giovedì 30 aprile 2015

Ma quale modello Carpi....


Successe anni or sono al Chievo, poi è toccato al Sassuolo, da qualche giorno anche al Carpi: tre piccole realtá che arrivano alla ribalta del calcio importante, quello della serie A, quello che da ormai un secolo affascina tutti gli appassionati italiani.
Ogni volta, puntualmente, si sprecano fiumi di inchiostro per parlare di programmazione, di societá che puntano ai giovani del settore giovanile, che riescono a scalare, con promozioni su promozioni, tutti i campionati sino ad arrivare al punto più alto del campionato italiano.
Anche a Foggia, in piena ristrutturazione societaria, si è parlato di modello Carpi e di programmazione seria a medio e a lungo termine.
Ma a Foggia si respira la stessa aria di Carpi? A Foggia è possibile ripartire con una nidiata di giovani di belle speranze?
A Carpi si può fare quel tipo di calcio perchè non c'è pressione, non ci sono particolari attese e ci si può permettere anche di fallire l'obiettivo. A Foggia 2-3 partite perse e si pensa più a contestare che a incoraggiare; è un altro calcio, forse meglio quello passionale di Foggia? Può essere, ma potrebbe essere anche il contrario, dipende dai punti di vista.
Se pensiamo ai giovani, quando abbiamo potuto vedere giocare prodotti del nostro vivaio tutti insieme? Quando i vari Agostinone, Agnelli, Quinto, D'Allocco hanno potuto esprimersi da titolari in prima squadra? Forse solo in serie D, perchè il Foggia in Lega Pro doveva schierare i fenomeni, spesso solo sulla carta, perchè a Foggia siamo amanti dei forestieri e i nostri giovani maturano altrove.
Quindi rispettiamo il Carpi, i suoi tifosi, il loro successo quasi inspiegabile, ma non facciamo paragoni perchè esistono diverse culture calcistiche, diverse aspettative, una diversa fame che spesso fa vedere due sport completamente diversi.

Alberto Mangano

mercoledì 29 aprile 2015

Ma quale derby, noi pensiamo al futuro!


Il campionato è ormai concluso per il Foggia, le ultime gare si svolgeranno per la regolaritá del campionato ed anche la gara di Barletta si svuota di significati per via di una classifica di tutto rispetto ma che non offre più la possibilità di sognare; creare attese ed aspettative per una partita che per i foggiani non è proprio un derby e che all'andata causò non pochi problemi, non serve a nessuno; il Foggia gioca, ripetiamo, per onorare il campionato rispettando anche le scelte di chi ha voluto che i tifosi delle due squadre godessero di trattamenti totalmente diversi.
Nel frattempo si rincorrono voci su trattative, vere o presunte, che dovrebbero portare a stabilizzare l'attuale assetto societario ma, a tutt'oggi si tratta solo di voci e non di certezze.
La societá del Foggia resta un buon investimento: assenza di debiti, progetto tecnico che ha già dato ampie soddisfazioni e che può solo migliorare, possibilità di aumentare notevolmente abbonati e spettatori grazie alla permanenza di gran parte del gruppo che ha ben figurato quest'anno e grazie forse alla risoluzione, una volta per tutte, della questione "gradinata".
Con queste premesse e con la dichiarazione d'amore di Roberto De Zerbi, un qualunque imprenditore con l'amore per i colori rossoneri e con il fiuto degli affari dovrebbe precipitarsi presso lo studio dell'avv.Verile per cocludere un buon affare.
Se c'è un minimo di volontà, conviene anticipare i tempi, presentarsi entro la fine del campionato, prevista per il 9 maggio, e sfruttare l'entusiasmo che questa squadra ha saputo far crescere in questa piazza, magari lanciando anche una sorta di prelazione sugli abbonamenti della stagione prossima.
Non vogliamo pensare che non ci sia nessuno disposto a fare questo affare.

