mercoledì 29 ottobre 2014

Questo Foggia merita piú spettatori!


Negli ultimi anni si é discusso molto sulla capienza dello Zaccheria, sulle eventuali inadempienze del comune e finalmente contro il Catanzaro lo stadio rossonero é stato dichiarato adeguato per accogliere 5000 spettatori, un numero sicuramente ancora imbarazzante se confrontato ai 25000 foggiani che seguivano la squadra in serie A.
Certo i tempi sono cambiati, le regole pure ed anche le 15000 anime del Foggia di C2, quello di Marino e di De Zerbi in campo, sembrano oggi un miraggio. Purtroppo anche la capienza di 7500, quella del ritorno di Zeman, sembra ancora lontana ma di fatto sembra che il problema non sia legato alle autorizzazioni varie.
Di fatto a Foggia, dopo esser praticamente spariti e rinati, dopo un ottimo campionato tra i dilettanti, una promozaione che, anche se a tavolino, ha creato un certo entusiasmo, dopo un campionato disputato alla grande e che ha dato la possibilitá di partecipazione al campionato di Lega Pro unica, dopo un inizio di stagione 2014/15 incoraggiante e ben promettente, ebbene contro il blasonato Catanzaro, oltre ai miseri 1000 abbonati, staccano il biglietto circa 2000 spettatori.
Se per gli abbonati puó valere l'alibi del campionato "spezzatino" con gare anche in giorni feriali, per una partita di cartello disputata regolarmente di domenica, non esistono attenuanti.
É difficile dare spiegazioni a questo crollo di presenze allo Zaccheria, ma é ovvio che con questi numeri il campionato rossonero sta andando oltre le piú rosee aspettative e non possiamo sapere sino a quando sará possibile sperare nei sacrifici della societá per uno spettacolo che alla fine interessa poca gente.

Alberto Mangano

martedì 28 ottobre 2014

La crescita del gruppo e dei singoli!


Dopo 10 giornate il Foggia si trova praticamente a metá classifica con un buon margine sulle inseguitrici ma, al tempo stesso, leggermente in ritardo rispetto alle prime; di certo alla squadra rossonera mancano il punto di squalifica e forse almeno i due punti di Cosenza, buttati al vento superficialmente ed in modo rocambolesco: quindi sicuramente tre punti erano alla portata ma non vengono purtroppo conteggiati nella graduatoria.
La squadra, per quello che ha fatto vedere in casa contro il Catanzaro, sta perfezionando il suo percorso di crescita che mister De Zerbi sta curando nei minimi particolari giorno dopo giorno, domenica dopo domenica: la squadra indubbiamente ha una sua identitá e cerca di affrontare con la fronte alta qualsiasi avversario con la consapevolezza di avere i numeri per poter dire la propria in questa stagione.
Un altro elemento da valutare positivamente é la crescita progressiva dei singoli componenti la rosa, per cui se sino a qualche giornata fa, si parlava di panchina corta e di una buona squadra ma senza rincalzi, dopo la prestazione di Leonetti ad Ischia, quella di Bollino contro il Savoia, quella di Sarno domenica scorsa, le prestazioni sempre piú convincenti di Sicurella, l'adattamento brillante di Loiacono sulla destra al posto di Bencivenga, e allora si puó tranquillamente affermare che il Foggia puó essere in grado di attutire gli effetti di squalifiche ed infortuni senza doverci rimettere eccessivamente sul piano del gioco e su quello del conseguente risultato.
Tanto di cappello quindi a De Zerbi per essere riuscito a guidare il gruppo verso una giusta maturitá, cercando sempre piú di raccogliere i frutti di questo suo ottimo lavoro.

