lunedì 28 settembre 2015

La flessibilità tattica può diventare un'arma vincente!

BUONA LA PROVA DI COLETTI NELLA SUA NUOVA SISTEMAZIONE IN CAMPO

Il Foggia vince e lo fa con una squadra inedita, cosa che potrebbe far pensare che sinora il problema di una partenza stentata fosse legata ad alcuni uomini ed alla loro sistemazione in campo. In effetti alcune assenze forzate si son fatte sentire, ma non solo per le doti tecniche del singolo, ma soprattutto per il completamento di quel mosaico che De Zerbi aveva nella mente quando decise che avrebbe continuato ad allenare a Foggia.
Il Foggia vanta un centrocampo che con Agnelli e Quinto ha macinato gioco ed ottenuto risultati dai campi polverosi della serie D; questi due elementi quest'anno non hanno mai avuto la opportunità di giocare insieme e di poter insieme regolare l'assetto della "vettura Foggia"; il mister, già dallo scorso anno, cercava per la retroguardia un calciatore che avesse il ruolo di Mascherano nel Barcellona e non aveva mai fatto mistero sul fatto che la sua prima scelta cadesse proprio su Tommaso Coletti. Contro il Melfi, il fatto che il calciatore originario di Canosa non rivestisse più quel ruolo, non è stata una bocciatura, ma non potendo più puntare per un bel po' del duo Agnelli-Quinto, il tecnico bresciano ha pensato bene di rivedere le proprie geometrie in campo, utilizzando gli uomini che in questo momento ha a disposizione.
Non è escluso che, con il debutto di Vacca nel ruolo che era magistralmente svolto da Quinto, si possa rivedere il Coletti che De Zerbi ha in mente dallo scorso anno. L'intelligenza tattica del mister rossonero gli consente di schierare la formazione in campo senza schemi fissi e con una flessibilità che, a causa di infortuni e avversari con caratteristiche diverse, può risultare l'arma in più di questo Foggia.

Alberto Mangano

domenica 27 settembre 2015

Alla faccia di chi pensa sempre in negativo!


Vittoria doveva essere e vittoria è stata! Forse non tutti i problemi sono stati risolti e soprattutto bisognerà che la squadra impari ad essere più cinica e spietata per chiudere la gara prima del novantesimo e per non ripetere quegli errori nella partita contro il Catanzaro che costarono ben due punti ai rossoneri.
Valutare oggi le aree di miglioramento sarà più facile e semplice con la pancia piena, con tre punti nel carniere e con la consapevolezza di aver mosso finalmente la classifica. Per oggi si è vinto contro una squadra che non ha mai impensierito Narciso, ma con il tempo ritroveremo quel Foggia che conoscevamo, quella squadra che vince con due-tre gol di scarto e con darà quindi la opportunità agli avversari di potersi affidare ad una palla sporca, ad un infortunio in area per recuperare punti.
Una cosa è emersa in modo lampante durante gli ultimi 90 minuti: mister De Zerbi non è certo un integralista, uno che attua il proprio gioco e mette in campo le sue idee a discapito del risultato: contro il Melfi si è visto Coletti a centrocampo ma non è detto che non lo si possa rivedere di nuovo al centro della difesa soprattutto quando sarà disponibile Vacca; contro il Melfi si è visto nel finale una difesa schierata con cinque uomini a difesa del risultato e non ci sarà da meravigliarsi se in futuro i palloni potranno essere spazzati, se necessario in viale Ofanto oltre la curva. I campionati si vincono così!
Insomma ci piace pensare che questo Foggia voglia essere concreto, voglia pensare alla sua classifica anche perché le squadre che hanno vinto ultimamente, hanno imparato a soffrire ma riuscendo a portare a casa, per il rotto della cuffia, i tre punti necessari al risultato finale.
Probelma risolto quindi? Assolutamente no! Da lunedì bisognerà ripensare alle cose buone e quelle meno buone viste contro il Melfi per cercare quel miglioramento necessario per recuperare il terreno perduto in questo inizio stentato.
Non c'è tempo per brindare ma forse c'è il tempo per strizzare l'occhio a chi già metteva in discussione il tecnico, a chi ha disertato lo Zaccheria ieri sera, a chi ha aspettato il momento negativo per affollare la sala stampa, a chi riteneva che l'infortunio di Quinto fosse una manna dal cielo per non rivederlo in campo, a chi pensava che i calciatori si fossero montati la testa, a chi pensava che i contratti a lungo termine avessero saziato la fame di alcuni, a chi pensava che gli infortuni fossero derivanti da una preparazione sbagliata.....insomma una vittoria alla faccia di tanti detrattori!

