La data del 30 giugno è stata sempre vissuta dai tifosi rossoneri con angoscia, soprattutto negli anni passati perchè era quella data che avrebbe tolto ogni dubbio, che avrebbe detto se si poteva continuare a sperare in un altro campionato o se sperare almeno in uno con un piccolo handicap, cercando di scongiurare ipotesi sicuramente più catastrofiche.
Il Foggia quest'anno ha ottemperato ai propri impegni addirittura con anticipo per cui il 30 giugno risulta essere un tranquillo martedì come tanti e magari incuriosisce sapere cosa ne sarà di quelle societá che, non supportate da portafogli larghi e da dirigenti generosi, potrebbero non arrivare nemmeno ai nastri di partenza di questo campionato.
A Foggia, con la nuova società, quest'anno non c'è stato alcun problema, ma ciò non significa che non si possa guardare alla difficoltà delle altre compagini come una possibilità che prima o poi tocca a tutti.
I costi di gestioni elevati, le garanzie che la Lega pretende anche in periodi di enorme difficoltà economica, la grande offerta televisiva di calcio di tutte le categorie ma soprattutto la possibilità in Lega Pro di poter seguire le partite dal computer di casa senza nessun vantaggio per la società che perde spettatori, sono tutte concause che stanno riducendo le iscrizioni ai campionati e potrebbero stravolgere la composizione degli stessi, con un irriverente rispetto per il risultato del rettangolo verde.
Qui si sta parlando ovviamente solo di quelle società che, considerando anche gli sponsor, riescono ad incassare somme insignificanti rispetto agli investimenti fatti e quindi sempre più imprenditori si allontanano dal calcio lasciando la patata bollente nelle mani dei sindaci.
È necessario cambiare rotta, bisogna riscrivere le regole perchè prima o poi può succedere a tutti di ritrovarsi in difficoltà e di dover ripartire da zero con un conseguente disamoramento dei tifosi nei confronti della loro squadre.
Agli uomini di sport piace vedere radiate quelle società che hanno truffato, che hanno pilotato il calcio scommesse, che hanno corrotto, perchè è solo di queste squadre, o meglio dei loro dirigenti, che il calcio non ha assolutamente bisogno.
Alberto Mangano

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