mercoledì 25 febbraio 2015

Vincere senza se e senza ma!


Archiviata la partita con la Salernitana, partita che ha detto che il Foggia meriterebbe molto di piú di quanto oggi ha in classifica, De Zerbi e i suoi ragazzi hanno ripreso gli allenamenti in vista della gara casalinga con l'Ischia.
I risultati concomitanti delle altre squadre impegnate nella corsa per il raggiungimento dei play off, fanno scivolare i rossoneri a 5 punti dal quarto posto, posizione che tra l'altro potrebbe non garantire la disputa della fase finale per la conquista della serie B; in piú si aggiunge il fatto che il Matera, che era in ritardo sino a qualche settimana fa, nell'ultimo turno ha scavalcato il Foggia di un punto.
Magari non é il caso di fare i disfattisti, ma ora sará necessario concentrarsi maggiormente sul risultato, per sfruttare al meglio i turni in cui alcune squadre che ci precedono si scontreranno tra di loro, e sfruttando i confronti con Matera, Lecce, Juve Stabia e Casertana, confronti che potranno aiutare a stilare la classifica finale e a dire se si potrá sperare per quest'anno o si dovranno rimandare i sogni di gloria.
Si comincia domenica a tentare la scalta verso l'alto, pensando ad un solo risultato, quello pieno, senza se e senza ma. Alla squadra vista venerdí sera a Salerno, soprattutto quella del primo tempo, non é precluso alcun risultato, ma d'ora in avanti bisognerá essere piú pragmatici, cercando di chiudere le partite prima di far emergere gli avversari e riuscendo a mettere in campo quella mentalitá vincente che in alcuni frangenti di alcune partite é venuta meno.
Sarebbe un peccato che una squadra che pratica un gioco a volte esaltante e sicuramente di categoria superiore, debba accontentarsi di una classifica che non le porta rispetto.

Alberto Mangano

domenica 22 febbraio 2015

Corri ancora Pino, orgoglio foggiano!


Andare sotto la curva ospite e mostrare la propria maglia, lo scudetto della propria squadra sul petto non é certo una colpa, piuttosto é un gesto importante, il gesto di un ragazzo che ha umilmente calcato i campi della serie D per riuscire ad esultare un giorno in uno stadio importante, in una partita importante.
Io ero all'Arechi nel 98 quando loro, giá inebriati da una serie A conquistata, infierirono sul nostro Foggia, spedendolo in serie C, dando inizio ad una discesa dalla quale non ci siamo ancora ripresi; quel giorno i gesti offensivi e volgari ce li portammo mestamente a casa, ecco perché un po' tutti ci siamo immedesimati in quella corsa di Agostinone verso quella curva in uno slancio né blasfemo e né irriverente.
Ritengo che la stessa ammonizione, sollecitata forse in modo antisportivo dai giocatori granata, sia sembrata sicuramente eccessiva considerando che il gesto non é sembrato denigratorio verso gli avversari, ma di celebrazione per i propri colori.
Corri ancora Pino, corri con l'entusiasmo che si addice ad un giovane come te, attaccato alla sua cittá ed in netto contrasto con chi gioca con la calcolatrice in tasca.
Ci siamo commossi tutti, io ho avuto i brividi rivedendoti ancora, perché ti conosco da quando eri bambino, da quando indossasti per la prima volta quella maglia, conosco bene tutti i tuoi sacrifici e comprendo perfettamente il significato di quella tua corsa.
Se dipendesse da me, ti premierei, altro che multa, perché essere orgoglioso delle proprie origini, della propria terra, della propria squadra, dei propri tifosi é un privilegio concesso a pochi.
Grazie ancora Pino e continua a correre!

