AGNELLI, IL MIGLIORE TRA I ROSSONERI A PAGANI
Anche il piú ottimista tra i sostenitori del Foggia non avrebbe mai potuto pensare che sarebbe andata cosí: il Foggia non solo ha vinto, non solo lo ha fatto realizzando quattro gol, ma ha saputo imporre il proprio gioco a casa di una squadra che, dall'arrivo di mister Sottil, era sembrata una delle squadre piú in forma di questo girone.
Da Foggia si temeva giustamente questa trasferta ma il tecnico, pur disponendo della rosa al completo, stupisce tutti quando lo speaker annuncia la presenza di Leonetti al centro dell'attacco, quella di Iemmello sulla sinistra del tridente e il conseguente sacrificio di Cavallaro che si accomoda in panchina.
Questo tecnico, ancora una volta, ha dimostrato di avere fiducia in tutti i suoi uomini e di volersi affidare non a quelli che possono sembrare titolari inamovibili, mantenendo la giusta tensione in tutto il gruppo: alla fine la scelta di De Zerbi risulterá vincente e non solo per lo splendido gol del giovane attaccante rossonero.
Da oggi il Foggia é anche la squadra che ha subíto meno gol grazie alla difesa attenta di due colonne come Potenza e Gigliotti e alla sicurezza tra i pali di un portiere affidabilissimo come Narciso.
Gerbo e Quinto hanno dimostrato di essere sulla strada del completo recupero e di poter tornare a brevissimo quegli elementi insostituibili del centrocampo rossonero, ma oggi la palma di migliore in campo va data sicuramente a capitan Agnelli che ha macinato chilometri, mostrandosi sempre lucido nell'ultimo appoggio e capace di dettare sempre i tempi alla manovra della sua squadra.
Insomma da Pagani ritorna un Foggia capace di comportarsi da grande squadra, sapendo vivacizzare ed addormentare il suo gioco a seconda delle proprie necessitá ed indipendentemente dalla consistenza del suo avversario.
Torna da Pagani la certezza di una squadra competitiva e affidabilissima che potrebbe anche fare a meno di rinforzi a gennaio perché la mentalitá che le ha dato il suo allenatore é quella vincente, quella che potrebbe regalarci un sogno.
Alberto Mangano

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