Il calcio è un po' come la vita, paragonabile ad una ruota che un giorno ti consente di godere dei tuoi successi, ed un altro ti sbatte in faccia delusioni ed umiliazioni imbarazzanti.
Succede così che dei tifosi che seguono l'Ischia in giro per i campi della Lega Pro, quegli stessi che seguivano meno di due anni fa la propria squadra che stravinceva il proprio girone in serie D, a metá secondo tempo o qualche minuto dopo, rimettano a posto bandiere, striscioni e la propria voglia di incoraggiare la propria squadra e decidano di abbandonare lo Zaccheria dove i loro beniamini sono ormai alla deriva davanti ai colpi impietosi della squadra rossonera.
In quel momento ho provato un po' di tristezza vedendo quei tifosi andar via, pur stando dalla parte di chi in quel momento stava godendo, perché ho ripensato a quante volte è successo anche a noi di subìre umiliazioni e sconfitte difficili da digerire, pensavo ai tanti play off persi, ai play out che sancivano la nostra continua discesa, ai numerosi fallimenti delle varie società.
In questo calcio ormai il patrimonio dei clubs sono i tifosi, quelli che a dispetto delle partite visibili gratuitamente e comodamente a casa, sfidano le intemperie per essere di supporto alla propria squadra: vederli andar via prima della fine, indipendentemente dal colore e dall'appartenenza, è una sconfitta per tutti, perchè non riguarda solo il risultato sportivo.
Resto un tifoso del Foggia, continuo a palpitare per la mia squadra, ma da oggi seguirò con affetto anche l'Ischia augurandomi che possa completare il suo campionato con il raggiungimento della salvezza.
La vita, l'ho detto prima, è una ruota, alle volte si gode e alle volte si soffre, e proprio pochi anni or sono, proprio in quel settore abbandonato ieri dai tifosi isolani, vedemmo sventolare le bandiere rossonere, ma che purtroppo non erano le nostre ma quelle della Nocerina che andava in serie B...la delusione alla fine non risparmia nessuno.
Ad maiora.
Alberto Mangano

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