giovedì 18 dicembre 2014

Quella sfida di 30 anni fa...

IL RIGORE SBAGLIATO DA FRATENA

Ormai manca poco alla sfida con il Barletta che, per quanto possa rappresentare una sfida qualunque nel percorso sinora trionfante del Foggia di De Zerbi, ha il sapore del derby e di quella che deve restare una sana rivalitá campanilistica.
Il pubblico non mancherá ma, per ovvi motivi, non sará quello delle grandi occasioni; sarebbe bello immaginare quanti ce ne sarebbero stati di spettatori sugli spalti se non ci fossero state limitazioni all'ingresso nello Zaccheria.
Di sfide importanti ce ne sono state tra le due squadre e sempre precedute da una frenetica attesa che é stata sempre il sale di un qualsiasi derby con le coreografie e gli sfottó tra le opposte tifoserie.
Tra le tante sfide mi piace ricordare un Foggia Barletta di serie C1 nel primo anno di Zeman a Foggia (86/87). Io seguivo la gara dala curva sud e su ogni gradone eravamo disposti sue due file; ad occhio e croce eravamo circa 15000 spettatori. Il Foggia quel giorno si schieró con:  Ciucci, Codispoti, De Marco, Lagrasta, Costa, Pidone, Fratena, Rossi, Baldini, Grande, Silvestri; 12.Cangelosi, 13. Fabbiano, 14. Nocera, 15. Limone, 16. Compagno.
Il Barletta, guidato da Marchioro,  nel primo tempo realizzó con Scarnecchia e all'inizio della ripresa raddoppió con l'ex Sciannimanico.
Sembrava finita anche perché Fratena riuscí a sbagliare un rigore intorno al 20' concesso per atterramento di Delio Rossi in area.
Solo alla mezz'ora su un tiro di Baldini la palla venne deviata in porta da un difensore biancorosso. Dopo solo 5 minuti, Baldini di testa riusciva a servire Rossi che allungava su Pidone che a sua volta riusciva a gonfiare la rete barlettana.
Io penso che poche volte io abbia gridato cosí forte in vita mia tanto da perdere la voce eppure ho avuto la fortuna in oltre 40 anni di vedere tutte le partite di campionato in tutte le categorie.
La partita finí 2-2 ma per come si era messa quel giorno tornammo a casa contenti e festanti come succedeva allora con il Foggia che si avviava a diventare quella squadra che avrebbe fatto parlare di sé tutta Italia.
Sabato magari saranno piú importanti i tre punti ma, se conditi dalle stesse emozioni di allora, sarebbe allora giusto affermare che questo veramente resta lo sport piú bello del mondo.

Alberto Mangano


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