Alberto Mangano

sabato 21 febbraio 2015

Il Foggia e i suoi sbalzi di umore


Ci si aspettava lo squadrone, forte anche della massiccia presenza di tifosi al'Arechi, e almeno per una buona metá di gara si é visto solo il Foggia; ci si aspettava la sfilata delle grandi star, dei grandi calciatori, quelli di categoria superiore, ed invece Pietro Iemmello risulta indiscutibilmente il migliore in campo, e non solo per i due gol.
Cosa é mancato quindi ai rossoneri per chiudere definitivamente la gara e per portare a casa l'intera posta?
A questa domanda possiamo rispondere riprendendo le parole del mister che piú volte ha detto che una squadra che parte con un obiettivo ed una certa mentalitá, non puó strada facendo cambiare di colpo la propria indole ed il proprio modo di porsi in campo; in parole povere la mentalitá vincente non la compri al supermercato, o ce l'hai o fai di tutto per costruirtela.
C'é da ritenere che la squadra stia crescendo sotto questo punto di vista, ma é fuori di dubbio che, dopo quel primo tempo perfetto, non puoi vanificare il tutto dando via via campo agli avversari; certo, non puoi ignorare chi hai di fronte o minimizzare le sue qualitá, ma quando la giostra la fai girare tu, devi essere anche bravo a saper chiudere le gare.
Come successo a Martina e a Melfi, il Foggia reagisce sempre dopo gli schiaffi ricevuti in una sorta di risposta emozionale che spesso dá i suoi risultati: poche squadre avrebbero reagito cosí, con 9500 spettatori dopo il 2-1; la squadra di De Zerbi lo ha fatto e dopo il secondo gol, é sembrato quasi si fosse tolto un peso sullo stomaco, riuscendo a ricatapultarsi in area andando a colpire un legno prima, e trovando il pareggio dopo.
Questi balzi di umore, che vanno ad offrire occasioni agli avversari, fanno sí che una squadra da tutti accreditata come quella dal gioco migliore, non sia al primo posto, ma addirittura fuori dai play off.
Ogni domenica il campionato é sempre meno lungo ed i punti persi sono sempre piú difficili da recuperare, per cui De Zerbi dovrá lavorare per affinare il comportamento dei suoi uomini in campo, riuscendo a farli giocare sempre, anche a risultato apparentemente acquisito, perché non si debba essere costretti a giocare solo dopo qualche marcatura degli avversari.

Alberto Mangano

venerdì 20 febbraio 2015

La Salernitana é una grande squadra, ma il blasone è un'altra cosa!

                                   

Il Foggia torna al suo standard con un primo tempo impeccabile ed irriverente nei confronti dei padroni di casa i quali vantavano ben 12 punti in piú in classifica. La differenza in campo non si é vista e la prima occasione per i granata arriva solo nel finale di primo tempo su una punizione indirizzata oltre la traversa e che non impensierisce Naciso.
Mattatore della partita é stato sicuramente Pietro Iemmello, non solo per una doppietta che rinnova gli entusiasmi, ma anche per il movimento che ha fatto riuscendo a spaziare da una parte all'altra dell'attacco rossonero.
Se la squadra di De Zerbi non porta a casa l'intera posta, il merito va alla Salernitana, ma non perché é una grande squadra ma per la sua rosa che é formata da grandi calciatori che non perdonano alcun svarione difensivo agli avversari riuscendo a recuperare un risultato che sembrava poter andare in una direzione diversa.
Il Foggia continua ad essere la squadra che fa vedere il miglior calcio del girone, che comincia anche ad essere piú concreta sotto porta e che riesce a sorprendere anche quando il clima ambientale sembra dover far raccontare una cronaca diversa.
Viene da pensare che le motivazioni in campo alla fine riescono ad avere il sopravvento se é vero che il Foggia riesce a metter sotto le grandi squadre per poi inciampare in gare che sulla carta dovrebbero essere alla sua portata.
Il Foggia ha giocato a viso aperto, senza timori reverenziali nei confronti di chi puó vantare una migliore classifica attuale, ma non certo un miglior blasone come affermato da chi commentava la gara: il Foggia forse, per quel che riguarda il blasone, in questa Lega Pro non sfigura davanti a nessuno.
Viene consegnata alla storia una gara che, anche se non é riuscita a "vendicare " la ancora cocente sconfitta del 98, ha ridato fiducia all'ambiente e ha rinvigorito nei tifosi l'orgoglio per questi ragazzi eccezionali.

