E’ stato senza ombra di dubbio uno dei calciatori del Foggia
che maggiormente hanno contribuito ad entusiasmare i tifosi e uno di quelli
che, in maniera umile e seria, hanno portato squadra e società a pensare ad un
possibile salto di categoria.
A pensare che Giuseppe Agostinone non faceva parte del
gruppo che cominciò la preparazione estiva per questo campionato e questa resta
un neo della società che non gli diede fiducia dal primo giorno rischiando di
perderlo, considerando l’enorme stima che alcuni allenatori, Padalino su tutti,
riponevano nel giovane foggiano.
La sua valorizzazione con la maglia rossonera è partita
proprio da mister Padalino che riusciva ad impegnarlo in varie posizioni del
campo ma schierandolo sempre nell’undici titolare mentre, con De Zerbi, nel ruolo
di esterno basso, si è avuta la sua consacrazione che gli ha dato ormai una
visibilità che va anche oltre la Capitanata.
Il buon Pino ha dovuto lavorare più degli altri, ha dovuto
fare la gavetta, perché si sa che per un foggiano lavorare e affermarsi nella
squadra della propria città non è assolutamente facile e quindi ha dovuto
subire qualche critica ed alcuni fischi; solo oggi, al suo terzo anno con la
maglia rossonera, si può affermare che questo ventiseienne è diventato una
pedina insostituibile dello scacchiere rossonero e che in tanti temono che
prima o poi possa lasciare Foggia per approdare a lidi più prestigiosi.
Lui resta sempre lo stesso, non si fa condizionare dai
complimenti così come faceva quando gli piovevano i fischi, perché resta un
professionista serio che gioca per la maglia e che ha compreso prima degli
altri che questo può essere l’anno giusto per riuscire a togliersi qualche
soddisfazione e tentare di riscattare una città che sta aspettando da troppi
anni.
Alberto Mangano

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