Alberto Mangano


sabato 26 settembre 2015

Mister, scusa di che?


Le scuse si fanno quando uno ritiene di aver sbagliato, ma quando i risultati negativi rappresentano la sommatoria di concause che vanno da problemi di inconscia superficialità a quelli legati a qualche infortunio capitato sul più bello o a qualche uomo non ancora in forma al 100%, allora bisogna imparare a dividersi tutti le responsabilità e cercare di far passare....la nottata.
Forse anche la tifoseria ha preteso troppo da questo gruppo anche se in buona fede dopo le brillanti prestazioni di Coppa, ma questo va superato stringendoci tutti la mano senza dover per forza colpevolizzare qualcuno: da sempre si vince tutti insieme e tutti insieme bisogna provarci.
Si è perso terreno, ma i margini di crescita e recupero sono praticamente intatti ed un paio di vittorie consecutive o una fila di risultati utili farebbero ritornare un sorriso gaudente a tutti e stravolgerebbero l'attuale classifica.
Quindi, caro mister, non autoflagelliamoci perchè in questo momento di tutto abbiamo bisogno tranne che di colpevoli o di responsabili; andiamo avanti tutti insieme perchè se oggi non vogliamo dare a te i demeriti, nella stessa maniera vorremmo tutti insieme dividerci i meriti per una sospirata e auspicata inversione di rotta.

Alberto Mangano

mercoledì 23 settembre 2015

Le critiche sì, ma in campo serve il sostegno di tutti!


Sembra un brutto sogno, uno di quegli incubi che ti assalgono all'improvviso e che minano la tua tranquillità, eppure è proprio vero che il Foggia stellare, quello che avrebbe dovuto asfaltare gli avversari, si sia perso nelle prime tre giornate.
Poche idee in campo, molta confusione ma soprattutto quella mancanza di concentrazione e di determinazione che possono essere la causa scatenante di questo stentato inizio dopo le stupende performances nel periodo pre-campionato.
La concentrazione la si può recuperare nel ritiro di questa settimana concordato tra staff tecnico e società, mentre la determinazione in campo la si raggiunge tutti insieme, chi in campo e chi in tribuna.
Contestare adesso significherebbe solo fare il gioco dei nostri avversari, mentre noi, dopo sole tre giornate, non dobbiamo mollare e, senza minimizzare la nostra delusione e le nostre ovvie critiche ai risultati che non arrivano, abbiamo il dovere di sostenere la squadra facendo sentire il solito calore e riaccendendo quegli entusiasmi non ancora completamente sopìti.
Diceva mister Caramanno che la squadra va sostenuta sino all'ultimo istante della gara e che i fischi e le contestazioni si fanno dopo...non è il caso di ricordare che cosa conquistò quest'uomo a fine campionato.

Alberto Mangano

domenica 20 settembre 2015

Tre indizi possono essere una prova!