Alberto Mangano


martedì 17 febbraio 2015

Per fortuna la Salernitana proverá a giocare!

FONDAMENTALE IL RITORNO DI POTENZA AL CENTRO DELLA DIFESA

La partita di venerdí prossimo è sicuramente importante perché se il risultato dovesse essere malauguratamente negativo, si potrebbe creare un solco abbastanza evidente tra il Foggia e le squadre che attualmente lo precedono in classifica; in più ci sarebbe una diversa consapevolezza nei propri mezzi  che potrebbe compromettere il cammino nelle gare successive.
Peró, prima di affrontare certe gare, bisogna cercare di trovare gli stimoli giusti per non farsi cogliere impreparati; la squadra continua a non deludere sul piano del gioco e le qualità del gruppo si esprimono maggiormente quando gli avversari giocano a viso aperto cercando di proporre il proprio gioco invece che impegnarsi per impedire il gioco degli altri, e la Salernitana sicuramente é una di queste squadre.
Non a caso il Foggia é riuscito a vincere piú in trasferta che in casa, proprio perché, mentre allo Zaccheria le squadre tendenzialmente si chiudono per rendere difficile agli uomini di De Zerbi la finalizzazione della grande mole di gioco, viceversa in casa le squadre provano a giocare ed il Foggia ha piú possibilitá di trovare gli spazi per provare a vincere le partite.
Sará importante per De Zerbi poter contare sul recupero di Alessandro Potenza che ha scontato le sue tre giornate di squalifica e che potrá, con Gigliotti, riformare quella coppia centrale difensiva che viene considerate una delle piú affidabili di tutta la Lega Pro.
Ci sono insomma le premesse per una bella partita, tra due realtá di questo campionato che cercheranno di conquistare i tre punti e alla fine sará quindi possibile ogni tipo di risultato.

Alberto Mangano

sabato 14 febbraio 2015

Una delusione su piú fronti!


Una partita che si doveva e si poteva vincere, ma che regala solo un misero pareggio complicando, ma non arrestando, la rincorsa verso la conquista dei play off. 
De Zerbi non accampa scuse, ma questa volta bisogna dargli atto che, per il suo gioco, quel campo maledettamente rovinato, ha compromesso e non poco le giocate della sua squadra. Colpa di chi? Della societá, del comune, del giardiniere, di una manutenzione straordinaria che é mancata dopo il gelo dei giorni scorsi? Certamente fa sorridere il fatto di doversi allenare ad Amendola durante la settimana, per non rovinare lo Zaccheria e poi ritrovarsi a giocare in un campo che a detta del mister stesso era peggiore del tanto criticato campo di Aversa.
Ma oltre alla delusione piú per il risultato che per la prestazione, c'é da registrare l'amarezza del presidente Verile per essere stato abbandonato dagli imprenditori, ancora alla finestra, per le istituzioni, soprattutto per la riapertura della gradinata, evento continuamente rimandato, ed infine per la scarsa affluenza del pubblico per una gara che era fondamentale per la realizzazione di un sogno.
La colpa è della gara giocata di sabato? Colpa della crisi? Colpa della comodità di poter seguire il Foggia comodamente a casa? Forse tutte e tre le cose, ma certamente, senza grandi risorse economiche e senza pubblico sará difficile pensare che questa societá potrá continuare a fare enormi sacrifici; basti pensare che il Foggia, per far giocare i propri calciatori che ben stanno figurando, rinuncia sistematicamente ai compensi per il famoso minutaggio, pensato per la valorizzazione dei giovani e che sta mantenendo in vita altre compagini, Vigor Lamezia compresa.
Quindi, come dice Verile, la tradizione del Foggia é rimasta sulla carta e nei ricordi dei piú vecchi, perché sino ad ora nessuno sta aiutando i soci negli sforzi per tentare di risalire; se la situazione resterá questa, bisognerá rassegnarsi a sopravvivere in questi campionati, cercando al massimo di non sprofondare: questo é quello che questa piazza, oggi puó permettersi.