Alberto Mangano

domenica 26 ottobre 2014

Foggia Catanzaro 1-1


É un Foggia volenteroso e determinato quello che inanella il sesto risultato utile consecutivo contro una grande squadra, ben messa in campo e con delle buone individualitá. Il Catanzaro era riuscito a mantenere il risultato per gran parte della gara e forse, pur senza poter vantare grandi occasioni, avrebbe potuto chiudere la gara ma non aveva fatto i conti con i rossoneri che sono riusciti a crederci sino alla fine e che in fondo possono recriminare per una vittoria che non avrebbe fatto gridare allo scandalo.
Diciamo che il Catanzaro nel secondo tempo ha pensato a gestire il risultato, chiudendosi ordinatamente e lasciando l'iniziativa ai padroni di casa che hanno avuto alcune ghiotte occasioni per andare in porta.
A vincere é stato lo spettacolo tra due sicure protagoniste di questo campionato che non hanno avuto paura di affrontarsi a viso aperto.
Nel Foggia buona la prova di un Sarno che sta certamente crescendo e di una difesa sempre attenta a chiudere le ripartenze calabresi; poi, se al centro dell'attacco foggiano c'é un signore di nome Iemmello che riesce sempre a mettere la firma tra i marcatori, allora il risultato e la crescita della squadra sono una logica conseguenza.
C'é ancora da registrare quindi un passo in avanti nel processo di apprendimento degli schemi di De Zerbi da parte dei suoi uomini e questo, al di lá del risultato finale, é un dato di fatto che fa ben sperare dopo giá dieci giornate nelle quali il Foggia ha raccolto una sola sconfitta, a Benevento, in modo sicuramente rocambolesco.
La mano del tecnico si vede e la forza del gruppo pure: con queste due componenti si potrá solo crescere e ci saranno da raccogliere ancora parecchie soddisfazioni e conseguenti risultati nelle prossime gare.

Alberto Mangano

lunedì 20 ottobre 2014

Continuiamo cosí!

IL GOL DI IEMMELLO AL SAVOIA   (foto di A. Forcelli)

É stata una giornata che ha dato la possibilitá al Foggia di piazzarsi praticamente al centro classifica con una maggiore vicinanza ai quartieri alti della graduatoria rispetto alla distanza dalle posizioni piú pericolose; di fatto in questo momento le aspettative della societá sono ampiamente soddisfatte ma, se dovessimo considerare il punto di penalizzazione e quei famosi 3-4 punti lasciati per strada un po' per sfortuna ed un po' per ingenuitá, forse possiamo affermare che questo gruppo sta andando oltre quelle che sono le piú logiche aspettative.
La squadra sta maturando, sta assimilando gli schemi di gioco ma sta soprattutto cominciando a credere seriamente nelle proprie possibilitá; tra l'altro, se all'inizio si contestava a questo gruppo di non avere adeguati rinforzi e di dover quindi affidarsi sempre ai soliti uomini, con le prestazioni di Leonetti ad Ischia e di Bollino contro il Savoia, si puó anche stare piú tranquilli in caso di mancanza di qualche titolare.
Il bello viene adesso perché, in questo campionato dove le squadre si affidano piú alle individualitá che al gioco, in questa competizione dove esiste un livellamento verso il basso e dove nessuna squadra ha mostrato di avere veramente qualcosa in piú delle altre, basta non perdere la testa e continuare questo percorso di crescita che potrebbe portarci, alla fine, a toglierci qualche soddisfazione in piú rispetto a quelle previste alla vigilia del campionato.

Alberto Mangano

sabato 18 ottobre 2014

Foggia Savoia 1-0


Il Foggia vince e allunga anche sul Savoia, dando alla sua classifica una fisionomia certamente rassicurante. De Zerbi imposta la partita per aggredire gli avversari lasciando in panchina D'Allocco che forse tutti si aspettavano e affidandosi a Bollino, calciatore con caratteristiche sicuramente piú offensive.Il risultato e il gioco gli danno ragione e i tre punti vengono incamerati per la seconda volta consecutivamente.
La squadra cresce anche mentalmente, pian piano sta assimilando gli schemi del tecnico e sta guadagnando in sicurezza sopratutto nel reparto difensivo dove un giá conosciuto Gigliotti comincia ad essere affiancato da un rassicurante Potenza.
Contro il Savoia si é visto un gioco che si é sviluppato soprattutto sulle fasce dove Bencivenga e Agostinone hanno eseguito alla lettera i suggerimenti del tecnico.
Non era facile giocare contro una squadra attendista come il Savoia del primo tempo, squadra che aspettava solo di poter ripartire in contropiede e che alzava il baricentro solo nella seconda frazione con l'ingresso di un buon attaccante come Di Piazza.
A voler comunque trovare il classico pelo nell'uovo, c'é da rimarcare il fatto che una squadra come il Foggia, che ha avuto diverse palle per raddoppiare, non puó concedere agli avversari al 95' la possibilitá di arrivare sino in porta e di poter reclamare per un calcio di rigore non concesso; indipendentemente se la scelta dell'arbitro sia stata piú o meno infelice, con un solo gol di vantaggio una occasione del genere non si puó concedere.
Comunque questa partita, giunta a quasi metá del girone di andata, puó rappresentare una pietra miliare nel percorso del Foggia in questo campionato e, senza voler illudere nessuno, potrebbe far pensare a nuovi traguardi e a nuove soddisfazioni.