Alberto Mangano

domenica 26 aprile 2015

Partita vera tra professionisti veri!


A dispetto di chi ha preferito restare a casa per disertare una partita che sembrava doversi disputare solo per la regolarità del campionato, allo Zaccheria è andata in scena una gara vera, tra due squadre di professionisti veri che hanno combattuto e che, ad un certo punto, si sono anche confrontate sotto il profilo puramente agonistico.
Onore a tutti i calciatori in campo, ai tifosi reggini che hanno seguito la propria squadra, ai giornalisti calabresi che non sono andati in vacanza e al presidente Foti seduto regolarmente in tribuna.
Alla fine ha avuto ragione il Foggia che sembrava, dopo soli 30 secondi, dover fare un solo boccone della squadra avversaria e che invece ha dovuto lottare, soccombere, lottare, rimontare ed esultare, trasportando il proprio pubblico in un entusiasmo che sembrava quasi irreale.
Nelle file rossonere un plauso particolare al bomber Iemmello che in una sola gara ha saputo dimostrare le proprie qualità, quelle di un calciatore capace di sfruttare le incertezze degli avversari, capace di sacrificarsi e combattere su ogni palla e che infine ha saputo confermare la sue grandi qualità realizzando un gol da cineteca che regala la vittoria agli uomini di De Zerbi.
Questo ragazzo è sicuramente sprecato per questa categoria e a Foggia dovranno a malincuore salutarlo per continuare a seguirlo magari in altre piazze più importanti.
A noi resta la soddisfazione di averlo rilanciato, di aver dato a lui la possibilità di confermare le sue qualità perchè Foggia sa valorizzare i propri talenti perchè a Foggia si vive di pane e pallone anche quando in campo vanno di scena partite senza significato, perchè a Foggia si ha sempre fame di vittorie.

Alberto Mangano

mercoledì 22 aprile 2015

La risposta a De Zerbi chiarirà il futuro del Foggia!



Dopo un campionato importante, dopo i numerosi elogi piovuti da tutti gli addetti ai lavori, in attesa di dover valutare le possibili e lusinghiere proposte che giungeranno a breve da clubs anche di categorie superiori, De Zerbi non ci pensa due volte e decide di "raddoppiare" con il Foggia.
Siamo di solito abituati a situazioni che si sviluppano in modo sicuramente opposto e cioè con tecnici che vengono pregati dai presidenti per una riconferma ed invece, nel nostro caso, è lui che chiede di restare.
Questo è un pubblico che riconosce i meriti dei tecnici, li rispetta, li porta nel cuore e non li dimentica facilmente: prima di De Zerbi era successo a Zeman, a Marino, a Padalino, ma forse mai si era visto un tecnico che aveva chiesto, in modo anche deciso, la volontá precisa di restare a Foggia.
Ovviamente la società attuale, se non dovesse allargarsi a nuovi soggetti, non potrebbe garantire la permanenza del tecnico e dell'attuale rosa, ma forse nemmeno quella prima delle vicende ormai note della mancata vendita delle quote, sarebbe stata in grado di garantire in futuro lo stesso campionato di quest'anno.
Sarebbe un vero peccato buttare al vento il lavoro prezioso del tecnico e dei giocatori, per rifondare tutto da capo per un campionato da salvare magari sul filo di lana.
De Zerbi ha suonato la sua serenata alla società che sicuramente entro il 10 maggio, data dell'ultima partita della stagione regolare, dovrà dare una risposta a tecnico e squadra e da quella risposta si potrà capire il vero futuro di questo Foggia!

Alberto Mangano

lunedì 20 aprile 2015

L'importante è aver vissuto!