Alberto Mangano

mercoledì 11 febbraio 2015

La forza di questo grande gruppo!


Questo é sempre stato un ottimo gruppo, guidato da quei calciatori che da subito hanno sposato la causa Foggia e che da tre anni sono i protagonisti vincenti di questo splendido percorso.
Ogni anno la squadra viene puntallata in estate e ritoccata a gennaio ma il gruppo resta compatto e accoglie benevolmete i nuovi arrivi cercando di farli sentire a proprio agio.
Ma, con gli arrivi di Barraco e Minotti, si é andati oltre proprio perché i due calciatori sono quelli che con molta probabilitá saranno impegnati in campo ad ovvio discapito di altri. Quindi se in determinati gruppi le cose vanno bene sino a quando non giungono nuovi elementi o comunque se gli arrivi servono solo come rincalzi in caso di necessitá forzate, questa volta lo spogliatoio rossonero ha risposto positivamente lasciando intendere che il progetto Foggia va oltre ogni singolo progetto individuale.
Alla realizzazione di questa situazione idilliaca, hanno contribuito fattivamente mister Padalino e mister De Zerbi che hanno entrambi enfatizzato l'affiatamento della squadra e l'attaccamento alla maglia.
La prova che il tutto é andato senza alcun problema, ci viene proprio dalle immagini di Aversa che hanno immortalato Barraco e Minotti esultare sotto un settore che ospitava tifosi foggiani, dopo pochissimi giorni dal loro arrivo in cittá.
Questo affiatamento, questa accoglienza verso due giocatori di qualitá che dovrebbero alzare il livello tecnico della squadra, saranno sicuramente le armi vincenti di De Zerbi per poter pensare di lottare tutti insieme sino all'ultima giornata.

Alberto Mangano

lunedì 9 febbraio 2015

La partita il giorno dopo


A mente fredda si puó affermare che, al di lá del risultato, qualche buona indicazione é tornata con il pullman da Aversa: la squadra é viva, ha ora una rosa sufficientemente ampia, continua sempre a giocare per la vittoria.
É vero che il Foggia ha giocato con l'ultima della classe, ma é amche vero che era una squadra all'ultima spiaggia, soprattutto dopo la restituzione dei punti alla Reggina la settimana scorsa, e che quindi era prevedibile che avrebbe venduto cara la pelle.
Ovviamente anche dopo una importante vittoria, sempre seguendo un percorso di continua crescita, vanno evidenziate alcune lacune da colmare: innanzitutto cercare una maggiore concentrazione in difesa perché, soprattutto quest'anno, ad ogni errore corrisponde pirtroppo il vantaggio degli avversari; poi accettare il gioco maschio, un sano agonismo in campo, ma mai cadere nel tranello di incorrere in inutili e pericolose decisioni arbitrali; infine affidarsi sempre al gioco corale, quello che ha fruttato diversi punti sinora, interagire con i compagni di reparto evitando alcune giocate individuali che alle volte diventano irritanti.
Ovviamente non si tratta di critiche alla squadra, ma considerazioni che andrebbero fatte sempre dopo ogni gara senza farsi condizionare dal risultato, perché le vittorie non devono ingannare e dalle sconfitte bisogna saper prendere quello che di buono le stesse sanno offrire.

Alberto Mangano

domenica 8 febbraio 2015

Quando i cambi diventano determinanti!