Se per la partita di Pagani si era detto di una concentrazione scarsa dell'undici rossonero e se contro il Catanzaro si era parlato di una incapacità di affondare contro un avversario apparso in forte difficoltà, la sconfitta di Benevento risulta difficile da mandar giù alla luce di un gioco rossonero evanescente ed una incapacità di giungere sotto rete per provare ad essere pericolosi.
Quest'anno si era detto che la partenza di un gruppo già pronto avrebbe creato quel vantaggio che avrebbe consentito di partire forte e di riuscire a colmare quella lacuna che l'anno scorso aveva condizionato il resto del cammino della squadra guidata da mister De Zerbi, ed invece dopo 3 gare, con un solo punto, il Foggia è partito con un handicap ancora più evidente rispetto allo scorso campionato.
La difesa è sembrata, in questo inizio di campionato, fortemente in difficoltà offrendo spesso il fianco agli avversari che si ritrovano sovente in netta superiorità numerica; di contro il Foggia spavaldo in attacco, quello della Tim cup ma anche quello dello scorso anno, si è visto molto poco e a centrocampo forse non si è raggiunta ancora la quadratura del cerchio, un po' per infortuni ed un po' per qualche calciatore ancora in ritardo di preparazione.
Non è assolutamente il Foggia che un po' tutti si aspettavano e forse anche quest'anno dovremo fare i conti con una partenza con il freno a mano tirato. Magari non è una squadra in crisi, ma ora qualcosa in più di un semplice campanello d'allarme si è sentito netto. Sarà il caso di rimboccarsi le maniche e provare ad invertire la rotta perché il Foggia visto a Benevento non è certamente ancora una squadra di alta classifica.

Alberto Mangano

venerdì 18 settembre 2015

È De Zerbi la certezza di questo Foggia!


Di nuovo una vigilia vissuta con la voglia di velocizzare i tempi e giungere al più presto al Santa Colomba per un nuovo riscatto. Questa volta parliamo di un riscatto soprattutto per il risultato perchè rispetto alla gara di esordio, almeno allo Zaccheria qualcosa di buono e concreto si è visto, così come era nelle aspettative della piazza.
Purtroppo qualcosa deve muoversi nella testa della squadra per quanto riguarda l'atteggiamento in campo: è necessario non sentirsi mai paghi e continuare a giocare per arrotondare il punteggio e chiudere definitivamente l'incontro.
L'anno scorso confidavamo in una speranza, quest'anno possiamo contare su una certezza: in entrambi i casi si tratta di Roberto De Zerbi, il quale ha voluto la squadra così come l'aveva pensata, con gli uomini giusti al posto giusto, anche se i vari infortuni stanno minando alcune certezze. I tifosi hanno voluto fortemente che il tecnico bresciano restasse seduto sulla panchina rossonera e lui stesso ha rifiutato panchine più importanti perchè non voleva lasciare incompiuto un lavoro cominciato un anno fa.
Questa squadra saprà dare le dovute soddisfazioni soprattutto contro quelle squadre che accetteranno la sfida provando a giocare la palla e la partita di Benevento potrà validare questa tesi, mentre lavorerà di più contro quegli avversari che avranno come unico scopo quello di demolire le proprie trame di gioco: probabilmente è solo qui che si deve ancora limare qualcosa.
Per fortuna che De Zerbi c'è, uno come lui abituato a vincere difficilmente rinuncerà a completare il suo progetto.

Alberto Mangano

mercoledì 16 settembre 2015

L'importanza di Quinto si vedrà adesso!


L'inizio a singhiozzo per il Foggia non è niente rispetto a quello che potrebbe succedere se dovesse venir meno, per un periodo più o meno lungo, Marcello Quinto nel centrocampo rossonero.
È dal 2 settembre del 2012, il giorno di Gladiator Foggia 3-3, che Marcello coordina il gioco della sua squadra, cosa che ha fatto sino a domenica scorsa, in modo continuo ed assiduo, secondo il modo di giocare di Padalino prima e di De Zerbi poi, in tre categorie differenti.
Da sempre, in ogni calcio mercato, estivo o invernale, si cerca sempre un degno sostituto di Quinto, uno a cui affidare all'occorrenza i suoi compiti, ma poi puntualmente resta lui al centro a fare il metronomo della sua squadra.
Purtroppo il suo infortunio potrebbe mettere in difficoltà il suo tecnico il quale sapeva fino a domenica di poter contare sulla intelligenza tecnica del suo uomo e che ora dovrà per forza cambiare qualcosa nel suo scacchiere.
Non bisogna poi dimenticare che Quinto, essendo un foggiano che gioca con la maglia della sua squadra, ha un ruolo fondamentale per caricare la squadra nei momenti di difficoltà e svolge il compito da uomo spogliatoio per tutti quei calciatori che, anno dopo anno, in questi quattro campionati, si sono avvicendati nella rosa rossonera.
De Zerbi quest'anno ha voluto che per ogni ruolo ci fosse una doppia scelta, ma siamo certi che ancora una volta non ci sarà riuscito a trovare il sostituto di colui che dai tempi della serie D risulta essere indispensabile nello scacchiere rossonero.
L'importanza di questo calciatore sarà evidente, cosa che dissi in periodi non sospetti, il giorno che non potrà essere schierato in campo, cosa che ci auguriamo possa durare il minor tempo possibile.
In bocca al lupo Marcello!

