sabato 8 novembre 2014

In bocca al lupo mister!


Quell'agosto del 2012, in quel di Termoli, cercó di metter insieme una squadra per presentare il Foggia in una partita ufficiale dopo quella che sembrava ormai la morte definitiva, sentenziata il 16 luglio.
Pasquale Padalino accettó una sfida, una di quelle definite perdenti da subito, ma caló la testa e andó avanti; di quando era diventato calciatore erano rimasti solo i due colori, il rosso e il nero, e quell'amore di chi voleva entrare nella storia per aver rianimato una passione ormai perduta.
Il mister ha superato numerose prove, spesso tra i mugugni e le polemiche, tante altre volte invece tra applausi e pacche sulle spalle, ma é andato sempre avanti con i risultati che alla fine gli hanno dato definitivamente ragione.
Chi potrá dimenticare la brillante rimonta per la conquista dei play off a spese di un Bisceglie che scoppió nel finale? E chi potrá mai dimenticare la conquista, mai in discussione,  del quinto posto lo scorso anno che significó la certezza di restare tra i professionisti? 
Nel calcio si sa che i matrimoni non sono per sempre e, senza entrare nel merito di quelle che sono state le motivazioni per un mancato rinnovo,di lui ci resta oggi quel progetto e quella intelaiatura di squadra che da quel giorno a Termoli pian piano si sono consolidati e che oggi, inseriti nel nuovo Foggia di De Zerbi, continuano a far parlare di sé.
Sembrava a tutti molto strano che un allenatore come Padalino potesse restare ancora fuori dal giro ed infatti il miglior augurio che possiamo rivolgergli é quello di far bene con il suo Grosseto in questa categoria ma soprattutto in quelle superiori: lo meriterebbe come uomo e come professionista.

Alberto Mangano

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