria, regalò con la sua doppietta un 3-0 contro il Giulianova sicuramente inaspettato.
Sto dalla parte di De Zerbi perchè ha saputo continuare il buon lavoro di mister Padalino, sempre amato da queste parti, e lo ha fatto, come disse alla sua presentazione, mettendosi l'elmetto e combattendo contro la diffidenza e le critiche gratuite.

Sto dalla parte di De Zerbi perchè sono certo che quell'elmetto non se lo toglierá nelle rimanenti gare e che continuerá a crederci e a farci credere sino all'ultima gara, con lo stesso vigore che mise in campo quel giorno contro il Giulianova.

Sto infine dalla parte di De Zerbi perchè prima o poi un po' di sano "culo" toccherà anche a lui, considerando che se almeno la metá dei pali colpiti quest'anno fossero entrati, oggi staremmo a parlare d'altro.

E allora mister, voltiamo pagina e andiamo avanti!

Alberto Mangano

sabato 7 marzo 2015

Il Foggia condannato dalle "piccole"

...SE FOSSE ENTRATA QUELLA PALLA DI D'ALLOCCO SULLA TRAVERSA

Si doveva vincere e si è perso: questa l'amara veritá che emerge dalla gara di Torre Annunziata. Ci possono essere mille attenuanti, altrettante recriminazioni ma il Foggia, anche oggi, è caduto nella tana di una piccola, dimostrando di essere lontano parente di quel Foggia di Salerno e di quello capace dei 6 gol all'Ischia.
La continuità è una caratteristica che non alberga piú da queste parti ed ovviamente la classifica si allunga. Quest'oggi, nonostante il palo di D'Allocco al primo minuto, nel primo tempo si è vista una squadra disordinata, poco capace nel solito fraseggio e che si affidava spesso ai lanci lunghi, spesso preda dei difensori campani; probabilmente la grande densitá a centrocampo predisposta da Papagni ha imbrigliato la consueta manovra rossonera; nel secondo tempo, trovato il vantaggio, il Savoia si è difeso con ordine mentre il Foggia sembrava ansioso e poco lucido, pur potendo vantare limpide occasioni nel finale che, con un po' di fortuna, avrebbero potuto regalare almeno un pareggio. 
Troppo poco per una squadra comdannata a vincere e che gioca sempre per vincere.
I punti persi, per fortuna o sfortuna, meritati o non meritati, non tornano piú ed ora la strada si complica notevolmente.
Mollare adesso? Magari no, bisogna ritrovare una forza di reazione ma una squadra che perde a Martina, a Melfi e a Torre Annunziata evidentemente ha ancora qualche problema da risolvere a sole 10 partite dalla fine.

Alberto Mangano

venerdì 6 marzo 2015

Una partita alla volta


QUINTO SICURAMENTE IN CAMPO CONTRO IL SAVOIA

Si guarda il calendario con curiositá e spesso facendo calcoli, previsioni e tabelle. Il campionato però si vince mantenendo i nervi saldi soprattutto in questa fase che è molto delicata e che prepara per lo sprint finale.
Il Foggia giocherá tre partite in una settimana di cui due in trasferta con relativi problemi legati agli spostamenti e quindi sottraendo tempo alla preparazione di ciascuna gara; bisogna peró considerare che il Foggia, anche portando i 9 punti a casa, non avrá esaurito il suo compito, così come se, malauguratamente una partita non andasse nel verso giusto, non vedrebbe svanire tutto: ne deriva quindi che le partite vanno affrontate una alla volta, magari scrutando anche cosa fanno gli avversari, ma con la consapevolezza che in 11 partite può succedere ancora di tutto.
Pensiamo quindi alla prima sfida, quella di Torre Annunziata, quella contro una squadra che, a dispetto dei problemi societari, non lascerá nullo di intentato per provare a salvarsi; sará, pertanto, una partita vera dove il Foggia deve fare il Foggia, deve pensare e giocare da grande squadra con il rispetto dell'avversario ma con la comsapevolezza di avere le carte in regola per portare a casa l'intera posta.
Non ci sará capitan Agnelli, ma al tempo stesso tornerá Quinto che ancora una volta sembra insostituibile in questa squadra; il mister sa di poter contare su una rosa abbastanza competitiva e che quindi può sopperire in qualsiasi evenienza a qualche assenza che potrebbe evidenziarsi nelle prossime gare;a Torre Annunziata l'importante sará sempre guidare la partita con la bontá del proprio gioco al di lá delle individualitá, e con il gioco, unito ad una sempre piú evidente maturitá, il risultato non potrá sfuggire.

Alberto Mangano

mercoledì 4 marzo 2015

Per i play off ci scontreremo con tutti!