Alberto Mangano

giovedì 16 ottobre 2014

E se si vincessero le prossime due?



Ci sono stati tati che hanno detto che forse la svolta del Foggia é avvenuta a Lamezia, altri che hanno indicato la gara con la Salernitana quella fondamentale per il cambio di rotta, altri ancora che hanno ritenuto che il primo successo in trasferta possa aver rappresentato l'inizio di una nuova fase.
In tutta serenitá si puó affermare che il Foggia, considerati i punti persi per strada, puó ritenersi soddisfatto per l'attuale classifica che, se confermata sino all'ultima giornata, farebbe centrare in pieno gli obiettivi dichiarati dalla societá ad inizio stagione.
Quindi, considerato il doppio impegno casalingo con due compagini non irresistibili, forse la svolta potrebbe non essere ancora arrivata: se il Foggia, e ció è nelle sue possibilitá, dovesse far suoi i 6 punti, allora si posizionerebbe in classifica al di sopra di quelle che erano le previsioni; questo evento si potrebbe leggere in due modi diversi e cioé si potrebbe metter fieno in cascina per i periodi di magra, ma potrebbe anche produrre certi piacevoli pruriti e scatenare razionali e legittime fantasie.
Questa squadra, in questa piazza, non puó giocare per non tentare di vincere e De Zerbi lo sa benissimo, per cui sin tanto che si é in ballo, si continui a ballare.

Alberto Mangano

lunedì 13 ottobre 2014

Ad Ischia forse la svolta!


Che il Foggia giocasse bene lo si era intravisto da tempo, che in piú di una occasione fosse stato sfortunato lo si era evidenziato dall'inizio, ma in tanti avevano anche detto che il limite della squadra era la poca maturitá e la mancanza di cinismo soprattutto in avanti.
La partita di sabato, al di lá del risultato e dell'avversario, ha dato i primi segnali di una importante svolta in termini sia di maturitá, ma anche di concretezza.
Il Foggia di Ischia ha saputo contenere gli avversari, ha stabilito quando fosse il momento di accelerare i ritmi, ma sopratutto ha saputo portare a casa il risultato sapendo realizzare sia su azione che su palla inattiva.
Forse l'unica nota stonata potrebbe essere rappresentata dal fatto che nel finale, a risultato praticamente raggiunto e meritato, concedere un gol che avrebbe potuto aprire la gara poteva rappresentare un'ulteriore sbavatura pagata con un prezzo molto alto.
Peró, cosí come non va comdannata una squadra che gioca bene ma non conclude, allo stesso tempo non bisogna esaltarsi per una vittoria; c'é da sperare che forse si sia fatto un passo avanti che risulterebbe essere ancora piú evidente nelle prossime due gare con Savoia e Catanzaro, entrambe allo Zaccheria, che potrebbero dare la possibilitá di giudizi sempre piú vicini alla realtá e che consentirebbero eventuali correttivi in corso d'opera.

Alberto Mangano

domenica 12 ottobre 2014

Questa volta si va oltre i complimenti!



Un Foggia maturo, cinico e opportunista regala ai propri tifosi la seconda vittoria della stagione, la prima in trasferta, e soprattutto non deve finalmente recriminare su quello che poteva essere e non é stato.
Una gara forse non bella, con un primo tempo avaro di emozioni, che é stata magistralmente condotta dai rossoneri che sono stati bravi a dettare i ritmi, ma sapendo questa volta raccogliere quanto seminato durante il corso dei novanta minuti.
La squadra di casa é stata imbrigliata nel gioco ben organizzato del centrocampo foggiano dove Quinto, sicuramente il migliore in campo, é stato capace di dirigere l'intera squadra e di ben comportarsi sia in fase propositiva che in quella di interdizione.
Come giustamente piú volte sostenuto da mister De Zerbi, una gara non si puó giudicare da una palla che entra o non entra, ma oggi la squadra é sembrata molto piú cinica ed autoritaria del solito, non affidandosi solo alla voglia di far bene ma riuscendo a finalizzare, e non solo in occasione del gol, il grande possesso di palla che spesso era rimasto fine a se stesso.
In questa classifica che si allunga giornata dopo giornata, il Foggia riesce ad allungare rispetto alle inseguitrici e, in attesa del Savoia allo Zaccheria, ció potrebbe rappresentare speriamo una sorta di inversione di tendenza non tanto del gioco, ma della capacitá di tornare a casa non solo con i complimenti per la prestazione.