Ci sono delle sconfitte che sono difficili da digerire, ci sono delusioni che fanno male, che ti danno la sensazione di non riuscire ad alzarti più, ma il bicchiere, ancora una volta, va visto mezzo pieno e quindi ripensi alle emozioni, quelle che ti fanno vivere, ti fanno pensare che un solo attimo di godimento può colmare infinite amarezze.
Questo è un campionato che ha riconciliato il tifoso rossonero con il calcio, che ha creato entusiasmi che andavano sempre più affievolendosi negli ultimi anni: meglio aver vissuto una stagione intensamente che aver vivacchiato tanti anni anonimamente, finendo anche per annoiarsi.
Averci creduto, aver pensato di essere i più forti, essersi rialzati dopo cocenti sconfitte, aver creduto in un imminente futuro radioso ci ha fatto vivere, non certo sopravvivere.
Verranno giorni bui? Passeremo un'altra estate di sofferenza? La nostra speranza sará quella di tornare a soffrire, a gioire, ad incavolarci, ad abbracciarci, in pratica ad esserci.
Forse le soddisfazioni del campo e le vittorie  potranno tornare quando forse non ci crederemo più, perchè il calcio è così, perchè forse per questo è lo sport più bello del mondo e forse per questo l'attaccamento ai propri colori è una cosa che difficilmente si riesce a spiegare a chi ha sempre pensato che si trattasse solo di un gioco.

Alberto Mangano

domenica 19 aprile 2015

Potevamo finire... meglio


Grazie lo stesso!
Ci avevamo creduto, avevamo provato a fare tutti i conti possibili ed immaginabili, ci avevano creuto i 250 sostenitori che avevano raggiunto Lecce per provare a sognare e continuare a sperare, ma onestamente nessuno pensava che sarebbe finita così, con un Foggia senza idee, irriconoscibile, praticamente....non pervenuto.
Questa squadra, e continuiamo a dirlo, era partita con altri traguardi e sino alle 15,59 di oggi ha provato ad alzare l'asticella ma la partita di Lecce ci lascia con l'amaro in bocca.
Ci saranno tante occasioni in futuro per analizzare questo campionato, per quello che poteva essere e che non è stato ma, anche se molto a caldo, la prima considerazione che viene quasi spontanea è che la tensione accumulata in un campionato giocato sempre ad inseguire, ha tradito la squadra nelle partite più importanti, quelle che avrebbero potuto avvicinarla a quelle posizioni di classifica alle quali si ambiva.
Quest'anno abbiamo capito che la ricetta fondamentale per raggiungere un traguardo ambizioso, è assolutamente la continuità dei risultati ed uno standard di rendimento che non dovrebbe prevedere alti e bassi così inspiegabili da una partita all'altra.
Questi giocatori hanno dato tanto, il mister ha superato brillantemente la sua prima vera esperienza in panchina, ma naturalmente le facili e prevedibili illusioni dei tifosi facevano sperare in un epilogo più fausto.
Ci tocca anche quest'anno sperare che il prossimo sia quello giusto!

Alberto Mangano

sabato 18 aprile 2015

Speriamo che il Matera trovi un po' più di difficoltà!


Sapevamo che le nostre vittorie da sole non sarebbero bastate e che, secondo la matematica, dovevamo sperare in qualche passo falso: questo è il destino di chi deve inseguire e recuperare. 
Il campionato non è concluso e nelle ultime giornate, poichè dobbiamo credere in un campionato leale e corretto, tutto può succedere.
Si sperava nel Benevento a Matera, anche perchè i Sanniti avevano la ghiotta opportunità di recuperare tre punti fondamentali alla Salernitana ed invece, proprio in Basilicata, la squadra giallorossa consegna praticamente la serie B alla squadra granata.
D'altro canto la squadra di Brini vista a Matera, è sembrata poca cosa rispetto a quanto visto per un'intera stagione a conferma del fatto che, come ogni anno, il Benevento soffre la primavera e perde le opportunitá costruite durante ogni stagione.
Il Foggia è condannato a vincere sempre, e questo si sapeva, ma deve sperare anche che il Matera possa affrontare avversari che riescano almeno a metterlo in difficoltà, perchè se dovesse trovarsi di fronte avversari evanescenti come il Benevento di oggi, allora potremmo giá andarcene al mare tutti quanti.

