giovedì 26 novembre 2015

Tutti uniti per provarci!


Ci sono dei momenti importanti in ogni campionato che si rispetti e per il Foggia forse questo momento è giunto: lunedì sera c'è una gara fondamentale, magari non definitivamente determinante, ma certamente una di quelle gare nelle quali la vittoria potrebbe essere la medicina ideale per iniziare una scalata verso la vetta.
Il Foggia ha avuto qualche problema ultimamente, ma avere dalla propria parte un gioco ed una propria identità significa essere certi di potercela fare e di riuscire a saltare il fosso oltre il quale c'è la reale possibilità di giocare per qualcosa di importante.
Questa volta la squadra di De Zerbi ha la possibilità di affrontare un avversario in forma, una capolista vera che in questo momento merita di stare dove sta, e spetta al Foggia far capire a tutti se, almeno per il momento, si possa ambire a scalfire questa leadership.
Per fare questo, per provare a sognare, per evitare che la Casertana possa prendere il largo, è necessario essere numerosi, tutti uniti, remando tutti nella stessa direzione, quella che ormai sognamo da troppo tempo.

Alberto Mangano

domenica 22 novembre 2015

Se non tiri non vinci!


Se resta l'amaro in bocca per un pareggio esterno in una trasferta contro una grande squadra, vuol dire che il Foggia meritava ampiamente di fare bottino pieno per la qualità del gioco fatta vedere al Massimino.
Sono però due partite che la macchina da gol si è fermata e le motivazioni sono essenzialmente diverse nei due casi: se a Foggia con il Monopoli si è potuto parlare di sfortuna, di imprecisione degli attaccanti o di ottima prestazione del portiere avversario, a Catania si è costruito tanto, a tratti si è riusciti a schiacciare gli avversari nella propria metà, ma senza riuscire a concludere a rete.
È un vero peccato perché se non tiri in porta le partite non puoi vincerle e, se anche un pareggio a Catania ci può stare, fa rabbia non tornare dalla Sicilia con i tre punti dopo quello che si è visto in campo.
Questa squadra è molto bella da vedere ma deve imparare anche ad essere più cattiva perché, non potendo tenere ininterrottamente la palla per 95 minuti, può anche succedere che su una ripartenza, grazie anche a singole individualità avversarie, si concretizzi una frittata come quella che ad un quarto d'ora dalla fine stava portando al gol siciliano Calderini.
Per fortuna il gioco in campo fa ben sperare e la vetta, anche se ora sembra lontana, non dovrebbe essere una chimera; considerate anche la qualità dei nostri attaccanti, possiamo tranquillamemte sperare in un futuro più sereno a cominciare dalla gara importantissima contro l'attuale capolista del girone.

domenica 15 novembre 2015

La potevi giocare sino alla mattina successiva......


Nulla da rimprovare, niente da eccepire. Se in una stessa partita due avversari sulle uniche occasioni fanno due eurogol e un portiere arriva a sventare almeno dieci palle gol e due rigori, non puoi rimproverare niente ai tuoi e devi cercare di voltare pagina e pensare alla prossima gara.
Forse, se proprio si vuol trovare il pelo nell'uovo, si può affermare che forse i rossoneri hanno battezzato troppo subito la giornata storta e hanno giocato a tratti con troppa frenesia avendo ancora molto tempo per ribaltare un risultato contro una squadra abbastanza modesta.
Di contro bisogna fare i complimenti al Foggia perché ė comunque riuscito ad arrivare sotto rete con azioni di gioco e non con lanci lunghi o giocate improvvisate.
Questa partita da un lato è sembrato che la potevi giocare anche per un'altra ora e il risultato non sarebbe cambiato, dall'altra è stata una di quelle gare che se le sblocchi anche all'85' puoi pensare di ribaltarle grazie ad un rinnovato entusiasmo e guidato da un pubblico che avrebbe spinto da solo la palla in porta.
Questa è una sconfitta strana, nettamente diversa da quelle di Pagani e di Benevento, e che ha una ghiotta possibilità di riscatto nel big match della prossima settimana.
Mai come in questo momento il bicchiere va visto senza ombra di dubbio mezzo pieno!