Alberto Mangano

lunedì 14 settembre 2015

Non si deve avere pietà per nessuno!


È difficile commentare una gara che per un centimetro in più o in meno poteva regalare una vittoria e scatenare giudizi esaltanti verso il gruppo guidato da De Zerbi.
Però il calcio è così e le partite non si possono vincere solo con un gioco convincente e con un possesso di palla del 75%. Può succedere anche che a 10 minuti dalla fine, una squadra tecnicamente molto inferiore indovina l'angolo giusto e riesce a portare a casa un punto sino a pochi minuti prima sicuramente insperato.
E allora per commentare questa gara si deve provare a partire dal sabato di Pagani, da quegli schiaffi subiti con merito e considerare che il Foggia ha fatto un grandissimo passo in avanti contro una squadra che aveva mille motivi per non scivolare a Foggia. Quindi siamo sulla buona strada anche se, per vincere i campionati, non si possono lasciare per strada tutti questi punti.
Diciamo quindi che il Foggia è una squadra che fa molto possesso di palla e che si troverà spesso contro formazioni che si chiuderanno a riccio per evitare eventuali incursioni, ma al tempo stesso, una volta realizzato il primo gol, essendo gli avversari costretti ad aprirsi, in quel momento gli uomini di De Zerbi non possono avere pietà di nessuno e devono infierire in modo netto e autoritario. Ecco, forse ieri è mancata inconsciamente quella determinazione a far male dopo il gol di Iemmello ed è stato pagato un prezzo troppo alto per aver rallentato il ritmo, anche se per soli 10 minuti.
L'importante è aver superato il brutto esordio anche se quest'anno si sperava in una partenza sprint per dare da subito una certa impronta al proprio campionato. Speriamo ora nelle prossime gare nelle quali le squadre, di caratura superiore, dovranno giocare più a viso aperto e a quel punto, senza tatticismi difensivi esasperati, vedremo veramente di che pasta è fatta questa squadra edizione 2015/16.

Alberto Mangano

martedì 8 settembre 2015

La palla è sempre rotonda!


Diciamo che è stato un brutto sogno, forse un incubo e che da domenica prossima possiamo sperare di tornare a dormire sonni tranquilli. Un black out che non si aspettava nessuno, tra tifosi, calciatori e tecnico ma che è giunto inesorabile e schietto.
C'è da stare preoccupati? C'è da dover indagare sulle cause che hanno determinato tale umiliazione? Certamente no, perchè esiste una palla che per fortuna è rotonda, può rotolare da più direzioni e può far succedere anche che qualche volta Golia possa essere sconfitto da un intrepido Davide.
Il popolo rossonero è certo che questa sconfitta può essere salutare se beccata al primo turno, così come è certo che inconsciamente può succedere che si possano sottovalutare una gara ed un avversario dopo i numerosi complimenti ricevuti nella fase iniziale di Coppa Italia.
Quindi niente assetti tattici da rivedere, nessun calciatore da spostare da una parte all'altra, ma solo un po' più di concentrazione e voglia di far bene, quella voglia che ti fa affrontare l'avversario con la bava alla bocca, così come succederà di sicuro domenica prossima contro il Catanzaro.

Alberto Mangano

domenica 6 settembre 2015

Che delusione!