Alberto Mangano

mercoledì 15 aprile 2015

Un destino ingiusto e disonesto!


Una piccola bara bianca al centro di un campo di calcio, tanti bimbi in divisa da calcio che assistono increduli, i tifosi delle curve che appaludono, palloncini rossoneri che volano in cielo, petardi che scoppiano: triste epilogo di una vita nemmeno cominciata e giá finita.
Christian sognava la folla, sognava i cori, gli applausi mentre lui con il pallone dribblava, tirava,segnava....un triste destino, ingiusto e disonesto, ha voluto che ci fosse una folla al suo addio, che ci fossero i suoi beniamini, i calciatori del Foggia al completo a salutarlo per l'ultima volta e a donargli la maglia, i tifosi rossoneri che lo avrebbero un giorno acclamato a consegnarli le sciarpe delle curve.... che triste destino, ingiusto e disonesto, vedere quella maglia e quelle sciarpe su una piccola bara bianca.
È difficile darsi pace, è difficile affidarsi alla logica quando un bambino di dodici anni lascia gli amici, gli affetti, i genitori, le sue passioni, i suoi sogni, quel polveroso campo di calcio.
Sforziamoci di pensare e di credere che ci sia un altro mondo, quello al quale ci è difficile credere quando se ne vanno i bambini, ma dobbiamo farlo perchè non può finire, un bambino non può concludere la sua esistenza in un campo di calcio prigioniero di una piccola bara bianca, non possiamo credere che un destino possa essere così ingiusto e così disonesto.

Alberto Mangano

domenica 12 aprile 2015

Basta che vinciamo noi!


I risultati delle altre, a quattro giornate dalla fine, hanno poco interesse: il Foggia deve fare la corsa su se stesso sapendo che ogni partita deve essere vissuta come un'implacabile roulette russa.
La sfida è fortemente ambiziosa, al limite della razionalitá e va vissuta domenica su domenica; a Lecce si giocherà una gara fondamentale ma, come si spera, saranno importanti anche le partite con Reggina, Barletta e Paganese senza guardare la classifica e senza fare calcoli che potrebbero essere immediatamente smentiti.
Non si può dire che i ragazzi di De Zerbi si troveranno meglio con le grandi o con le piccole, perchè ora si annulleranno le differenze tecniche, servirá poco affidarsi al bel gioco o alle geometrie di una tattica perfetta, servirá la concentrazione e la conseguente determinazione che contribuiscono al raggiungimento di un risultato.
Anche le assenze, gli infortuni, le squalifiche saranno poco determinanti se è vero che il cuore messo in campo dai Micale, dai D'Angelo e dai Grea hanno indirizzato il risultato di venerdì verso l'unico in grado di far sognare ancora i tifosi.
Quindi, con la dovuta tranquillitá,  bisognerá far ruotare il tamburo della pistola e premere il grilletto allo stadio di Via del Mare sperando che si abbia ancora la possibilitá di farlo nella gara successiva.