Alberto Mangano

giovedì 12 novembre 2015

Giovanni, Foggia non dimentica!


Foggia e i suoi tifosi, nella sua quasi centenaria esistenza, hanno imparato a convivere con gli addii,  i distacchi e spesso tra alcuni calciatori e la piazza si è instaurato un legame di stima ed affetto che è andato oltre l'appartenenza e la maglia. 
Tra gli esempi da portare c'è proprio quello di Giovanni Cavallaro che, artefice della rinascita di una squadra e di una società caduta in disgrazia, seppe dire no meno di un anno fa ad un contratto allettante proposto da una squadra che allora era una diretta concorrente. 
Senza entrare nel merito delle necessarie e insindacabili scelte della società e dello staff tecnico rossonero, riteniamo che la squalifica per i noti fatti di Nocera Inferiore abbiano inciso, e non poco, sulla recente rescissione.
A Giovanni resta la consolazione che chi ha giocato a Foggia sa di correre un rischio che ė quello di non reggere alle pressioni di una tifoseria esigente e di uno stadio importante. Giovanni ha superato egregiamente questa prova entrando nel cuore dei tifosi e di diritto nella storia di questo club dove in tanti vengono dimenticati ma dove di tanti altri ci si ricorda per decenni.
Giovanni sarà ricordato non solo per i suoi gol e le sue prestazioni in campo, ma anche e soprattutto per quell'attaccamento alla maglia che gli fece fare una grande scelta di cuore a danno dei suoi stessi interessi.
E a Foggia queste cose non si dimenticano.

Alberto Mangano

lunedì 9 novembre 2015

Agostinone con il cuore e senza calcoli!


Quanto è difficile essere profeta in patria!
Uno impegna tante stagioni per farsi apprezzare dentro e fuori del campo e poi in una frazione di secondo riesce ad alimentare polemiche e illazioni.
Premetto subito che l'ingenuità del gesto di Agostinone è sicuramente da condannare, ma una partita storta, o meglio un movimento pensato e compiuto in una frazione di secondo non possono scalfire la grande stima che questa piazza deve dimostrare al calciatore e all'uomo foggiano. Cosa avrebbero dovuto fare a Zidane dopo la serataccia di Berlino del 2006?
Diciamo innanzitutto che certe cose possono succedere solo a chi dà in campo il 200% e che spesso questo eccessivo impegno può portare a situazioni come quelle viste sul campo di Ischia.
In altre circostanze, un calciatore che avesse pensato a se stesso, avrebbe potuto limitarsi a soddisfare il proprio tornaconto, facendo lo stretto necessario, un semplice compitino, anche e soprattutto perché era entrato al posto di un espulso che gli avrebbe spianato la possibilità di giocare nell'undici titolare già contro il Monopoli.
Ed invece in questo gruppo di calcoli non se ne fanno e meno male che Pino Agostinone in questo gruppo c'è!
Vogliamo anche dire che senza la spinta di Mancino, ignorata dal direttore di gara, non ci sarebbe stata la necessità di portarsi la palla con la mano?
Resta infine comunque da sottolineare e ricordare a quei tifosi distratti che questo ragazzo è sempre quello che sotto la curva salernitana, forse anche esageratamente ma comunque con il cuore, andò a baciare la propria maglia e i propri colori, quelli che ogni tanto fanno anche far fare grossi sbagli, ma sempre facendo battere il cuore.

Alberto Mangano

sabato 7 novembre 2015

Onore a De Zerbi e ai suoi 9 eroi!