AGNELLI SALTERÀ PER SQUALIFICA LA GARA CONTRO IL SAVOIA


La gara di Torre Annunziata giunge dopo due gare straordinarie, con Salernitana ed Ischia, che hanno consacrato il Foggia come rivelazione di questo girone, ma forse dell'intera Lrga Pro, soprattutto per quel che riguarda il modo di affrontare tutti gli avversari con metodiche di gioco che difficilmente si vedono su questi campi.
Eppure, a dispetto dei complimenti alla squadra da parte di tifosi ed avversari, forse per errori pagati a carissimo prezzo, il Foggia non occupa in classifica il posto che avrebbe meritato per quello che si è sempre visto sul terreno di gioco.
Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno, il Foggia ha sí tanti concorrenti per i play off, ma ha anche il vantaggio di doverli affrontare tutti, in quelle gare dove la posta in gioco risulta doppia; e poco importa se le gare si svolgeranno in casa o lontano dalle mura amiche, perchè la squadra ha sempre dimostrato di saper giocare bene in entrambi le situazioni.
Come dice il mister bisogna affrontare le gare una alla volta senza fare schemi e tabelle, andando quindi a Torre Annunziata con la stessa determinazione di sempre per riuscire a portare a casa l'intera posta in gioco pur senza il suo condottiero di sempre, quel Christian Agnelli che ormai, con il suo rendimento standard, sta diventando l'artefice e il protagonista principale di tutti quei successi che si stanno succedendo dal 2012 in poi.
Quindi un passo alla volta con la consapevolezza che la strada è ripida ma non impossibile.

Alberto Mangano

lunedì 2 marzo 2015

Gli alti e bassi del tifoso!


Il calcio è un po' come la vita, paragonabile ad una ruota che un giorno ti consente di godere dei tuoi successi, ed un altro ti sbatte in faccia delusioni ed umiliazioni imbarazzanti.
Succede così che dei tifosi che seguono l'Ischia in giro per i campi della Lega Pro, quegli stessi che seguivano meno di due anni fa la propria squadra che stravinceva il proprio girone in serie D, a metá secondo tempo o qualche minuto dopo, rimettano a posto bandiere, striscioni e la propria voglia di incoraggiare la propria squadra e decidano di abbandonare lo Zaccheria dove i loro beniamini sono ormai alla deriva davanti ai colpi impietosi della squadra rossonera.
In quel momento ho provato un po' di tristezza vedendo quei tifosi andar via, pur stando dalla parte di chi in quel momento stava godendo, perché ho ripensato a quante volte è successo anche a noi di subìre umiliazioni e sconfitte difficili da digerire, pensavo ai tanti play off persi, ai play out che sancivano la nostra continua discesa, ai numerosi fallimenti delle varie società.
In questo calcio ormai il patrimonio dei clubs sono i tifosi, quelli che a dispetto delle partite visibili gratuitamente e comodamente a casa, sfidano le intemperie per essere di supporto alla propria squadra: vederli andar via prima della fine, indipendentemente dal colore e dall'appartenenza, è una sconfitta per tutti, perchè non riguarda solo il risultato sportivo.
Resto un tifoso del Foggia, continuo a palpitare per la mia squadra, ma da oggi seguirò con affetto anche l'Ischia augurandomi che possa completare il suo campionato con il raggiungimento della salvezza.
La vita, l'ho detto prima, è una ruota, alle volte si gode e alle volte si soffre, e proprio pochi anni or sono, proprio in quel settore abbandonato ieri dai tifosi isolani, vedemmo sventolare le bandiere rossonere, ma che purtroppo non erano le nostre ma quelle della Nocerina che andava in serie B...la delusione alla fine non risparmia nessuno.
Ad maiora.

Alberto Mangano

domenica 1 marzo 2015

Ed ora...AVANTI SAVOIA!

CAVALLARO, UNO DEI PROTAGONISTI DELLA GARA CON L'ISCHIA

De Zerbi l'aveva detto alla vigilia: "Non esiste un altro risultato, contro l'Ischia bisogna vincere!"; nessuno puó affermare che i suoi uomini non lo abbiano accontentato, perché uscire dallo Zaccheria con un 6-0 che non lascia dubbi, era forse anche inimmaginabile prima del fischio di inizio.
Il Foggia infatti perde solo la prima mezz'ora nel prendere in mano le redini della partita, ma poi riesce a dominare un avversario che nella ripresa apparirá in forte difficoltà.
Tanti applausi, grande soddisfazione per il roboante risultato, per l'attacco piú prolifico di tutto il girone, per i tre attaccanti che vanno in gol tutti nella stessa gara ma, ad undici gare dalla fine della stagione regolare, non c'é tempo per stappare bottiglie anche perchè incombe la gara di Torre Annunziata contro quel Savoia che ha saputo mettere in seria difficoltá la Salernitana, a dispetto della enorme differenza in classifica tra le due compagini.
La strada è ancora in salita ed i risultati delle squadre concorrenti non ci favorisce, se é vero che a fine giornata il Foggia riesce a recuperare solo rispetto al Lecce che rimedia una sconfitta sul campo della Casertana.
Dispiace che una squadra come il Foggia, per il gioco brillante che mette in campo, non riesca a capitalizzare in classifica i complimenti che riesce a guadagnarsi ad ogni fine gara; De Zerbi continua a dire che il risultato, secondo il suo modo di vedere il calcio, non puó prescindere dal gioco e quindi, anche considerando le ultime due gare, se i ragazzi hanno imparato a finalizzare l'enorme mole di gioco, forse nelle ultime gare il Foggia riuscirá a portare piú punti nel proprio carniere.
Speriamo che sia veramente cosí, perché una squadra come questa non puó non far parte delle otto squadre che si giocheranno un posto nella serie B.
....e allora AVANTI SAVOIA!!!!

Alberto Mangano