Alberto Mangano

sabato 11 aprile 2015

Quel cronometro... terribilmente lento


Mancano pochi minuti alla fine, il Foggia mantiene il minimo vantaggio in 10 uomini, la partita deve essere portata a casa se si vuole continuare a sperare, Micale sta facendo miracoli insieme ai suoi compagni Loiacono e D'Angelo con i quali in difesa giocava sui polverosi campi della serie D; la Casertana obiettivamente le sta tentando tutte, il cronometro sembra lentissimo, 5 minuti di recupero, c'è ancora da soffrire; Narciso e Bencivenga sono nella postazione televisiva, stanno soffrendo anche loro, vorrebbero essere in campo, su quel campo dove Cavallaro e Sarno si stanno sacrificando, stanno difendendo con i compagni.
In quel momento pensi che tutto sommato il campionato è andato oltre qualsiasi rosea previsione, o forse no....ci speri ancora, ma il cronomentro è terribilmente lento e può succedere ancora di tutto.
I rossoneri si affidano al cuore, si stringono tra di loro, spazzano se è necessario, è un'alternanza tra angoscia e speranza....poi arrivano quei tre fischi ed in quel momento non sai più dove sei, non sai chi è accanto a te, non sai chi ti abbraccia, chi ti grida nelle orecchie; non sai dove sei, ma sai che in quel momento vuoi essere esattamente lì, a saltare con la squadra, a gioire con loro; in questi momenti benedici le scelte del tuo papá, quando cominciò a portarti in quello stadio, quando ti ha guidato verso una fede, un senso di appartenenza che questa sera sfoderi con orgoglio.
C'è ancora da soffrire, ci sará ancora da sperare ma se è bello essere nato foggiano, stasera sicuramente lo è ancora di più.

Alberto Mangano

venerdì 10 aprile 2015

Presenti perchè...


Ci sono momenti importanti, appuntamenti che non si possono rimandare e stasera si presenta  proprio uno di quelli ai quali non si può delegare, bisogna essere presenti.
Presenti per chi in campo si va a giocare forse un'intera stagione, per chi ci ha sempre creduto indipendentemente da come andrá a finire.
Presenti per annichilire l'avversario, per mostrare a chi è ancora scettico che questa è la squadra più forte del campionato.
Presenti perchè vederla in tv gratis senza supportare i propri calciatori, non rientra nello spirito del tifoso foggiano, ma solo una opportunitá per chi soffre per questi colori a migliaia di chilometri da Foggia.
Presenti per andare oltre chi voleva illuderci con false promesse, ma che poi è scappato di notte come i vigliacchi.
Presenti perchè quando il cuore chiama è difficile tirarsi indietro.
Presenti anche per coloro che da lontano vogliono rivedere il loro stadio ben figurare davanti a tanti spettatori di tutta Italia.
 Presenti perchè....i tifosi non hanno bisogno di un perchè!!!

Alberto Mangano

mercoledì 8 aprile 2015

...sugli spalti i tifosi, in societá chi ha i soldi!!!


La partita contro la Casertana è alle porte e la squadra si sta preparando per riuscire a non far morire un sogno, quel sogno che solo le vittorie possano alimentare, vittorie che sono sicuramente tutte alla portata degli uomini di De Zerbi.
La squadra ci crede e non a caso il mister ha deciso di far allenare la squadra anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta proprio per evitare di perdere il ritmo dopo l'importante, preziosa e devastante vittoria di Matera.
Ci si aspetta un bel numero di spettatori, quelli che potrebbero fare la differenza contro una diretta concorrente: il Foggia sfortunato contro la Juve Stabia e quello pragmatico di Matera è un lontano parente di quello che aveva perso le speranze nelle partite immediatamente precedenti e coloro che si recheranno al botteghino dello stadio, non resteranno delusi per lo spettacolo e per l'impegno dei rossoneri e magari anche per il risultato.
Ovviamente la squadra sta dando soddisfazioni ai propri tifosi, tifosi preoccupati per i grossi problemi nella societá che nelle ultime ore avrebbe sollevato dall'incarico di direttore generale l'avv. luigi Miccoli, menjtre avrebbe affidato il ruolo di vice presidente, rimasto vuoto dopo l'abbandono della signora bionda, a Luca Leccese, uno degli attuali soci vicini al presidente Verile.
Al di lá degli incarichi, in questo momento di evidente difficoltá, bisogna che si stringano intorno al progetto soggetti che possano portare contributi economici vitali per non far morire il calcio: di incarichi e di stellette forse è meglio parlarne quando tornerá un po' di sereno.

Alberto Mangano

venerdì 3 aprile 2015

Quanti tuttologi!


