sabato 9 agosto 2014

Foggia Melfi 0-1



La prima partita ufficiale lascia l'amaro in bocca ai numerosi tifosi accorsi allo Zaccheria nonostante il caldo e la voglia irresisitibile di godersi appieno le coste garganiche.
Ovviamente queste partite di Coppa danno la possibilitá di valutare il proprio stato di forma confrontato con quello di una squadra che affronterá il tuo stesso campionato; ebbene, il Foggia se non altro non ha sfigurato e, a tratti, ha anche dimostrato di avere assimilato gli schemi di gioco durante la fase di preparazione.
La partita ha visto un Foggia ben schierato in campo, che ha operato un grande possesso di palla, che ha saputo aggredire il portatore di palla avversario ma che al tempo stesso ha evidenziato delle carenze dovute al poco tempo trascorso a provare e a riprovare e a qualche mancanza in organico che, soprattutto sotto porta, si fa sentire.
Eppure sembra che proprio la fase offensiva sia stata quella piú curata da Brescia e De Zerbi con una organizzazione di gioco che porta a coinvolgere tutti gli uomini schierati dal centrocampo in su, con sovrapposizione degli esterni, ma che pecca nella fase conclusiva perché, da quello che si é visto contro il Melfi, manca il rapinatore d'area, quell'attaccante capace di finalizzare l'enorme mole di gioco.
Dietro la squadra deve ancora imparare a stare in campo con il nuovo modulo ma anche perché si sente la mancanza di un centrale difensivo di peso, visto anche la assenza forzata di Gigliotti.
Tempo per crescere ce n'é ancora ma probabilmente qualche ritocco nella rosa sembra necessario, anche se gli uomini in campo hanno dato tutto quello che avevano per ben figurare all'esordio.
Da registrare infine qualche disagio per l'acquisto del tagliando necessario per l'ingresso allo stadio; il numero degli sportelli al pubblico non é stato adeguato alla moltitudine di tifosi che hanno voluto seguire la propria squadra giá da agosto e soprattutto in molti non erano a conoscenza del fatto che si dovesse pagare la prevendita anche il giorno stesso della gara. In tanti hanno sopportato la lunga fila sotto il sole, mentre altri hanno preferito fare marcia indietro e tornare a casa.
Probabilmente anche nell'organizzazione qualche cosa bisognerá rivederla.

Alberto Mangano

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