domenica 20 settembre 2015

Tre indizi possono essere una prova!


Se per la partita di Pagani si era detto di una concentrazione scarsa dell'undici rossonero e se contro il Catanzaro si era parlato di una incapacità di affondare contro un avversario apparso in forte difficoltà, la sconfitta di Benevento risulta difficile da mandar giù alla luce di un gioco rossonero evanescente ed una incapacità di giungere sotto rete per provare ad essere pericolosi.
Quest'anno si era detto che la partenza di un gruppo già pronto avrebbe creato quel vantaggio che avrebbe consentito di partire forte e di riuscire a colmare quella lacuna che l'anno scorso aveva condizionato il resto del cammino della squadra guidata da mister De Zerbi, ed invece dopo 3 gare, con un solo punto, il Foggia è partito con un handicap ancora più evidente rispetto allo scorso campionato.
La difesa è sembrata, in questo inizio di campionato, fortemente in difficoltà offrendo spesso il fianco agli avversari che si ritrovano sovente in netta superiorità numerica; di contro il Foggia spavaldo in attacco, quello della Tim cup ma anche quello dello scorso anno, si è visto molto poco e a centrocampo forse non si è raggiunta ancora la quadratura del cerchio, un po' per infortuni ed un po' per qualche calciatore ancora in ritardo di preparazione.
Non è assolutamente il Foggia che un po' tutti si aspettavano e forse anche quest'anno dovremo fare i conti con una partenza con il freno a mano tirato. Magari non è una squadra in crisi, ma ora qualcosa in più di un semplice campanello d'allarme si è sentito netto. Sarà il caso di rimboccarsi le maniche e provare ad invertire la rotta perché il Foggia visto a Benevento non è certamente ancora una squadra di alta classifica.

Alberto Mangano

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