"Lo avevo detto io...." è la considerazione che serpeggia nello scrivere dei numerosi tuttologi, rinvigoriti dallo spazio che ormai dedicano loro i vari social network: tutti a far collezione di "mi piace". Il tuttologo è un soggetto che nel calcio ha la capacitá di spaziare dal modulo non idoneo alla categoria, alla motivazione di una maldestra autorete, dalla poca affidabilitá di alcune trattative alla incapacitá di alcuni giocatori a resistere alla pressione della piazza.
Personalmente capisco molto poco di calcio e ancor meno di fiduciarie e di societá deputate al controllo dei bilanci, per cui mi limito a valutare da una parte una squadra che sta dando quelle soddisfazioni che un tifoso si attende dai propri beniamini e dall'altra una situazione societaria che non lascia intravedere, stando così le cose, futuri radiosi e confortanti.
Dal punto di vista calcistico, mi sembra di esser nel giusto se dicessi che il Foggia è nelle condizioni di poter vincere tutte le partite da oggi sino al 10 maggio e di poter conquistare la possibilitá di disputare i play off.
Per quel che riguarda le vicende societarie, senza fare dietrologia e interpretando le parole di Fabio Verile, la situazione sarebbe stata, con o senza la signora bionda, abbastanza difficile in quanto non tutti i soci sarebbero stati in grado di garantire un futuro almeno a medio termine.
Possiamo parlare all'infinito ma se non ci si muove per sensibilizzare chi è nelle possibilitá di salvare una barca che non sta ancora affondando ma che è in difficoltá, la possibilitá di giocare campionati esaltanti potrebbe risultare una chimera.
Bisogna organizzarsi, non pensare in partenza che la strada possa risultare impervia e contattare quei soggetti che possono, ma che forse vogliono essere solo stimolati. L'esperienza dell'estate del 2013 dovrebbe insegnare che,solo rimboccandosi le maniche, si raggiungono i risultati.
Altrimenti la domenica ci resteranno le chiacchiere dei tuttologi!

Alberto Mangano

giovedì 2 aprile 2015

Alla faccia di chi ci vuole male!


Dall'inferno al paradiso in 24 ore: dallo scoramento per una operazione non conclusa alla soddisfazione per una prestazione ed un risultato che riportano il giusto orgoglio in una piazza che merita di più.
È bello poter parlare solo delle vicende del campo, quelle che esaltano la professione di chi scrive, professione che ogni tanto deve scontrarsi con carte bollate, cordate e false illusioni.
Ma non c'è niente da fare, sono solo le palle nella rete, quelle che riportano il sorriso e la voglia di non mollare, di pensare che un futuro ancora roseo può interessare questi colori, questi calciatori, questo tecnico, questi tifosi.
24 ore di inferno martoriate da comunicati, illazioni, prese di posizione, truffe presunte, dubbi, incertezze; c'è il rischio che tutto ciò possa partire con quel pullman, c'è da temere che si possa andare verso la fine, anche i più convinti cominciano a storcere il naso e poi.... l'orgoglio di essere nato foggiano, di vedere la porta avversaria violata per ben cinque volte con una freddezza ed una fermezza superlative.
Ed il pullman ritorna con più certezze, con la consapevolezza che chi voleva il male di questa squadra stasera resterà deluso perchè il Foggia è dei foggiani, di coloro che hanno seguito la propria squadra, che hanno pianto di gioia davanti ad un tablet, che sperano in una cordata foggiana che possa continuare a spingere quel pullman verso nuovi campi e nuove vittorie.
Grazie ragazzi, grazie mister, questa sera è sicuramente molto più bello essere foggiani a dispetto e alla faccia di chi ci vuole male.

Alberto Mangano

...riassunto delle puntate precedenti!