Alberto Mangano

giovedì 9 ottobre 2014

Le favorite comunque sono lí


É vero che dopo 7 giornate é ancora presto per dare giudizi affrettati, ma é altrettanto vero che man mano che la classifica si allunga, qualche considerazione, almeno sull'inizio del campionato, la si puó iniziare a fare.
Di solito d'estate si sprecano fiumi di inchiostro per pronosticare l'andamento del campionato di alcune squadre e molto spesso si rischia di scivolare sulla classica banana, ma per quel che riguarda il girone C del campionato di Lega Pro si puó vedere che Benevento, Salernitana, Juve Stabia, Catanzaro, Matera e Lecce sono, come previsto, nel primo gruppone e probabilmente mancano all'appello solo Cosenza e Messina che hanno iniziato con il freno a mano tirato.
Il Foggia ha giá incontrato due di queste prime della classe, Benevento e Salernitana, che non hanno entusiasmato ma che hanno portato a casa 4 dei 6 punti a disposizione perché sono squadre esperte e ciniche, squadre che difficilmente mollano l'osso.
Il Foggia con i suoi 7 (8 sul campo) punti si colloca nel secondo troncone che é lontano giá tre punti dal primo ed ora non puó fallire i prossimi due incontri con squadre alla sua portata, cioé Ischia e Savoia , per riuscire ad agganciare il gruppo in volata e crearsi un ampio margine dalle inseguitrici.
Se si maturerá sul rettangolo di gioco e si proverá ad essere piú pragmatici, il bel gioco potrá trasformarsi in modo utilitaristico e l'obiettivo finale non potrá non essere raggiunto.

Alberto Mangano

lunedì 6 ottobre 2014

Bisogna recuperare terreno!


Ormai la partita di sabato contro la Salernitana é andata in archivio con i suoi dubbi, le sue emozioni e i suoi rammarichi, ma il calcio non dá tregua, non dá il tempo di brindare o di leccarsi le ferite perché un'altra gara si avvicina ed un'altra sfida attende i rossoneri di De Zerbi.
A questo punto del campionato é giusto dare uno sguardo alla classifica ed ai prossimi turni per riuscire a programmare la possibilitá di recuperare quei punti persi per strada ingenuamente e per potersi rimettere in carreggiata: guardando la graduatoria, si nota come le squadre si stiano un po' alla volta dividendo in due tronconi, il primo che termina con gli 11 punti del Lecce ed il secondo che inizia con gli 8 punti di Reggina e Barletta; é ovvio che stare nel primo segmento puó essere importante non tanto per inserirsi nella corsa per la promozione, ma soprattutto per mantenersi distaccati dalle posizioni calde.
E proprio in questo momento il Foggia si ritrova con le due gare ad Ischia e in casa con il Savoia, gare alla portata dei rossoneri che questa volta necessariamente devono portare almeno 4 punti per cercare di restare ancorati al primo gruppo di squadre.
Le possibilitá ci sono perché il gruppo di De Zerbi ha dimostrato di volerci credere sino alla fine, di riuscire a restare lucidi e freschi atleticamente sino alla fine, riuscendo a guadagnare i complimenti degli addetti ai lavori.
La squadra deve solo maturare, essera piú cinica sotto porta e riuscire ad imporre sempre il proprio gioco; con la Salernotana si é visto, al di lá del risultato, una squadra sbarazzina e per niente intimorita dall'avversario, cosa che puó far solo bene al gruppo e alla piazza.