SAINZ-MAZA ENTRA E REALIZZA IL GOL DEL VANTAGGIO

Ci sono quelle partite che, nonostante le differenze tecnico-tattiche in campo, sembra non si riescano a sbloccare e poi ci sono certi allenatori che riescono a cambiare il verso alle gare azzeccando i cambi e riuscendo alla fine a portare a casa l'intera posta.
Bene, la partita di Aversa ha detto che le passeggiate in campo diventano sempre piú utopistiche e che la rosa attuale del Foggia é fortemente competitiva se si considerano le numerose assenze per infortunio e squalifiche e la necessitá di dover operare dei cambi in corsa, cambi che poi risultano determinanti e vincenti.
La squadra ha vinto mettendo in campo tanta roba, dalla concentrazione alla determinazione, dalla voglia di riprendere la continuitá al cuore buttato oltre l'ostacolo; ne deriva che si puó pensare ad inanellare un'altra serie di risultati utili consecutivi che potrebbero accompagnare il Foggia nei quartieri alti della classifica.
Il calcio é bello perché ribalta in pochissimo tempo tanti preconcetti scontati: D'Angelo rientra in campo ed appare subito spavaldo e concreto; Bollino, poco utilizzato dal tecnico quest'anno, viene schierato dal primo minuto e riesce a dimostrare in campo il suo vero valore; il tanto discusso Sainz-Maza entra in una situazione non certo facile e realizza, con la freddezza del campione, un gol di non facile realizzazione ma determinante ai fini del risultato finale.
Di Agnelli, del suo continuo apporto in campo sia nella fase costruttiva che in quella di contenimento, pare ormai superfluo parlarne.
L'unica nota stonata di Aversa riguarda Loiacono che, pur sapendo di essere giá ammonito e quindi, invece di pensare ad adottare un comportamento tale da evitare il secondo giallo, va ben oltre l'ammonizione riuscendo a farsi espellere direttamente per un fallo di reazione tanto ingenuo quanto inutile.
Alla fine peró, se era necessaria una vittoria per il morale e per la classifica, questa é arrivata in modo netto e comtro una squadra che lotta nei bassifondi, proprio lá dove il Foggia ha gettato alle ortiche punti importantissimi: la vittoria di oggi, subito dopo il prezioso pareggio con il Benevento, dá quella giusta carica all'ambiente che potrebbe ritornare piú numeroso allo Zaccheria proprio per provare tutti insieme a scrivere la storia di questo finale di campionato.

Alberto Mangano

giovedì 5 febbraio 2015

Le riflessioni di Fabio Verile


Le parole di Fabio Verile preoccupano e scuotono ma soprattutto evidenziano un disagio e una delusione per quello che ci si aspettava dal pubblico foggiano.
Sforzarsi per l'ampliamento dello stadio per poi registrare, in una partita di cartello, la presenza di soli 3600 spettatori, induce ad un'amara riflessione: se si vuole conquistare la serie B, in mancanza di imprenditori importanti e facoltosi, bisogna remare tutti insieme e tutti nella stessa direzione, altrimenti possiamo e dobbiamo rassegnarci a campionati anonimi cercando al limite di non sprofondare.
La matematica non è un opinione e se gli introiti scarseggiano, se gli imprenditori fanno orecchie da mercante, se taluni spettatori danno sfogo a comportamenti inqualificabili che danneggiano economicamente la società, allora non c'è molto da sperare nel futuro, o meglio dovremo capire a che livello mettere l'asticella senza aspettarci niente di piú.
Ovviamente il Presidente resta il primo tifoso della squadra e quindi fortemente entusiasta dei risultati e delle mete da raggiungere, ma c'é da essere certi che la corda puó essere tirata, ma fino ad un certo punto.
Riempiamo lo stadio e spingiamo questa squadra in alto.....questo veramente potrebbe essere l'anno buono.

Alberto Mangano

mercoledì 4 febbraio 2015

Non piangiamoci addosso, ma......