La bella signora si era presentata a Foggia ben accompagnata e con un progetto che mirava a riportare a Foggia un po' di quel lustro ormai dimenticato da una ventina di anni: organizzare uno stage allo Zaccheria per baby calciatori sotto lo sguardo di grandi campioni del passato.
Da allora in poi la bella signora è tornata spesso allo Zaccheria fino a diventare di colpo il vice presidente del Foggia; nel mezzo una trattativa ben definita e praticamente giá conclusa: una grossa fiduciaria avrebbe garantito un'operazione di acquisizione dell'intero pacchetto azionario del sodalizio rossonero da parte di grossi imprenditori del nord. Perchè tutto ciò accada, il presidente Verile si accolla tutte le quote per cederle in un secondo momento dinanzi ad un notaio e nei tempi previsti dall'accordo.
I tifosi sembrano perplessi ma poi tutti, fidandosi dell'operazione condotta direttamente dal presidente e confidando anche nel sua professione di avvocato, applaudono a chi lascia dopo tre anni tutto sommato di successi a favore di questa nuova proprietá a tutti ancora oscura: l'unico volto noto resta quello della bella signora che nel frattempo comincia ad entrare nel suo ruolo e, secondo quanto affermato da De Zerbi, inizia anche a relazionarsi con la squadra incoraggiandola in un momento difficile del campionato.
Di colpo succede qualcosa: nella gara con la Juve Stabia la signora non viene allo stadio, pare per problemi personali, e subito dopo arrivano i ripensamenti, le sospensioni, gli ultimatum, la chiusura.
Ad oggi Verile è l'unico proprietario del Foggia per volere non suo, ma di altri: e questi altri che vantaggio hanno avuto in tutta questa operazione? Il presidente da solo quanto tempo potrà portare avanti la baracca? 
....aspettiamo la prossima puntata!

Alberto Mangano

mercoledì 1 aprile 2015

Il pallone si gonfia o si sgonfia?


Forse si era cantata vittoria troppo presto, forse troppo frettolosamente si era pensato che alcuni milanesi si fossero innamorati della nostra squadra, del nostro calore, della nostra storia.
Più di qualcuno si chiedeva il vero motivo per cui degli imprenditori del nord avessero deciso di investire dei soldi in una squadra del sud che naviga in una dignitosa Lega Pro dove c'è poco da guadagnare e molto da investire. Quale era il loro piano industriale? Investendo nella squadra rossonera e mettendo piede in cittá, si sarebbero interessati solo di calcio? Domande lecite, naturali che potrebbero ancora avere le dovute risposte se questa gente deciderá di riprendere un discorso improvvisamente interrotto.
Di certo non stiamo parlando di persone che si affacciano per la notorietá di qualche settimana, cosa alla quale siamo ormai abituati a Foggia da decenni; se le cose non andranno in porto sará perchè gli acquirenti, dopo aver valutato rischi e benefici, avranno preso la loro giusta decisione.
Sembra strano che, in un periodo particolare del campionato, si sia fatto un annuncio così trionfale, con cambi di cariche sociali non necessarie ed impellenti; questa cosa conferma in ogni caso la buona fede di Verile che aveva intravisto la reale volontá di chiudere da parte di questa gente; probabilmente bisognava andare con i piedi di piombo anche se con il senno del poi è sicuramente più facile valutare gli eventi.
In ogni caso dispiace sentire De Zerbi rammaricato per esser stato lasciato solo dai vertici della societá, per non aver sentito il presidente da diverse settimane e per un ultimatum che giunge proprio mentre lui, con la sua squadra, si statebbe per giocare le ultime possibilitá, anche se scarse, di raggiungere i play off.
De Zerbi più di una volta ha dichiarato di voler rimanere, ma ha anche raccontato di esser andato via da Foggia, quando giocava, per vicende legate più alla societá che per sua determinata volontà.
Aspettiamo che si chiarisca il tutto per rigonfiare questi palloni che, negli ultimi tempi e non sul campo, sembrano un po' flosci!

Alberto Mangano