Ma qual è il Foggia di quest'anno? Quello che il 9 agosto mantiene i propri tifosi sino alla tre di notte per festeggiare una storica vittoria sul Bari o quello di Pagani evanescente ed inconcludente? Probabilmente la verità sta nel mezzo: la Lega Pro non ha i lustrini e gli stadi della Tim Cup ed il gioco in campo è quello vero, quello che parte a settembre e non è quello illusorio che, non a caso, viene chiamato calcio d'agosto.
Non è certo il caso di fare processi all'assetto tattico o alla posizione di un calciatore rispetto ad un altro, ma forse è la mentalità che deve cambiare: mister De Zerbi, dopo la vittoria di Bari disse che la sua squadra non sarebbe diventata un cigno che si sarebbe specchiata nello stagno, eppure a Pagani è sembrato di vedere un gruppo spocchioso, altezzoso e a volte forse presuntuoso al cospetto di un avversario che, da essere senza una identità specifica, è sembrata una squadra sorniona, furba e al momento giusto opportunista.
Come si suole dire in questi casi, meno male che questa batosta è giunta alla prima di campionato perchè non va a modificare minimamente le ambizioni di questa squadra e dà la possibilità di correggere il tiro già da subito.
I tifosi in questo momento devono far sentire il proprio calore a partire dalla gara contro il Catanzaro perchè la squadra va sostenuta più nei momenti di difficoltà che in quelli belli e magici, però consentiteci, almeno oggi, di sentirci fortemente delusi!

Alberto Mangano


sabato 5 settembre 2015

Meno male che De Zerbi c'è!


Forse il rinvio del campionato avrebbe consentito, almeno al Foggia, di partire con una squadra più completa, di recuperare quegli uomini attualmente in infermeria e che sicuramente sono troppi considerando il fatto che non si è ancora partiti.
Diciamo anche che la prima partita ci riserva un avversario da non sottovalutare ma che comunque è ampiamente alla portata dei rossoneri, per cui i calciatori che verranno impegnati, quelli che quest'anno per capacità tecniche non possono chiamarsi riserve, riusciranno a impegnarsi per provare a vincere la gara di esordio.
La serenità e la determinazione di De Zerbi prima della partenza per Pagani fanno star tranquilli, almeno per quel che sarà l'approccio alla gara. Il mister sa benissimo anche che bisogna restare con i piedi per terra, che bisogna vestirsi di umiltà e di chiudere, almeno mentalmente, quel bel capitolo che è stato quelo della Coppa Italia di agosto.
Le giuste considerazioni, i sacrosanti complimenti e le manifestazioni entusiastiche che questa squadra ha ricevuto non fanno punti in classifica, per cui bisogna scendere in campo, partendo dallo 0-0 e cercando di far propria la gara, a cominciare proprio da Pagani.
Il mister questo lo sa e stasera per fortuna, tra i tanti assenti, lui ci sarà!

Alberto Mangano

martedì 1 settembre 2015

Le chiacchiere sotto l'ombrellone sono finite!


Tutto è pronto. Le chiacchiere sotto l'ombrellone verranno spazzate dalle giocate sui rettangoli verdi, quelle che metteranno in palio quei tre punti fondamentali per raggiungere un qualsiasi obiettivo. A Foggia questa volta non si è aspettato il botto del 31 agosto. Evidentemente i botti si erano sentiti da un bel po' di tempo prima ed eventuali rifiniture della rosa erano preziosità delle quali si può forse anche fare a meno.
Le altre squadre hanno intensificato i propri acquisti, hanno perfezionato le proprie trattative proprio nelle ultime ore, ma è giusto dover considerare che per molte di esse ci si è dovuti affidare ad una corsa frenetica determinata dall'aver saputo in extermis il campionato di appartenenza. Questa, indipendentemente dalla qualità della rosa, è una condizione di netto ritardo e di conseguente disagio nei confronti di chi ha avuto la possibilità di partire già dai primi di luglio e tra l'altro con una rosa abbastanza completa.
Magari fanno notizia Calil e Russotto al Catania, ma non dimentichiamo che la squadra etnea ha un handicap importante, difficile da azzerare, per cui dovrà fare comunque qualcosa in più rispetto alle altre.
Il Foggia ha un ottimo organico guidato da un ottimo tecnico e cercherà di vincere le sue gare, forte soprattutto di una filosofia di gioco che è stata ampiamente assimilata dai ragazzi. 
Le chiacchiere sono finite, gli ombrelloni sono stati chiusi ed ora vinca il più forte!

Alberto Mangano