Pensavamo che quanto visto sul campo, soprattutto per quel che concerne la iniqua distribuzione dei cartellini, fosse bastato; pensavamo che le tre giornate inflitte a Potenza e Grea nella giornata in cui lo show di Mexes gliene "fruttava" solo quattro, fosse abbastanza, ed invece ci ritroviamo a dover commentare una multa di 5000 euro al Foggia per lancio di oggetti in campo ed "una pacca sulla spalla" alla tifoseria avversaria per uno striscione offensivo nei confronti della cittá che in quel momento li ospitava e per aver esploso due grossi petardi durante l'incontro.
Ovviamente con tutto ció non si puó giustificare chi si leva lo sfizio di lanciare monetine e accendini in uno stadio tra l'altro giá diffidato, né si puó accusare un settore dello stadio piuttosto che un altro perché gli imbecilli sono ubiquitari soprattutto in una partita nella quale non valgono gli abbonamenti e ognuno puó decidere dove accomodarsi.
Quindi da un lato dobbiamo farci un'autocritica, dall'altra dobbiamo cominciare a pensare, sempre senza piangerci addosso, che spesso l'atteggiamento di chi fa rispettare le regole é alquanto strano in campo e a tavolino.
Certo una societá che in una partita di cartello incassa solo 3500 presenze, che sborsa 5000 euro per la frenesia di un singolo spettatore, ma che comunque alla fine garantisce anche con sacrifici il completamento della rosa durante i giorni di calcio mercato, resta una societá da encomiare... ma sino a quando la giostra potrá ancora girare?

Alberto Mangano

domenica 1 febbraio 2015

Quella discesa di Narciso al 93'.....


Una volta tanto una partita cerchiamo di commentarla dalla fine: per ben due volte il portiere Narciso, sul risultato di 2-2 contro la capolista Benevento, tra l'altro acciuffato pochi minuti prima, lascia incustodita la porta e va a saltare in area avversaria nel tentativo di conquistare i tre punti; é inutile sottolineare che in una eventuale ripartenza il gesto del portiere rossonero poteva risultare fatale e vanificare lo splendido gol di Gigliotti.
Nel gesto Di Narciso, che ha lasciato perplesso gran parte del popolo rossonero é racchiusa quella mentalitá vincente che mister De Zerbi ha saputo trasmettere alla squadra e probabilmente é una risposta a chi si chiedeva il motivo per cui a Melfi il Foggia non si fosse accontentato, in 10 uomini, del pareggio, avendo tentato sino alla fine di portare a casa l'intera posta.
Solo con la mentalitá dela squadra, estrinsecata dal gesto di Antonio Narciso, si puó continuare a sperare di raggiungere l'obiettivo raggiunto, mentre con calcolatrici e tabelle c'é il rischio di essere velleitari e forse presuntuosi.
Riguardo alla gara contro il Benevento, é sembrato di vedere un buon Foggia, ordinato e concentrato, che non ha vinto perché in campo certi elementi possono fare la differenza ed Eusebi, con quel suo gesto tecnico, ha confermato di essere di un'altra categoria; é altrettanto vero, peró, che una squadra come il Foggia puó dar fastidio a chiunque mettendo in campo doti tattiche che possono imbrigliare qualunque avversario e all'occorrenza puó cacciare dal cilindro un gol come quello di Gigliotti che ancora una volta beffa il portiere, questa volta da circa trenta metri.
Peccato per la direzione arbitrale che non é stata equilibrata soprattutto sulla distribuzione dei cartellini che avrebbe dovuto determinare l'espulsione di un calciatore giallorosso per somma di ammonizioni, situazione che forse avrebbe potuto indirizzare il risultato finale in un'altra direzione. 
In ogni caso va bene cosí, volevamo la certezza che il Foggia non avesse smarrito la strada e questa partita lo ha confermato: se questa é la capolista, allora sino alla fine la squadra di De Zerbi puó ancora dire la propria.

Alberto Mangano