Una grande squadra sa gestire il risultato anche in estrema difficoltà come quella registrata ad Ischia e determinata da alcune decisioni arbitrali che andrebbero quanto meno rivalutate. Sicuramente il direttore di gara aveva sorvolato al secondo minuto sul fallo di Narciso su un avversario lanciato a rete, ma andrebbe rivisto anche il fallo punito con il rigore di Loiacono su Kanoute, così come le quattro ammonizioni che hanno determinato le due espulsioni dei calciatori rossoneri, soprattutto la seconda su Di Chiara ma anche il fallo di mano di Agostinone avvenuta dopo una netta spinta di Mancino sul calciatore foggiano.
Di buono da Ischia, De Zerbi si porta la capacità di saper soffrire dei suoi uomini per gran parte del secondo tempo, concedendo solo due inevitabili occasioni isolane in una fase di gioco nella quale i padroni di casa non riuscivano, nonostante la netta superiorità numerica, a trovare spazi per la manovra.
Nessuno aveva mai pensato che il Foggia potesse vincere tutte le partite, ma riuscire a mantenere la continuità di risultati anche in una partita come quella di oggi, è un risultato del quale sentirsi estremamente orgogliosi.
I campionati si possono vincere soprattutto non perdendo e riuscendo sempre a muovere la propria classifica in attesa degli scontri diretti che potrebbero determinare la vittoria finale.
Onore a De Zerbi e ai 9 suoi eroi che dimostrano ancora una volta di voler giocare per vincere, ma soprattutto per non cadere davanti a nessun avversario.

Alberto Mangano

martedì 3 novembre 2015

La risposta a chi non ci credeva!


Un filotto di vittorie per riemergere e per proporsi in modo perentorio nelle zone alte della classifica, quelle posizioni per le quali si era costruito un progetto e una squadra.
Un filotto di vittorie per zittire le critiche, quelle costruite su illazioni e castelli in aria, quelle messe in giro per destabilizzare, per delegittimare e per infangare.
Poi è bastato proprio quel filotto di vittorie per portare 12.000 persone a spingere la squadra verso la vetta, quelle 12.000 persone che non si vedevano dai tempi di De Zerbi, quello in casacca rossonera, la luce di quel Foggia.
Il tecnico rossonero l'ha vinta la sua scommessa, ha riempito lo Zaccheria come un tempo e, anche se la strada è ancora lunga ed impervia, ha avuto il merito di invertire una rotta e di far ritornare entusiasmi ormai dimenticati.
La strada in effetti è ancora lunga, non sarà possibile vincere sempre, ci sarà magari qualche passo falso, ma il gruppo ha dimostrato di saper reagire contro i castelli di sabbia e le chiacchiere al vento. Poi quando si sarà raggiunto qualcosa di importante, allora vedremo riempirsi il carro dei vincitori.

Alberto Mangano

lunedì 2 novembre 2015

Le squadre grandi sanno anche soffrire!


Una vittoria importante, cercata e trovata contro un avversario di tutto rispetto che dimostra anche a Foggia di meritare ampiamente i punti conquistati in questo campionato.
Il Foggia ha il grande merito di aver interpretato al meglio la gara, sapendo imporre il proprio gioco, ma sapendo anche soffrire adeguandosi all'avversario di turno; quindi, rispetto ad una partita vinta 4-0 magari con facilità, questa vittoria è figlia del sudore, della determinazione e della consapevolezza di avere i mezzi per far bene.
Non è il momento di guardare la classifica, non è a novembre che si deve stare al primo posto; attualmente bisogna sfruttare il vento di poppa ma sempre con umiltà e mai con l'atteggiamento di chi pensa di essere già arrivato.
Come ha detto De Zerbi ci sono grandi margini di miglioramento e, gara dopo gara, possono essere riviste alcune sbavature che risultano evidenti anche quando il risultato ti sorride.
La strada verso la vittoria finale può essere percorsa con tranquillità, ma squadre come il Messina visto allo Zaccheria difficilmente molleranno l'osso, per cui l'impegno, l'umiltà ma anche la mentalità vincente non dovranno mai abbandonare questo straordinario gruppo.

Alberto Mangano