Alberto Mangano

domenica 5 ottobre 2014

Un Foggia che ha lottato sino alla fine


Ci sono delle partite che valgono di piú del prezzo del biglietto e Foggia Salernitana é stata una di quelle, giocata a grandi ritmi, senza esitazioni e sicuramente ricca di emozioni.
La gara é stata sicuramente condizionata dai primi cinque minuti, caratterizzati da episodi determinanti come l'errore di Cavallaro ed il gol salernitano che hanno di conseguenza indirizzato l'andamento successivo dell'incontro: il Foggia che si é smarrito solo nei successivi 5-10 minuti quando i granata sembravano poter gestire, con diligenza ed esperienza, un vantaggio inaspettato.
Il merito del Foggia, quello che fa ben sperare per il futuro, é stato il saper crescere durante l'incontro senza timori reverenziali, dimostrando una tenuta atletica di tutto rispetto che ha garantito la giusta luciditá sino al 95'.
Probabilmente qualcosa va ancora rivisto, sicuramente si dovrá prendere una decisione sulla scelta dell'esterno destro alto, scelta che sta condizionando le prestazioni del Foggia in attacco, ma la crescita e la maturitá della squadra nella gara di ieri lasciano ben sperare.
Il gol di Iemmello non é un gol che arriva cosí per caso: il lancio di Agnelli, illuminante e preciso, ed il movimento dell'attaccante rossonero, sono ingranaggi del gioco di De Zerbi che pian piano si stanno regolando e che possono solo regalare altre soddisfazioni al popolo rossonero.
Se Bancivenga al 93' avesse messo la palla in porta, sarebbe venuto giú lo Zaccheria e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo o all'ingiustizia di un risultato finale; questa volta non si puó non essere d'accordo con il tecnico rossonero quando dice che alla sua squadra mancano almeno 4-5 punti, quei punti che l'avrebbero proiettata nei quartieri alti della classifica.
Comunque una squadra che lotta, che ha la luciditá al 90' di preparare e realizzare quella azione che rimedia lo svantaggio, non potrá in futuro continuare a steccare per quel che riguarda il risultato finale: bisogna continuare a crederci, a sperare e a restare tutti uniti.

Alberto Mangano

venerdì 3 ottobre 2014

Una sfida di altri tempi!


Salernitana Foggia é una di quelle gare che si aspetta contando i giorni e le ore, un po' per la rivalitá delle tifoserie, un po' per i numerosi precedenti, ma anche perché rappresenta la sfida tra due compagini che, nella storia del calcio nazionale, hanno scritto pagine importanti e significative.
Entrambe hanno tifoserie calde, appassionate e competenti e danno lustro a questo girone di Lega Pro insieme a corazzate come il Lecce, la Reggina e il Messina.
La partita, aperta al pubblico sul filo di lana, vedrá di fronte due squadre costruite con obiettivi dichiarati completamente diversi, con un Foggia che mira a disputare un campionato tranquillo, a debita distanza dalle zone pericolose della classifica, e con una Salernitana condannata a vincere il campionato per provare da subito a tornare nel calcio che conta.
Queste gare, peró, sono caratterizzate da motivazioni diverse, che vanno oltre gli schemi e gli uomini che si affrontano e possono garantire quello spettacolo che, almeno idealmente, puó ricondurre a sfide di anni indietro.
La squadra di De Zerbi cerca ancora una identitá, produce molto gioco e conseguente possesso di palla, ma, a differenza di quello che aveva lasciato intendere nelle prime partite, risulta alquanto sterile sotto porta, mentre i granata, pur venendo da un deludente 0-0 in casa con il Melfi, hanno giá dimostrato, valutando la classifica, di non voler mollare l'osso e di proporsi prepotentemente all'attenzione degli addetti ai lavori.
Non siamo ad un bivio, siamo solo all'inizio del campionato, eppure questa partita si presenta come una sfida nella quale occorrerá dare quel qualcosa in piú per non deludere i propri sostenitori e riprendersi qualche soddisfazione dopo anni di buio e di oblíi.
Il popolo rossonero chiede ai propri calciatori uno sforzo maggiore, che possano sentire la gara come tutti coloro che affolleranno lo Zaccheria perché, al di lá della classifica e del risultato finale di questo campionato, certe sfide si aspettano da anni e non possono essere sottovalutate: De Zerbi lo sa e stará caricando i suoi perché sabato pomeriggio si possa realizzare un sogno.

Alberto Mangano