Ogni squadra che si rispetti, in ogni campionato, attraversa i suoi momenti di appannamento che possono essere legati alla incapacitá di ritrovare i collaudati meccanismi di gioco, oppure puó trattarsi esclusivamente di una crisi di risultati dovuta ad una propria incapacitá di realizzazione sotto porta o solo semplicemente ad un bisticcio con la dea bendata.
É difficile intravedere una crisi nel Foggia anche perché se é pur vero che una squadra che per un lungo periodo vantava di aver perso solo a Banenvento e poi ha rimediato tre sconfitte in un mese con Barletta, Martina e Melfi, ha al tempo stesso intervallato le tre sconfitte con 2 sonore vittorie con Paganse e Cosenza realizzando un poker di gol a gara.
Allora puó trattarsi di un calo di concentrazione, di eccessivo nervosismo, di improvvisi carichi di responsabilitá che si possono curare probabilmente andando a valutare ogni gara, rimarcando ció che di buono o di meno buono é stato fatto in campo e farne tesoro per le partite successive.
Per esempio, si dovrá capire se é un caso che Martina e Melfi abbiano segnato al pronti-via con i rossoneri che, almeno con la testa, erano ancora negli spogliatoi, cosí come andrá valutata la reazione del Foggia che mette alle corde gli avversari ma quasi sempre in momenti di difficoltá o quando si butta a capofitto tentando il tutto per tutto.
La nota positiva della gara di Melfi é il gradito ritorno in campo di Alberto Gerbo che, subentrato in un momento difficile dell'incontro, ha saputo dare il proprio fattivo contributo alla manovra con autoritá, riuscendo anche ad essere propositivo e sbagliando di poco un autentico eurogol: con lui il Foggia recupera un elemento indispensabile che puó rappresentare il primo importante acquisto per la seconda metá del campionato.
Alberto Mangano

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